Salve, scrivo qui perché ho davvero bisogno di capire se tutto quello che sto vivendo avrà una fine.

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Salve, scrivo qui perché ho davvero bisogno di capire se tutto quello che sto vivendo avrà una fine.

Premetto che ho avuto due episodi psicotici uno a distanza dell'altro di 3 anni in concomitanza con un uso massiccio di cannabis, durante i tre anni in cui non ho usato sostanze anche se non ho seguito assiduamente la terapia farmacologica non ho avuto ricadute.
L'ultimo episodio è avvenuto circa 11 mesi fa e da allora seguo una terapia assiduamente che consiste in una iniezione di Xeplion mensile iniziata all'ospedale oltre a due compresse di resilient e da due mesi una compressa di sertralina.

Vorrei sapere da voi se ci sono casi di persone che hanno una storia simile e che hanno avuto due episodi scatenato esclusivamente dalla cannabis? O ci può essere il rischio che io avevo o abbia sviluppato una condizione cronica come un disturbo dello spettro schizoaffettivo/schizofrenico?
Perché è da tanto che vivo come un automa, non vivo più , mi sento completamente stupido, ho gravi problemi di memoria e gravi problemi nella formazione di discorsi ovvero povertà di linguaggio difficoltà di pensiero ( ovvero che non riesco completamente a pensare nulla) anedonia debolezza sia fisica che mentale e senso di derealizzazione.
Possono essere effetti di questa terapia pesante o sono effetto residui dell'episodio o della patologia? Mi sento senza speranza e sto prendendo la mia vita, vorrei sapere se un giorno tutto questo potrà finire.
I sintomi che avverte possono essere un effetto collaterale della terapia: gli antipsicotici spesso "buttano via il bambino con l'acqua sporca",cioè controllano i sintomi psicotici ma nello stesso tempo spengono anche lle funzioni positive della persona.

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Buonasera,
capisco quanto ciò che sta vivendo sia pesante e scoraggiante. Provo a risponderle in modo chiaro.

1. Episodi psicotici e cannabis
Sì, esistono casi in cui gli episodi psicotici sono strettamente correlati all’uso di cannabis, soprattutto se l’uso è stato intenso. Il fatto che nei tre anni senza sostanze non abbia avuto ricadute è un elemento clinicamente rilevante e positivo.

Allo stesso tempo, aver avuto più di un episodio impone prudenza: non è possibile escludere con certezza una vulnerabilità di base. Per questo di solito si mantiene una terapia e un follow-up nel tempo.

2. I sintomi che descrive ora
Sensazioni come:
– “vivere da automa”
– rallentamento mentale, difficoltà di pensiero e linguaggio
– anedonia, apatia
– derealizzazione

possono avere più possibili cause, spesso sovrapposte:
– effetti residui dell’episodio psicotico (il cervello ha bisogno di tempo per recuperare);
– effetti dei farmaci antipsicotici (in particolare sedazione, appiattimento, rallentamento);
– una componente depressiva/ansiosa successiva all’episodio.

Quello che è importante sottolineare è che questi sintomi non equivalgono automaticamente a una malattia cronica irreversibile.

3. “Resterò così?”
No: nella pratica clinica molte persone, soprattutto quando:
– sospendono completamente le sostanze
– seguono la terapia e i controlli
– hanno una buona consapevolezza del problema (come lei)

vanno incontro a miglioramenti progressivi nel tempo, anche significativi. Il recupero dopo un episodio psicotico può essere lento (mesi/anni), ma avviene.

4. Cosa è utile fare ora
– continuare a evitare totalmente la cannabis (fattore cruciale);
– confrontarsi apertamente con lo psichiatra sui sintomi attuali: in alcuni casi si possono valutare aggiustamenti per ridurre il “rallentamento”;
– affiancare, se possibile, un percorso psicologico/riabilitativo per stimolare funzioni cognitive e motivazione;
– mantenere una attivazione graduale (anche minima) nella quotidianità.

5. Un punto importante
Quando scrive “sto prendendo la mia vita” (immagino intenda che si sente molto disperato), è fondamentale non restare solo con questi pensieri. Se dovessero diventare più intensi, è importante parlarne subito con il suo psichiatra o rivolgersi a un servizio di emergenza.

Non è senza speranza: quello che sta vivendo è coerente con una fase di recupero difficile, non necessariamente con una condizione definitiva.

Un cordiale saluto.

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