Salve, mio padre è del 1949 e 4 anni fa iniziò ad urinare sangue. Al pronto soccorso gli applicaro

1 risposte
Salve,
mio padre è del 1949 e 4 anni fa iniziò ad urinare sangue.
Al pronto soccorso gli applicarono un catetere.
Dopo i classici esami (risonanza magnetica con liquido di contrasto) gli furono diagnosticate :
• Prostata ingrossata
• Diverticolo alla vescica di grosse dimensioni
In seguito gli fu consigliata una operazione a cielo aperto per eliminare il diverticolo e intervenire sulla prostata.
Intervento che mio padre non volle fare; per quattro anni non ci sono stati problemi.
A maggio 2021 mio padre si è bloccato, in ospedale al pronto soccorso hanno applicato un catetere svuotando 2 litri di liquido, catetere tuttora in essere in quanto ci è stato consigliato di tenerlo fisso.
Dopo i classici esami (risonanza magnetica con liquido di contrasto) la situazione non sembra essersi modificata di tanto.
Ci è stato consigliato intervento a cielo aperto per eliminare il diverticolo, intervenire sulla prostata e questa volta anche su una ernia inguinale molto pronunciata al lato destro. Durata intervento circa 7 ore.
Alla luce di ciò, (premesso che mio padre è una persona attiva anzi attivissima) tenendo però conto dell’età e dei problemi legati ad una fibrillazione atriale, non vorrebbe sostenere questo tipo di operazione ma sottoporsi a due operazioni per intervenire con tecniche mininvasive su diverticolo è prostata, al momento, per poi risolvere il problema dell’ernia successivamente.
Sarebbe possibile? E' un ragionamento che ha senso ?
Se non fosse possibile quali sarebbero i rischi legati all'intervento a cielo aperto? quanto durerebbe effettivamente l'intervento ? sarebbe ragionevole eventualmente escludere l'ernia?
Grazie mille
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Ovviamente malissimo fece al tempo a non eseguire l'intervento e meno male che non ha avuto blocchi progressivi che avrebbero portato a grave insufficienza renale (a proposito quanto sono l'azotemia, la creatininemia, il GFR?). Ora non ha altre soluzioni che la rapida ed efficace correzione chirurgica della situazione. Certo si possono fare i due interventi separatamente, ma ove l'anestesista (peraltro sono due interventi eseguibili con l'anestesia spinale) non dia controindicazioni non ha molto senso e l'intervento sull'ernia ritengo verrà svolto dall'interno essendo quello prostato-vescicale svolto a cielo aperto. In questa condizione il mininvasivo non è detto che sia la soluzione migliore e prolungare i tempi di soluzione può non essere una adeguata metodologia. Parlatene a fondo con i chirurgo che dovranno agire... ma in fretta ad evitare maggiori complicazioni.

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