Salve, sono una donna di 47 anni. Ho subito una tonsillectomia 12 mesi fa'. Alla visita di controllo

Salve, sono una donna di 47 anni. Ho subito una tonsillectomia 12 mesi fa'. Alla visita di controllo dei 15 GG post intervento il medico mi disse che la guarigione delle ferite procedeva bene, tuttavia era subentrata una micosi che ho curato e risolto in quasi 2 mesi. A 30 GG dall' intervento ho iniziato ad accusare una forte disgeusia, sentendo costantemente un sapore metallico in bocca e una percezione completamente alterata dei sapori, una forte rigidità della gola, tanto da andare in apnea se parlo velocemente. Dopo cicli di terapie cortisoniche e di vitamine, a settembre la Risonanza magnetica ha evidenziato una infiammazione alla membrana mascellare. Ho consultato diversi specialisti ORL, la cui risposta comune è che non esiste terapia farmacologica per questo problema e che il tempo giocherà a mio favore in 2 modi possibili, con una graduale ma lenta ripresa del gusto corretto oppure che il mio cervello si abituerà a questa condizione. Vorrei sapere se esiste un esame strumentale per capire cosa ha determinato la disgeusia e se effettivamente non esistono cure e rimedi farmacologici, ma bisogna confidare nel tempo che passa. Grazie.

1 risposta


Salve, capisco bene il disagio che descrive, perché una disgeusia persistente, soprattutto quando insorge dopo un intervento e si associa a rigidità della gola e difficoltà nel parlare, ha un impatto importante sulla qualità di vita e genera comprensibile frustrazione. La comparsa di un’alterazione del gusto dopo una tonsillectomia è un evento raro, ma possibile. Durante l’intervento non viene danneggiato direttamente il nervo del gusto, tuttavia si lavora in una zona molto delicata, ricca di terminazioni nervose e strutture sensoriali. In alcuni casi questo può determinare una sofferenza funzionale delle vie gustative o un’alterata elaborazione del segnale a livello centrale, più che una lesione vera e propria. Questo spiega perché spesso si avverte un sapore metallico o distorto, piuttosto che una semplice perdita del gusto. L’episodio di micosi e l’infiammazione protratta delle mucose nel periodo post-operatorio possono aver contribuito a mantenere questa alterazione nel tempo. In questi casi gli esami strumentali servono soprattutto a escludere altre patologie, più che a individuare una causa precisa: purtroppo non esiste un test specifico e standardizzato che permetta di spiegare con certezza l’origine della disgeusia. Per quanto riguarda le terapie, ad oggi non esistono farmaci con efficacia dimostrata e costante per questo tipo di disturbo. Cortisonici, vitamine e integratori vengono talvolta utilizzati come tentativo, soprattutto nelle fasi iniziali, ma il recupero dipende in larga parte dalla capacità del sistema nervoso di riorganizzarsi nel tempo. In alcuni pazienti si osserva un miglioramento graduale, in altri una progressiva attenuazione del disturbo grazie a un adattamento centrale. Questo non significa rassegnarsi, ma evitare trattamenti inutili e concentrarsi sul controllo dei fattori che possono mantenere l’infiammazione o la sensibilizzazione della zona. Una valutazione ORL mirata può aiutare a inquadrare meglio il problema, a escludere condizioni associate e a gestire correttamente i sintomi nel tempo. Un caro saluto.

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