Salve sono un ragazzo di 25 anni e sperando di non dilungarmi troppo anche se mi sarà difficile vist

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Salve sono un ragazzo di 25 anni e sperando di non dilungarmi troppo anche se mi sarà difficile vista la situazione,vorrei riassumere e condividere ciò che mi sta capitando al momento.

Lasciando da parte il fatto che sono già consapevole che la mia problematica/situazione come tante altre fisicamente e/o mentalmente parlando potrebbe essere causata da una tra tante cose che portano a ciò e mi sento molto con le mani legate in ogni caso(apparte gli esami del sangue fatti diversi mesi fa che senza specificare il motivo,così come quelli delle urine,la mia dottoressa di base per ora non pensa siano da rifare)e considerando che non saprei nemmeno come comportarmi o pormi durante una visita urologica/andrologica per parlare nello specifico della sfera e aspetto più specificamente sessuale della mia persona(negli anni apparte qualche domanda o accortezza fatta non ho mai avuto bisogno e non mi sono mai trovato nonostante diverse stranezze e periodi un po’ così a parlare più che altro di quello)scrivo ciò che segue.

Da ormai un mesetto più o meno(almeno un mese è da quando questa cosa è diventata più evidente e non so se stesse già “covando” dentro di me precedentemente o non)non riesco quasi mai veramente a provare una vera e propria/completa soddisfazione sessuale(considerando che ahimè sono ancora vergine e quindi la mia vita sessuale si limita e consiste solo ed esclusivamente nella masturbazione)nel mio privato(cosa che periodicamente mi è sempre successo in vari modi e misure per periodi più o meno lunghi legata più o meno sempre allo stress o nel caso contrario immagino per qualcosa che in qualche modo riuscivo decisamente e costantemente a superare del tutto o in parte)e la cosa non sembra cambiare rotta per quanto ci provi costantemente(lasciando anche un attimo da parte discorsi come esagerare con l’atto stesso tra compulsivita e noia o che incide esagerare troppo a livello immaginativo con la pornografia o il fatto che se si conta solo sull’auto gratificazione può non bastare più a volte o non bastare più punto)non so cosa pensare a volte mi convinco cercando di lasciare da parte o non pensare al peggio(robe neurologiche o ormonali o diabete cardiache anche perchè alcune di queste dovrebbero nel caso dare altri sintomi perché si possa parlare di ciò)essendo anche stata una cosa un po’ improvvisa a mio dire,che le cause siano molteplici passando da “ah no ma è comunque solo lo stress” a “no e il cuore” a “no c’è un infiammazione” e via così anche perché mi è fatica proprio pensare in modo uniforme o specifico considerando quando venga confuso da quello che arrivo anche a percepire diversamente a seconda del momento che mi porta appunto a pensare “tutto e niente” allo stesso tempo.


