Salve, ieri ho effettuato una visita urologa , perchè soffro di cistite ricorrente dal Novembre 2024

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Salve, ieri ho effettuato una visita urologa , perchè soffro di cistite ricorrente dal Novembre 2024, ogni mese mi viene la cistite, principalmente dopo i rapporti, con batterio E.Coli. e ogni mese da Novembre, mi sono curata con il ciproxin in base a quello che usciva nell'urinocultura. Nel mese di Aprile invece ho effettuato 21 giorni di Gentamicina a fiale. Ho effettuato una visita anche gastroenterolgoa, dopo mi ha dato una cura, che sembrava funzionasse perchè per 2 mesi non ho avuto recidive di cistite, fino ad oggi. Quindi ho effettuato questa visita urologa. Possibile che mi è stato dato da prendere fino all'8 settembre un antibiotico? 42 giorni di antibiotico??
Da fare esattamente così... 10 giorni di Tavanic e subito dopo per 6 settimane il neofuradantin cp la sera e a fine cura riandare da lui con esame di urinacultura e esami delle feci .
A detta invece del gastroenterologo, invece dice che appunto questa cistite è causata proprio dal mio intestino, perchè nel mese di Settembre-Ottobre 2024 ho dovuto prendere l'antibiotico Augmentin . e infatti la cura prevedeva 0 farmaci e soprattutto per nessuna ragione l'assunzione di Antibiotico.
Adesso che ho avuto questa recidiva, dall'antibiogramma il miglior antibiotico sensibile al batterio è risultato il Monuril, ma in realtà non mi ha fatto niente. e il Tavanic insieme al neofuradantin dall'antibogramma sono risultati i meno sensibili....
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Una terapia priva di senso e che scassa solo tutto l'equilibrio del microbiota intestinale, genitale e urinario, oltre a non rimuovere le ragion del rpoblema e a generare altri aspetti di tossicità. La smetta di imbottirsi di inutili antibiotici. Possibile che abbia uno squilibrio intestinale o genitale che induce uno squilibrio immunitario la cui conseguenza è il facile sviluppo batterico in psti anche diversi. O con i gastroenterologo o con i ginecologo o con l'internista (meglio con un medico che riassuma gli aspetti specialistici e sia capace di fare sintesi) devono essere individuate le ragioni e quindi attivata la adeguata terapia ricostitutiva e di riequilbrio.

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