Salve. Ho una forma persistente di eiaculazione lenta/ eiaculazione astenica. Credo sia tutto cominc
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Salve. Ho una forma persistente di eiaculazione lenta/ eiaculazione astenica. Credo sia tutto cominciato quando anni fa, per due anni buoni, durante una breve esperienza universitaria nel nord italia, ho fatto uso forse eccessivo di bicicletta con sellini rigidi, a causa di cui temo di aver "traumatizzato" eccessivamente il mio pavimento pelvico e di aver danneggiato qualche struttura, non so se a livello muscolare, vascolare o nervoso. sta di fatto che se prima riuscivo a eiaculare con schizzo, seppur debolmente, ora la spinta eiaculatoria è diminuita, anzi ho sempre più la sensazione che il liquido seminale, spesso anche grumoso, sia diminuito..non so se sia effettivamente poco quello che viene prodotto oppure, cosa secondo me più probabile, rimane intrappolato in uretra dandomi una certa sensazione di fastidio che va via nel momento in cui spremo bene sia il pene che l'uretra che passa proprio nella regione perineale ( eiaculazione retrograda?). A tutto questo, dopo anche un paio di consultazioni con andrologi, è venuta fuori la possibilità di una lieve prostatite (all'ecografia addome inferiore appare la dicitura "microcalcificazioni prostatiche come verosimile esito di processi flogistici"). Un altro andrologo l'ha definita una prostatite "subacuta", non so esattamente cosa intendesse dire con ciò, ma sicuramente di prostatite si parlava visto che c'è stata una spremitura positiva, a detta sua coerente con una infiammazione. Ora: mi devo davvero chiarire le idee. C'è una prostatite che coesiste con qualche danno perineale o tutta la sintomatologia è solo dovuta alla prostata? E realmente il ciclismo ha causato tutto questo? Premetto che sento sempre quella sensazione anche minuscola di fastidio in uretra, è come se sentissi spesso l'esigenza di "chiudere l'ano" o a volte il contrario, "spingere", per espellere questo fastidio.
Da un anno a questa parte ho provato, per periodi, alfuzosina ratiopharm, in seguito topster in supposte..non ho visto nessun particolare cambiamento. Sto assumendo PantaRei in bustine ma anche lì non noto particolari cambiamenti..forse bisogna ancora aspettare e avere costanza con l'assunzione dell'integratore per avere cambiamenti ma io comincio a pensare non ci sia solo la prostata di mezzo. Che ci sia bisogno di riabilitazione pavimento pelvico? Ho 29 anni e la mia vita sessuale risente di tutto questo. Grazie solo a chi mi saprà veramente consigliare sul da farsi.
Da un anno a questa parte ho provato, per periodi, alfuzosina ratiopharm, in seguito topster in supposte..non ho visto nessun particolare cambiamento. Sto assumendo PantaRei in bustine ma anche lì non noto particolari cambiamenti..forse bisogna ancora aspettare e avere costanza con l'assunzione dell'integratore per avere cambiamenti ma io comincio a pensare non ci sia solo la prostata di mezzo. Che ci sia bisogno di riabilitazione pavimento pelvico? Ho 29 anni e la mia vita sessuale risente di tutto questo. Grazie solo a chi mi saprà veramente consigliare sul da farsi.
Invece di fare "prove terapeutiche" basterebbe fare una diagnosi con i dovuti esami genitali e nel caso generali. Il suo è un quadro da discreta congestione infiammatoria pelvico-prostatica in cui la bici centra poco o nulla per uanto stare in sella a lungo (molte ore consecutive) possa accentuare i fastidi ma non la patologia. Le ragioni possono essere diverse e variabilmente concorrenti, ma se nessuno le cerca, nessuno le trova e poi si finisce per pasticciare tra antiandrogeno (serenoa nel pantarei), cortisone ed alfa-litici assunti senza una reale ragione (trascuriamo il ruolo della palmitoiletanolammide, sempre nel pantarei, che al massimo può fungere da debole immunoregolatore se non somminstrata allae dosi adeguate). Mi sembgra sia il caso che un buon andrologo svolga i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura del secreto prostatico estratto, test di Stamey) e, nel caso, generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, fisico e stressogeno), senza trascurare il rapporto prepuzio/glande. Con i dovuti dati in mano attentamente interpretati si definirà il quadro e si potrà decidere la adeguata strategia terapeutica.
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