Il fatto è che le limitazioni sono molteplici così come le stranezze e disagi in questione(il pene che fa fatica a mantenere l’erezione durante l’atto così come proprio una volta arrivato all’orgasmo,o non avendo problemi fino all’orgasmo per poi ritrovarmi il tutto a spegnersi su se stesso con afflosciamento graduale o istantaneo proprio sul più bello,un bruciore che a volte è più percepito e a volte meno sia durante l’atto che al climax e che può essere più o meno percepito anche nell’urinare subito dopo allo stesso,difficoltà o eccessiva mancanza di vero e proprio desiderio/voglia sessuale che a volte timidamente o per poco anche stimolandomi fatica a durare o a rimanere e anzi sembra come un flash improvviso andarsene dopo qualche secondo/momento o che comunque non sembra genuinamente percepito ma artefatto/portato in modo non naturale o forzato,questo sia durante che prima dell’atto,sembra quasi che la mente così come il corpo cerchino timidamente e solo in alcuni momenti di reagire ma che io non ci riesca comunque a volte anche se di base non ho voglia mi vedo passare improvvisamente qualche immagine ma tutto scompare nel giro di qualche secondo ed è già tanto,le poche volte negli ultimi giorni in cui c’è stata una voglia o comunque qualcosa alla base o non è servito a nulla o più ero preso da quello che facevo più comunque arrivavo alla fine con lo stesso risultato o il tutto sembrava comunque poco convinto o come se non bastasse lo stesso e ci fosse qualcosa a bloccarmi che ora succede praticamente sempre e mi sprona ancora meno a provarci o a continuare perché ti porta a pensare “io continuo a provare ma non ne sembra valere la pena perché non serve o aiuta in nessun modo”;la cosa più assurda infine e che in tutti questi anni e anche periodi di si e no mai prima di qualche settimana fa mi era mai capitata è arrivare addirittura a,e mi e già successo due volte,circostanze/episodi in cui a prescindere da quanto si stia lì a provare anche solo ad avere l’erezione la stessa non riesca proprio ad essere raggiunta e anzi più ci si prova più diventa impossibile e nel mio caso probabilmente poi più ci si impunta e ci si agita e ci si preoccupa più stai sicuro che non ti sarà possibile riuscirci ma il fatto è che per quanto stress o altro ci possa essere conoscendomi bene e avendo sembro vissuto in un determinato modo abituato a certe cose e non avendo mai vissuto robe di questo tipo,ho paura che ci sia molto di più per qualcosa di così improvviso e per quanto magari ormai sia scattato un meccanismo di disagio e altro che ora più di altre volte fatica a migliorare o a risolversi con la buona volontà e pazienza anche nei peggiori momenti qualcosa di così non mi è mai capitato ed è disagiante anche considerando quanto in quei due momenti io mi sia impuntato cosi tanto e innervosito così tanto da sudare in maniera esagerata è fastidiosa anch’essa.

Il fatto da specificare forse è che la mia mente arriva facilmente a pensare e a convincersi che tutto questo sia causato ipoteticamente dal peggio del peggio e quindi che c’entri il cervello(come ho detto negli anni e anche non arrivando a questo punto fino a qualche mese fa ho avuto periodi strani e insoddisfacenti e scrissi già per chiedere diverse volte in base alla situazione per consigli o opinioni varie ed eventuali e puntualmente tutto si risolveva “da solo” e alcune cose forse scritte qui e ora le dissi già mesi fa ma in modo diverso e meno preoccupato di così anche se lo ero molto lo stesso,per farci capire considerando come stavo allora e sto peggio o meno adesso il mio pensare dal punto di vista neurologico è anche e per lo più legato e dovuto a una paura generale degenerativa/neurodegenerativa che va avanti da almeno un anno e un po ormai e che mi attanaglia senza tregua per sintomi o fastidi anche a parte dalla “parentesi” o sfera sessuale stessa per cui magari è già tanto se qualcosa mi funziona ancora o se fin’ora in qualche modo la mente è lo stesso,nel caso,riuscita a aiutarmi e a reagire a tutto questo(?)
Mi sento veramente assente anche quando la mente sembra ingannarmi facendomi illudere o credere che qualcosa funzioni o che abbia effettivamente qualsivoglia tipo di voglia o desiderio.

Ovviamente ci sarebbe altro per provare o spiegare meglio che andrebbe forse detto ma eviterò anche perché penso che la situazione sia già stata capita così.

Cordiali saluti e ringrazio per la/le risposte se ne riceverò nonostante la lunghezza del discorso,mi scuso per l’enorme lungaggine
Dott.ssa Daniela Canorro
Psicologo, Sessuologo, Professional counselor
Padova
Buongiorno, la ringrazio per il messaggio e per lo sforzo di descrivere una situazione che per lei è chiaramente fonte di molta confusione e preoccupazione. Provo a riordinare i punti principali che emergono da quanto scrive.
Lei riferisce una difficoltà sessuale comparsa da circa un mese, caratterizzata da ridotta soddisfazione, difficoltà nel mantenimento dell’erezione, sensazioni fisiche fastidiose e un desiderio sessuale altalenante o poco stabile. Questi vissuti, oltre agli aspetti corporei, sono accompagnati da un’intensa preoccupazione, da pensieri che cambiano rapidamente direzione e dalla tendenza a ipotizzare molte cause diverse, anche molto gravi, senza riuscire a fermarsi su una spiegazione unica.
È importante distinguere due livelli che nel suo racconto appaiono molto intrecciati: da una parte ciò che accade a livello fisico e funzionale, dall’altra il carico di ansia, attenzione e timore che si è progressivamente concentrato su queste sensazioni. Quando questi due piani si sovrappongono, l’esperienza soggettiva può diventare molto intensa e confusa, come lei stesso descrive, e rendere difficile capire cosa sia causa e cosa conseguenza.
In una situazione come questa, il passo utile non è cercare da soli una spiegazione definitiva o confrontarsi con ipotesi “tutto o niente”, ma riportare ordine: valutare i sintomi in modo strutturato, capire quali accertamenti abbiano senso, quali no, e dare un significato clinico a ciò che sta vivendo, senza anticipare conclusioni.
Questo è il motivo per cui una valutazione diretta è fondamentale: non tanto per “trovare subito qualcosa”, ma per fare chiarezza, ridurre la confusione e costruire un percorso comprensibile e sostenibile per lei. Anche le difficoltà a parlare di questi aspetti fanno parte del quadro e possono essere affrontate durante la visita.
Resto a disposizione qualora desiderasse lavorare su questo, con gradualità e metodo.
Un caro saluto.
Dott.ssa Daniela Canorro
Psicosessuologa clinica, Counselor relazionale

