Salve, sono un ragazzo di 26 anni. Scrivo per un problema riguardo la masturbazione: negli ultimi me
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Salve, sono un ragazzo di 26 anni. Scrivo per un problema riguardo la masturbazione: negli ultimi mesi, ogni volta che mi masturbo, non faccio altro che cercare materiale pornografico riguardante incesto madre e figlio (preciso che preferisco pornografia del tipo "giapponese" piuttosto che quella "classica"). So che l'incesto è una delle categorie più cliccate in questo ambito ma questo non è abbastanza per non farmi sentire sporco, inadeguato, per non chiedermi "Ma perchè?". L'interesse per questo tipo di contenuto non è recente ma è solo ora, durante i periodi di lockdown, che ho cominciato a farne un uso molto maggiore, sostituendolo a categorie più "normali". Ci tengo a precisare che, ovviamente, non provo nessuna attrazione sessuale per mia madre e che la frequenza delle masturbazioni è abbastanza "bassa", circa una a settimana. Inoltre aggiungo che sono un ragazzo vergine, non ho mai avuto un rapporto sessuale con una ragazza e non sono mai stato fidanzato, pur avendo amici ed avendo una vita sociale normale, e la cosa mi pesa ormai da un paio di anni e non mi fa stare bene con me stesso (non so se questo dettaglio possa essere utile ma l'ho aggiunto lo stesso). Questo, unito al problema iniziale, contribuisce a crearmi grossi sensi di colpa e senso di inadeguatezza.
Gentile ragazzo,
è molto importante distinguere fra fantasie e realtà.
Pertanto finchè tutto rimane nel campo delle prime si rientra nel campo della soggettività dell'immaginario sessuale di cui non covrebbe farsene un problema.
Penso potrebbe essere utile un percorso di tipo psicologico per conoscere, se ne fosse eventualmente interessato, il percorso emotivo che l'ha portato a previlegiare determinate fantasie.
Ritengo invece sia molto importante per lei poter superare l'impasse che lo blocca con l'altro sesso impedendole di godere di una regolare e serena vita sessuale.
Cordiali saluti
dott. Piergiorgio Biondani.
è molto importante distinguere fra fantasie e realtà.
Pertanto finchè tutto rimane nel campo delle prime si rientra nel campo della soggettività dell'immaginario sessuale di cui non covrebbe farsene un problema.
Penso potrebbe essere utile un percorso di tipo psicologico per conoscere, se ne fosse eventualmente interessato, il percorso emotivo che l'ha portato a previlegiare determinate fantasie.
Ritengo invece sia molto importante per lei poter superare l'impasse che lo blocca con l'altro sesso impedendole di godere di una regolare e serena vita sessuale.
Cordiali saluti
dott. Piergiorgio Biondani.
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Le fantasie sono un terreno di libera espressione senza se e senza ma. Ci aiutano nell'eccitazione sessuale e possono essere vissute come una territorio libero da giudizi e condizionamenti. Le fantasie sessuali, se rimangono tali, sono innocue e liberatorie. A volte può essere utile viversi le emozioni e i desideri così come vengono senza chiederci da dove arrivano o perché si manifestano. Forse un atteggiamento più compassionevole verso se stesso e i suoi bisogni può aiutarla anche a vivere una vita di relazione e sentimentale appagante e leggera.
A 26 anni è bene anche avere dei rapporti affettivi con una ragazza per prepararsi poi ad avere anche rapporti sessuali. Forse sarebbe opportuno approfondire la tematica delle fantasie sull'incesto ed anche la difficoltà ad iniziare un rapporto con una ragazza. Le consiglierei di intraprendere un percorso psicoterapico per poter superare le difficoltà ed i sensi di colpa. Sono a disposizione. Dott. Lina Isardi
Gentile ragazzo,
è prioritario distinguere chiaramente tra le fantasie e la realtà concreta. Le fantasie appartengono al regno dell’immaginario personale, un territorio privato che non deve necessariamente generare conflitti o preoccupazioni. Finché restano confinati nell’ambito dell’immaginazione non ossessiva, questi pensieri non costituiscono un problema e non dovrebbero essere fonte di disagio o colpa.
Tuttavia, qualora desiderasse approfondire la natura delle sue fantasie e comprenderne il significato emotivo o psicologico, la sessoanalisi, un approccio specifico nell’ambito della sessuologia clinica, potrebbe rivelarsi uno strumento estremamente utile. Attraverso un percorso di questo ripo, potrebbe acquisire una maggiore consapevolezza delle sue dinamiche interiori, favorendo un’integrazione più armoniosa tra desideri, emozioni e relazioni.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti o per avviare un percorso che possa aiutarla a ritrovare equilibrio e serenità nelle sue esperienze affettive e sessuali.
Cordiali saluti
è prioritario distinguere chiaramente tra le fantasie e la realtà concreta. Le fantasie appartengono al regno dell’immaginario personale, un territorio privato che non deve necessariamente generare conflitti o preoccupazioni. Finché restano confinati nell’ambito dell’immaginazione non ossessiva, questi pensieri non costituiscono un problema e non dovrebbero essere fonte di disagio o colpa.
Tuttavia, qualora desiderasse approfondire la natura delle sue fantasie e comprenderne il significato emotivo o psicologico, la sessoanalisi, un approccio specifico nell’ambito della sessuologia clinica, potrebbe rivelarsi uno strumento estremamente utile. Attraverso un percorso di questo ripo, potrebbe acquisire una maggiore consapevolezza delle sue dinamiche interiori, favorendo un’integrazione più armoniosa tra desideri, emozioni e relazioni.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti o per avviare un percorso che possa aiutarla a ritrovare equilibrio e serenità nelle sue esperienze affettive e sessuali.
