Salve, ho bisogno di un parere riguardo a mio figlio, 14 anni, alto 1,48 m e con un peso di 33,5 kg
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Salve,
ho bisogno di un parere riguardo a mio figlio, 14 anni, alto 1,48 m e con un peso di 33,5 kg. È seguito al Policlinico per crescita lenta e peso al limite. Le analisi risultano nella norma, a parte valori leggermente bassi di ferritina, vitamina D e acido folico.
Il problema principale riguarda la sua alimentazione. Fin da piccolo (circa 3 anni) presenta una forte selettività alimentare: mangia solo un numero molto limitato di cibi e rifiuta categoricamente di provarne altri, come se avesse un blocco. Probabilmente hanno influito anche alcuni fattori: da bambino non gli ho fatto esplorare liberamente il cibo a tavola, per timore che potesse affogarsi (essendo io sola con lui e mamma alle prime armi). Inoltre, mio marito da piccolo era molto selettivo, quindi temo ci sia anche una componente caratteriale o familiare.
Con il tempo, però, la situazione è peggiorata:
manifesta ansia quando mangia,ha bisogno di distrarsi col telefono durante i pasti,
riferisce senso di sazietà precoce anche mangiando pochissimo,a livello sociale, quando è a pranzo da amici, mi telefona per farsi venire a prendere perché gli viene l ansia di ciò che ci sarà a tavola....a casa mangia poco ci sono giorni che salta il primo perché magari non è cucinato come vuole lui...
Lui non ha mai fatto psicoterapia, anche se in passato un neuropsichiatra infantile aveva suggerito un percorso di training alimentare.
Un altro pediatra mi aveva anche consigliato il Periactin (antistaminico) per sfruttarne l’effetto collaterale sull’appetito, ma non l’ho mai somministrato perché altri medici me lo hanno sconsigliato.
Ora mi trovo incerta su come comportarmi, anche perché ho ricevuto pareri differenti.
Secondo voi è indicato iniziare un percorso con uno psicoterapeuta e un nutrizionista, oppure è più opportuno rivolgersi direttamente a un centro specializzato nei disturbi alimentari (ammesso che si tratti di questo)?
Ringrazio per l’attenzione e per un eventuale parere coscienzioso e scrupoloso.
ho bisogno di un parere riguardo a mio figlio, 14 anni, alto 1,48 m e con un peso di 33,5 kg. È seguito al Policlinico per crescita lenta e peso al limite. Le analisi risultano nella norma, a parte valori leggermente bassi di ferritina, vitamina D e acido folico.
Il problema principale riguarda la sua alimentazione. Fin da piccolo (circa 3 anni) presenta una forte selettività alimentare: mangia solo un numero molto limitato di cibi e rifiuta categoricamente di provarne altri, come se avesse un blocco. Probabilmente hanno influito anche alcuni fattori: da bambino non gli ho fatto esplorare liberamente il cibo a tavola, per timore che potesse affogarsi (essendo io sola con lui e mamma alle prime armi). Inoltre, mio marito da piccolo era molto selettivo, quindi temo ci sia anche una componente caratteriale o familiare.
Con il tempo, però, la situazione è peggiorata:
manifesta ansia quando mangia,ha bisogno di distrarsi col telefono durante i pasti,
riferisce senso di sazietà precoce anche mangiando pochissimo,a livello sociale, quando è a pranzo da amici, mi telefona per farsi venire a prendere perché gli viene l ansia di ciò che ci sarà a tavola....a casa mangia poco ci sono giorni che salta il primo perché magari non è cucinato come vuole lui...
Lui non ha mai fatto psicoterapia, anche se in passato un neuropsichiatra infantile aveva suggerito un percorso di training alimentare.
Un altro pediatra mi aveva anche consigliato il Periactin (antistaminico) per sfruttarne l’effetto collaterale sull’appetito, ma non l’ho mai somministrato perché altri medici me lo hanno sconsigliato.
Ora mi trovo incerta su come comportarmi, anche perché ho ricevuto pareri differenti.
Secondo voi è indicato iniziare un percorso con uno psicoterapeuta e un nutrizionista, oppure è più opportuno rivolgersi direttamente a un centro specializzato nei disturbi alimentari (ammesso che si tratti di questo)?
Ringrazio per l’attenzione e per un eventuale parere coscienzioso e scrupoloso.
Salve. Certamente il primo passo da compiere è una visita neuropsichiatrica infantile per verificare la presenza di sintomi di un disturbo del comportamento alimentare, oltre che ovviamente valutare lo stato di salute generale del paziente. Prima la diagnosi, poi la terapia. Saluti
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