Salve, sono una donna di 37 anni e sono sempre stata bene. Da giugno ho iniziato col svegliarmi la n
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Salve, sono una donna di 37 anni e sono sempre stata bene. Da giugno ho iniziato col svegliarmi la notte e mi riaddormento subito, un mese dopo ho iniziato ad avere extrasistoli, ho fatto tutte le visite del caso e non è emerso nulla di patologico. Da 3 settimane peró è insorto un fastidioso acufene centrale molto forte. Premetto che nei mesi scorsi ho assunto 5 pastiglie in tutto su consiglio del medico di famiglia per dormire ma non è cambiato nulla ed ultimamente assumevo circadin da circa un mese. Per gli acufeni ho già fatto un sacco di visite, tutto negativo anche la risonanza magnetica ad encefalo e rocche petrose, normoacusica. Possibile che sia tutto collegato? Sono stata da otorino, neurologo ed endocrinologo e non trovano un nesso. Sto misurando la pressione, al mattino è ok mentre la sera prima di cena è più alta. Sono in attesa di fare ecodoppler dei tronchi sovraortici. Il fatto è che non ho acufene pulsante che è possibile collegare per lo più a problemi vascolari. Infine sto assumendo acuval audio da due settimane senza beneficio ma forse é presto per dirlo. Ci sono altre visite che potrei fare? Sono in attesa di essere vista da una psicologa clinica che può aiutarmi a gestire l’acufene a livello cognitivo. Un grazie a chi risponderà.
Buonasera, capisco quanto possa essere difficile convivere con un acufene senza una causa evidente.
Se risonanza, esame audiometrico e visite specialistiche sono nella norma, spesso si tratta di forme funzionali, in cui stress, alterazioni del sonno e iperattivazione del sistema nervoso possono avere un ruolo.
Le chiederei se siano stati valutati o esclusi reflusso gastroesofageo/laringofaringeo e disturbi respiratori nel sonno (apnee o micro-risvegli), che talvolta possono contribuire sia all’insonnia sia alla percezione dell’acufene.
Molto utile il supporto psicologico: la gestione cognitiva è uno degli strumenti più efficaci per ridurne l’impatto. Proceda con metodo, senza moltiplicare esami, ma completando in modo mirato le valutazioni ancora aperte.
Se risonanza, esame audiometrico e visite specialistiche sono nella norma, spesso si tratta di forme funzionali, in cui stress, alterazioni del sonno e iperattivazione del sistema nervoso possono avere un ruolo.
Le chiederei se siano stati valutati o esclusi reflusso gastroesofageo/laringofaringeo e disturbi respiratori nel sonno (apnee o micro-risvegli), che talvolta possono contribuire sia all’insonnia sia alla percezione dell’acufene.
Molto utile il supporto psicologico: la gestione cognitiva è uno degli strumenti più efficaci per ridurne l’impatto. Proceda con metodo, senza moltiplicare esami, ma completando in modo mirato le valutazioni ancora aperte.
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