Cordiali saluti
Sono la Dottoressa Maria Cristina Giuliani, psicologa e sessuologa.
Quello che descrivi, prima di tutto, non significa automaticamente che tu desideri davvero ciò che guardi né che questo definisca la tua identità sessuale o il tuo valore come persona. Nella pornografia, soprattutto quando diventa abituale, l’eccitazione spesso si lega non tanto a un desiderio reale, ma alla trasgressione, al taboo, all’intensità dello stimolo e al meccanismo della ripetizione. Il fatto che tu non provi alcuna attrazione per tua madre è un elemento molto importante. Questo aiuta a distinguere tra fantasia pornografica e desiderio reale. Sono due piani diversi. Molte persone si spaventano perché confondono ciò che le eccita nel contesto della pornografia con ciò che vorrebbero davvero vivere. Non sempre coincidono. Da quello che racconti, sembra che durante il lockdown questo contenuto abbia assunto una funzione più forte, probabilmente anche come risposta a solitudine, frustrazione, vuoto, tensione interna o bisogno di stimoli sempre più specifici. In questi casi il porno può diventare meno espressione del desiderio e più regolazione emotiva. Ed è proprio lì che spesso iniziano il senso di colpa e la sensazione di sentirsi sporchi. Il punto centrale non è giudicarti per ciò che ti eccita, ma capire che cosa stai cercando attraverso quel copione. A volte certi contenuti non parlano di un desiderio letterale, ma di dinamiche più profonde legate a dipendenza dallo stimolo, regressione, bisogno di accudimento, passività, controllo o ricerca di scenari molto caricati sul piano simbolico. Anche il fatto che tu stia vivendo con sofferenza la tua verginità e la mancanza di esperienze affettive può avere un peso. Quando la sessualità reale manca, o viene vissuta con frustrazione e senso di inadeguatezza, è più facile che la mente erotica si concentri su fantasie molto forti, ripetitive o sempre più distanti dalla quotidianità. Non perché tu sia sbagliato, ma perché la sessualità immaginata sta occupando uno spazio che forse oggi è carico anche di solitudine, confronto e fatica verso te stesso. Quindi no, non leggerei quello che racconti come un segno di perversione o come prova che ci sia qualcosa di sporco in te. Lo leggerei piuttosto come un segnale da ascoltare senza moralismo, ma con serietà. Quando una fantasia smette di essere solo una fantasia e diventa fonte stabile di disagio, vergogna o blocco, il punto non è reprimerla con forza, ma comprenderne il significato e il ruolo che sta avendo nella tua vita psichica e sessuale. Se questo vissuto continua a pesarti, un percorso psicologico o sessuologico può aiutarti molto. Non per dirti che cosa è normale o anormale, ma per lavorare sul senso di colpa, sull’immagine di te, sulla tua vita affettiva e sul rapporto tra eccitazione, fantasia e realtà. Spesso è proprio lì che la sessualità torna a essere più libera e meno persecutoria.
Quello che descrivi, prima di tutto, non significa automaticamente che tu desideri davvero ciò che guardi né che questo definisca la tua identità sessuale o il tuo valore come persona. Nella pornografia, soprattutto quando diventa abituale, l’eccitazione spesso si lega non tanto a un desiderio reale, ma alla trasgressione, al taboo, all’intensità dello stimolo e al meccanismo della ripetizione. Il fatto che tu non provi alcuna attrazione per tua madre è un elemento molto importante. Questo aiuta a distinguere tra fantasia pornografica e desiderio reale. Sono due piani diversi. Molte persone si spaventano perché confondono ciò che le eccita nel contesto della pornografia con ciò che vorrebbero davvero vivere. Non sempre coincidono. Da quello che racconti, sembra che durante il lockdown questo contenuto abbia assunto una funzione più forte, probabilmente anche come risposta a solitudine, frustrazione, vuoto, tensione interna o bisogno di stimoli sempre più specifici. In questi casi il porno può diventare meno espressione del desiderio e più regolazione emotiva. Ed è proprio lì che spesso iniziano il senso di colpa e la sensazione di sentirsi sporchi. Il punto centrale non è giudicarti per ciò che ti eccita, ma capire che cosa stai cercando attraverso quel copione. A volte certi contenuti non parlano di un desiderio letterale, ma di dinamiche più profonde legate a dipendenza dallo stimolo, regressione, bisogno di accudimento, passività, controllo o ricerca di scenari molto caricati sul piano simbolico. Anche il fatto che tu stia vivendo con sofferenza la tua verginità e la mancanza di esperienze affettive può avere un peso. Quando la sessualità reale manca, o viene vissuta con frustrazione e senso di inadeguatezza, è più facile che la mente erotica si concentri su fantasie molto forti, ripetitive o sempre più distanti dalla quotidianità. Non perché tu sia sbagliato, ma perché la sessualità immaginata sta occupando uno spazio che forse oggi è carico anche di solitudine, confronto e fatica verso te stesso. Quindi no, non leggerei quello che racconti come un segno di perversione o come prova che ci sia qualcosa di sporco in te. Lo leggerei piuttosto come un segnale da ascoltare senza moralismo, ma con serietà. Quando una fantasia smette di essere solo una fantasia e diventa fonte stabile di disagio, vergogna o blocco, il punto non è reprimerla con forza, ma comprenderne il significato e il ruolo che sta avendo nella tua vita psichica e sessuale. Se questo vissuto continua a pesarti, un percorso psicologico o sessuologico può aiutarti molto. Non per dirti che cosa è normale o anormale, ma per lavorare sul senso di colpa, sull’immagine di te, sulla tua vita affettiva e sul rapporto tra eccitazione, fantasia e realtà. Spesso è proprio lì che la sessualità torna a essere più libera e meno persecutoria.
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