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Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso in maniera così dettagliata ciò che sta vivendo: già il fatto di riuscire a descrivere così a fondo le sensazioni, i pensieri e le difficoltà è un passo importante per capire cosa accade e poter affrontare la situazione in modo consapevole. Quello che racconta mette in evidenza una combinazione di fattori fisici, emotivi e psicologici che possono influenzare la risposta sessuale, e il senso di frustrazione, ansia e impotenza che prova è del tutto comprensibile.

Da quanto descrive, ci sono alcuni elementi chiave:

* **Ansia e tensione mentale**: il fatto di preoccuparsi costantemente, di ipotizzare scenari gravi e di concentrarsi sui sintomi fisici può interferire molto con la capacità di avere erezioni e provare piacere. Questo meccanismo è noto e frequente, soprattutto nei giovani adulti, e si chiama “ansia da prestazione” o “ansia da disfunzione sessuale”.
* **Fattori fisici da valutare**: anche se i suoi esami del sangue e delle urine erano nella norma, è utile che un medico, preferibilmente un urologo o andrologo, faccia una valutazione più specifica della funzione sessuale, per escludere eventuali cause organiche come problemi di circolazione, ormoni o sensibilità nervosa. È normale sentirsi in imbarazzo a parlare di sessualità, ma gli specialisti sono abituati a gestire questi argomenti con discrezione e professionalità.
* **Importanza dell’approccio graduale**: iniziare con colloqui aperti, senza sentirsi obbligati a dare spiegazioni dettagliate subito, può aiutare a sentirsi più a proprio agio. Si può cominciare descrivendo i sintomi e le difficoltà, e via via approfondire aspetti più specifici.
* **Stress e stile di vita**: stress, stanchezza, uso eccessivo di pornografia o pressioni interne possono ridurre l’eccitazione e la soddisfazione sessuale. Piccoli aggiustamenti nello stile di vita, attività fisica, sonno regolare e tecniche di rilassamento possono aiutare a ridurre la tensione fisica e mentale.

In sintesi, quello che sta vivendo **non significa che ci sia qualcosa di grave o irreversibile**: spesso, nei giovani adulti, questi blocchi sessuali si risolvono combinando una valutazione medica mirata con un lavoro psicologico o di supporto comportamentale per gestire ansia e stress.

Un suggerimento concreto potrebbe essere: fissare una prima visita andrologica o urologica spiegando apertamente che si tratta di difficoltà nella sfera sessuale e nel controllo dell’erezione, senza sentirsi obbligato a fornire ogni dettaglio in quel momento. Parallelamente, continuare a osservare i propri meccanismi di ansia e stress e, se possibile, parlarne con uno psicologo esperto in sessuologia, anche per strategie pratiche di rilassamento e gestione della performance sessuale. Rimango a disposizione, un saluto!
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Gentile utente,
la ringrazio per aver condiviso in modo così approfondito e sincero ciò che sta vivendo. Comprendo bene quanto questa situazione possa essere fonte di forte preoccupazione, confusione e frustrazione, soprattutto perché descrive un esordio relativamente improvviso, associato a sensazioni fisiche nuove e a un intenso rimuginio mentale.

