Salve, mio padre è stato operato per asportare la prostata a causa di un tumore maligno di 1,5 cm me

Salve, mio padre è stato operato per asportare la prostata a causa di un tumore maligno di 1,5 cm mediante laparoscopia a Napoli. Dopo l'intervento, ha avuto un'emorragia che lo ha inevitabilmente portato in sala operatoria altre 3 volte nel tentativo di suturare ciò che era stato lesionato (colon retto). Dopo il secondo intervento, è rimasto intubato in terapia intensiva per 8 giorni; sono state necessarie 9 sacche di sangue. Dopodiché è stato estubato e trasferito al reparto di urologia. Attualmente si ritrova con una lesione alla vescica, molto probabilmente perché la "plastica" che è stata applicata al 1° intervento per chiudere quella parte che un tempo era occupata dalla prostata, ora non aderisce più a causa del "pavimento" molto danneggiato. Pertanto ha un drenaggio per la fuoriuscita dell'urina dall'addome e un'aspirazione nel catetere. La mia domanda è : rispetto al cauto ottimismo dei medici che attendono una chiusura per "seconda intenzione" di questa lesione, in attesa di poter eseguire urotac e cistografia (non eseguite causa delle condizioni molto precarie del paziente) cosa si può fare?

2 risposte


Avere molta pazienza… le urine vanno drenate il più possibile e prima di rimuovere il catetere verificare che non ci siano spandimenti con una cistografia.

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Purtroppo sono cose che possono succedere, occorre aspettare una guarigione per seconda intenzione mantenere il catetere fino a che non avviene questa. Saluti

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