Salve, sono un paziente di 45 anni con depressione maggiore, in cura con brintellix 20 mg da febbrai
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Salve, sono un paziente di 45 anni con depressione maggiore, in cura con brintellix 20 mg da febbraio e carbolithium 300 mg dopo cena da novembre 2025. Inizialmente ho avvertito maggiore concentrazione, lucidità e memoria, poi da quando è stato spostato il brintellix dalla colazione al pranzo per ridurre la nausea, ho notato un peggioramento dell'umore e ripresa di pensieri ossessivi. È possibile che ciò sia dovuto al cambiamento dell'orario di assunzione del brintellix? Grazie
Buonasera, previo contatto con il suo medico, potrebbe provare a ritornare alla assunzione mattutina del brintellix e vedere se ciò le favorisce un miglioramento. Tenga a mente di assumere il brintellix a stomaco pieno per ridurre la nausea. Cordiali saluti.
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Gentilissimo,
Comprendo la sua preoccupazione. Quando si nota un peggioramento dopo una piccola modifica terapeutica, è naturale chiedersi se ci sia un collegamento diretto. Le rispondo con la massima oggettività e con la dovuta prudenza per aiutarla a fare chiarezza.
Dal punto di vista strettamente farmacologico, è poco probabile che lo spostamento dell'assunzione del Brintellix dalla colazione al pranzo sia la causa diretta di questa flessione dell'umore e della ripresa dei pensieri ossessivi.
Il Brintellix è infatti caratterizzato da una durata d'azione molto lunga, superiore alle 60 ore. Questo significa che, una volta raggiunto un livello stabile nel sangue, posticipare l'assunzione di poche ore difficilmente crea degli sbalzi recettoriali così bruschi da giustificare una riacutizzazione sintomatologica così marcata.
È invece verosimile che questo peggioramento sia legato a una fluttuazione spontanea del suo quadro clinico di base, che nei disturbi dell'umore può verificarsi fisiologicamente, anche in corso di terapia.
Un'altra ipotesi da non scartare è che possa trattarsi di una lieve reazione ansiosa legata proprio al timore del cambiamento di routine o al fastidio per la nausea iniziale.
Il consiglio più saggio, in questa fase, è di non procedere con tentativi "fai da te" o con ulteriori spostamenti di orario, ma di contattare con trasparenza lo psichiatra che la ha in cura.
Mantenere viva una solida e trasparente alleanza terapeutica è infatti un passo fondamentale. Solo lo specialista che conosce intimamente la sua storia e può valutarla di persona avrà gli strumenti clinici per capire se si tratta di un calo puramente transitorio o se vi è la necessità di ricalibrare la terapia, verificando magari anche l'assetto del litio.
Resto a disposizione per eventuali necessità. Le faccio i miei più sinceri auguri per tutto. Cari saluti.
Comprendo la sua preoccupazione. Quando si nota un peggioramento dopo una piccola modifica terapeutica, è naturale chiedersi se ci sia un collegamento diretto. Le rispondo con la massima oggettività e con la dovuta prudenza per aiutarla a fare chiarezza.
Dal punto di vista strettamente farmacologico, è poco probabile che lo spostamento dell'assunzione del Brintellix dalla colazione al pranzo sia la causa diretta di questa flessione dell'umore e della ripresa dei pensieri ossessivi.
Il Brintellix è infatti caratterizzato da una durata d'azione molto lunga, superiore alle 60 ore. Questo significa che, una volta raggiunto un livello stabile nel sangue, posticipare l'assunzione di poche ore difficilmente crea degli sbalzi recettoriali così bruschi da giustificare una riacutizzazione sintomatologica così marcata.
È invece verosimile che questo peggioramento sia legato a una fluttuazione spontanea del suo quadro clinico di base, che nei disturbi dell'umore può verificarsi fisiologicamente, anche in corso di terapia.
Un'altra ipotesi da non scartare è che possa trattarsi di una lieve reazione ansiosa legata proprio al timore del cambiamento di routine o al fastidio per la nausea iniziale.
Il consiglio più saggio, in questa fase, è di non procedere con tentativi "fai da te" o con ulteriori spostamenti di orario, ma di contattare con trasparenza lo psichiatra che la ha in cura.
Mantenere viva una solida e trasparente alleanza terapeutica è infatti un passo fondamentale. Solo lo specialista che conosce intimamente la sua storia e può valutarla di persona avrà gli strumenti clinici per capire se si tratta di un calo puramente transitorio o se vi è la necessità di ricalibrare la terapia, verificando magari anche l'assetto del litio.
Resto a disposizione per eventuali necessità. Le faccio i miei più sinceri auguri per tutto. Cari saluti.
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