Da ciò che racconta emergono diversi elementi importanti. Da un lato sono presenti difficoltà sessuali (erezione, mantenimento, orgasmo, desiderio, bruciore), dall’altro un livello molto elevato di ansia, iperattenzione ai segnali corporei, paura di cause gravi e una tendenza a “monitorare” costantemente ciò che accade nel corpo e nella mente. Questo tipo di circolo – ansia → controllo → aumento delle difficoltà → ulteriore ansia – è estremamente frequente nella sfera sessuale maschile e può, da solo, spiegare gran parte dei sintomi descritti, compresi l’afflosciamento improvviso, la perdita del desiderio, la sudorazione intensa e il “blocco” totale nei momenti in cui ci si impunta a voler ottenere un’erezione.

È importante sapere che stress, ansia da prestazione, paura di “non funzionare”, pensieri catastrofici (soprattutto di tipo neurologico o degenerativo) e una preoccupazione persistente per la salute possono incidere in modo molto potente sulla risposta sessuale, anche in giovani uomini senza alcuna patologia organica. Il fatto che in passato lei abbia già attraversato periodi simili, poi risoltisi spontaneamente, va proprio in questa direzione. Inoltre, il bruciore riferito può essere amplificato dall’ansia stessa o da una tensione muscolare pelvica, spesso presente in chi vive uno stato di allerta costante.

Detto questo, è corretto e sano non liquidare tutto con un “è solo stress”, ma nemmeno trarre conclusioni catastrofiche. Un inquadramento medico (urologo/andrologo) può essere utile per escludere con serenità cause organiche e ridurre i dubbi, mentre un approfondimento psicologico o sessuologico diventa fondamentale quando la componente ansiosa, il timore per la salute e il senso di “assenza” mentale prendono il sopravvento e iniziano a bloccare il corpo.

In questi casi il lavoro con uno specialista aiuta a interrompere il circolo vizioso, a ridurre l’ipercontrollo, a normalizzare le reazioni corporee e a recuperare gradualmente una sessualità più spontanea e meno giudicata. Non è qualcosa che si risolve con la sola forza di volontà, e non è un segno di “danno” o di irreversibilità.

Il mio consiglio, quindi, è di non affrontare tutto questo da solo: un confronto con uno specialista permette di fare chiarezza, contenere le paure e impostare un percorso adeguato alla sua situazione specifica.

Un caro saluto
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dr. Matteo Lupi
Psicologo, Sessuologo, Psicologo clinico
Prato
salve,
capisco quanto quello che stai vivendo sia destabilizzante, soprattutto perché descrivi un cambiamento percepito come improvviso e diverso da tutto ciò che avevi sperimentato in passato. È comprensibile che questo ti porti a pensare a molte possibili cause e a oscillare tra ipotesi molto diverse tra loro.

Da ciò che racconti, però, emerge un elemento centrale: la tua attenzione è oggi fortemente concentrata sul funzionamento del corpo e della mente, in particolare sulla sfera sessuale, con un continuo monitoraggio delle sensazioni, delle risposte fisiche e dei “segnali”. In questi casi, più si cerca di controllare cosa sta succedendo, più il corpo tende a “spegnersi” o a rispondere in modo incostante. Questo vale sia per l’erezione sia per il desiderio e per la sensazione di soddisfazione.

Il fatto che in passato tu abbia già attraversato periodi simili, seppur meno intensi, e che spesso si siano risolti spontaneamente, è un dato importante. Così come è rilevante che la paura oggi sembri spostarsi rapidamente verso scenari molto gravi (neurologici, degenerativi), anche in assenza di altri sintomi specifici. Questo tipo di pensiero, più che indicare una causa organica, spesso mantiene e amplifica il disagio, creando un circolo in cui ansia, frustrazione e prestazione si influenzano a vicenda.

I sintomi che descrivi — difficoltà a mantenere l’erezione, calo del desiderio, sensazioni di bruciore fluttuanti, spegnimento improvviso al momento dell’orgasmo — possono avere cause diverse, ma non puntano automaticamente a una patologia grave, soprattutto alla tua età. Prima di arrivare a conclusioni estreme, è utile distinguere ciò che va escluso sul piano medico da ciò che può essere compreso sul piano psicologico.

