Salve. Ho 40 anni e da circa un mese ho fastidio alle vie urinarie. Ho fatto urinocoltura ed analisi

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Salve. Ho 40 anni e da circa un mese ho fastidio alle vie urinarie. Ho fatto urinocoltura ed analisi del sangue per la prostatite, diabete e reni e sono risultate negative. Non ho sangue alle urine ne necessità di urinare spesso (se non quando bevo molto) Non fumo, ne bevo alcolici. Non sono in sovrappeso. Ne assumo alcun farmaco se non il Lansoprazolo tutte le mattine per il reflusso. Ho senso di pesantezza alla zona pelvica. Fastidio definibile come bruciore quando urino ma non da stare male. Il fastidio si protrae dal glande, inizialmente freddo e lungo tutta la superficie del pene in zona centrale e scrotale fino ad avere bruciore anche in zona anale. Onestamente non ho idea di cosa sia ma lo sto trattando come fosse una cistite prendendo D-mannosio ed un integratore al mirtillo rosso. Ogni tanto il fastidio sparisce ma poi ritorna e mi accompagna per giornate intere. Durante la notte dormo tranquillamente e ritorno poi durante la giornata. Oggi ho notato che durante la seconda defecazione che come al solito faccio pipì ma ho avuto la sensazione di non aver svuotato completamente la vescica, ho avuto la sensazione che l'urina fosse bloccata nella zona del glande e solo sforzandomi sono riuscito a farla uscire. Sapreste dirmi cosa può causare tutto ciò e cosa fare? Mi è stato prescritto un antibiotico che onestamente sono un po' schivo dal prendere perché stra colmo di effetti collaterali ovvero la Levofloxacina da prendere 1 volta per 5gg. Grazie mille anticipatamente per le vostre risposte.
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Non si capisce il senso dell'antibiotico in assenza di una dimostrata coltura positiva con significativa carica batterica. Il quadro è da congestione infiammatoria pelvico-prostatica connessa alla disfunzione digestiva il cui trattamento andrebbe rivisto in quanto non è detto che parte delle ragioni congestizio-infiammatorie derivino da esso. Non cita gli esami che ha svolto, ma certamente non ha svolto quanto realmente necessario e in ogni caso è possibile che ci siano state significative minimizzazioni o sottovalutazioni. Occorre rivedere la sua situazione con un buon andrologo che riesamini quanto ha svolto sinora e poi decida nel merito.

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