Salve, non so se il terapista del dolore è la figura adatta alla mia situazione, soffro di blocchi e
Salve, non so se il terapista del dolore è la figura adatta alla mia situazione, soffro di blocchi e rigidità alla zona lombare e cervicale, ho fatto tutti gli esami di rm alla colonna e anche all’encefalo oltre a tanti altri esami per escludere altre situazioni, l’unica cosa che è uscita sono delle protrusioni ,questi blocchi mi compaiono dopo qualche sforzo tipo alleno la cervicale e poi mi blocco con la cervicale , il problema è che rimango bloccato poi per 3 mesi e poi torno alla quasi normalità, in ogni caso adesso farò ulteriori approfondimenti sia neurologici che reumatologici per capire da dove parte tutto, sembrerebbe un ipereattivita del sistema nervoso su queste zone in particolare, Comunque vado al punto, quello che mi servirebbe è una terapia farmacologica per uscire prima da questo blocco e rigidità, e dolore quando provo a muovere il collo, sto facendo laser e ozono terapia, e prendo sirdalud da 2mg quasi tutte le sere mi da sollievo ma questa rigidità non va via, non voglio passare altri 2 mesi a casa (uno già passato) e quindi sto cercando la figura adatta a darmi una terapia che mi aiuti. Qualche consiglio?
7 risposte
Salve. Lo specialista in terapia del dolore può sicuramente aiutarla. Ovviamente, il Suo caso va valutato clinicamente per scegliere la terapia più adatta. Saluti.
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Gentile Utente, la Terapia del Dolore può certamente essere una figura utile nel suo caso, soprattutto quando dolore, rigidità e limitazione funzionale persistono nonostante gli accertamenti già eseguiti. Da quanto descrive, il problema sembra andare oltre la semplice presenza di protrusioni discali, che spesso non giustificano da sole episodi di blocco così prolungati. È quindi corretto proseguire anche con gli approfondimenti neurologici e reumatologici già programmati. Per quanto riguarda la terapia farmacologica, purtroppo non esiste un farmaco universalmente efficace per queste situazioni. La scelta dipende molto dalla causa prevalente: contrattura muscolare persistente, dolore neuropatico, sensibilizzazione del sistema nervoso, infiammazione o una combinazione di questi fattori. Per questo motivo una valutazione specialistica è indispensabile prima di modificare o aggiungere farmaci. Se la sintomatologia dura da mesi e compromette significativamente la qualità di vita, oltre alle terapie fisiche può essere utile valutare un approccio più completo che includa terapia farmacologica mirata ed eventualmente procedure infiltrative, qualora vi siano indicazioni. Per qualsiasi dubbio o per approfondire il suo caso specifico, può contattarmi per una visita online. Sarò lieto di esaminare la documentazione e valutare se esistano opzioni terapeutiche che possano aiutarla a ridurre i tempi di recupero. Dr. Pietro Bertini
Sicuramente un neurochirurgo può darle risposte esaustive sulle protrusioni di cui soffre. Anche il Terapista del dolore può aiutarla in qualche modo. Per esempio a mio avviso la dose di sirdalud è insufficiente.
Gentile Signore, considerata la persistenza dei blocchi e della rigidità ricorrente nonostante le terapie già effettuate, è indicato un inquadramento presso un Centro di Terapia del Dolore esperto. Lo specialista potrà valutare il tipo di dolore (meccanico, miofasciale, neuropatico o infiammatorio), integrare la terapia farmacologica e impostare un percorso riabilitativo mirato, eventualmente in collaborazione con neurologo e reumatologo.
La causa della sua disfunzione sono le sue protrusioni certamente associate ad un certo grado di artrosi. Laser e ozono sono indicati ma non sempre fanno effetto. Potrebbe provare la radiofrequenza associata all'elettroporazione e alla neuralterapia.
Buongiorno. Il terapista del dolore può essere la figura adatta, perché la durata dei blocchi, la rigidità persistente e la scarsa correlazione con le sole protrusioni fanno pensare anche a una componente nociplastica, cioè a una sensibilizzazione centrale del sistema nervoso. In questi casi il sistema continua a mantenere dolore, rigidità e protezione anche in assenza di una lesione proporzionata ai sintomi. I farmaci possono essere utili, soprattutto nelle fasi più intense, ma dovrebbero essere inseriti in un percorso più ampio. Oltre alla terapia farmacologica, è importante lavorare sulla consapevolezza del meccanismo del dolore, sulla percezione corporea e su esercizi molto graduali, eseguiti al di sotto della soglia che scatena il blocco. L’obiettivo non è forzare il movimento, ma aiutare il sistema nervoso a recuperare progressivamente sicurezza.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.