Un confronto con un andrologo o un urologo può servire a fare chiarezza e togliere dubbi sul piano fisico, anche solo per rassicurarti. Allo stesso tempo, vista l’intensità dell’ansia, della ruminazione e del senso di “assenza” che descrivi, un supporto psicologico può aiutarti a lavorare proprio su questo meccanismo di iperattenzione e paura, che spesso è ciò che blocca il funzionamento più di qualsiasi causa organica.

In sintesi: il tuo disagio è reale e va preso sul serio, ma non è detto che sia indice di qualcosa di irreversibile o grave. Dare un inquadramento corretto, passo dopo passo, senza affrontare tutto insieme, è la strada più utile per ritrovare un po’ di stabilità e fiducia nel tuo corpo.
Saluti
Dr. Matteo Lupi
Dott.ssa Silvia Bertolotti
Psicologo, Sessuologo, Psicoterapeuta
Milano
Leggendo il tuo messaggio colpisce soprattutto la quantità di preoccupazioni, pensieri e ipotesi che si intrecciano tra loro. Sembra che, più cerchi di osservare cosa succede nel tuo corpo, più emergano dubbi, interpretazioni, paure che si accavallano fino a rendere difficile distinguere cosa proviene da un disagio reale e cosa invece nasce dall’ansia stessa.
Quello che descrivi non riguarda solo l’aspetto fisico, ma un vissuto più ampio: la sensazione di non riconoscere più le tue reazioni, di sentirti improvvisamente distante da ciò che prima funzionava, di percepire ogni piccolo cambiamento come il possibile segnale di qualcosa di grave. È come se la mente, nel tentativo di trovare una spiegazione, finisse per moltiplicare le possibilità invece di ridurle, creando una sorta di “rumore di fondo” che alimenta ancora di più la confusione.
La tua preoccupazione principale sembra non essere tanto ciò che accade nel momento presente, quanto la paura che ci sia un’origine più profonda, qualcosa di degenerativo o irreversibile. Questo tipo di timore può portare a un’iperattenzione costante alle sensazioni corporee, che poi a sua volta amplifica lo stress, rendendo più difficile ascoltare ciò che il corpo sta davvero cercando di comunicare.
È importante anche notare come descrivi alcuni momenti in cui qualcosa sembra funzionare, ma subito dopo subentra il dubbio, quasi come se non riuscissi a fidarti delle sensazioni positive o temporanee. Succede spesso quando si vive un periodo prolungato di ansia: la mente diventa ipersensibile al minimo cambiamento, e ciò che prima scivolava via senza peso ora diventa centrale e angosciante.
Le tue parole lasciano intravedere anche molta stanchezza: il continuo analizzare, confrontare, controllare, temere il peggio può diventare logorante, e questo può influire ulteriormente su percezioni, desideri, reazioni fisiche. Non si tratta di “immaginare tutto”, ma di riconoscere come corpo e mente siano intrinsecamente legati, soprattutto nei momenti di forte stress.
Il fatto che tu abbia già vissuto periodi simili che poi si sono risolti è significativo: mostra che, anche se ora sembra tutto avvolto da un senso di urgenza e paura, esiste dentro di te una capacità di ritrovare equilibrio. Ma è altrettanto comprensibile che, quando un disagio ritorna in forme nuove o più intense, possa far sentire come se fosse “qualcosa di diverso” o “qualcosa di troppo”.
Più che cercare di valutare da solo ogni possibile causa, potrebbe esserti utile avere uno spazio stabile e competente dove poter portare questa complessità senza doverla ridurre o semplificare. Un contesto in cui la tua preoccupazione venga accolta e compresa, e non rimanga solo dentro un flusso di pensieri che si rincorrono senza tregua. Non per dirti cosa pensare, ma per aiutarti a fare ordine in quello che stai vivendo, così da non sentirti schiacciato da tutte queste possibilità.
Quello che stai affrontando non parla di debolezza, ma di un momento in cui ansia, paura e attenzione al corpo si sono intrecciate fino a rendere difficile ascoltare ciò che senti con chiarezza. E proprio per questo meriti uno spazio in cui non affrontare tutto da solo.

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