Salve, Ho 34 anni e ho una relazione da circa 2 anni con un mio coetaneo. All'inizio avevamo rappo

4 risposte
Salve,
Ho 34 anni e ho una relazione da circa 2 anni con un mio coetaneo. All'inizio avevamo rapporti regolarmente, adesso sono diversi mesi che sono come bloccata, mi sforzo ma non ci riesco e scoppio a piangere dalla frustrazione. Non c'è stato nessun evento significativo nel corso di questi 2 anni, eppure ogni approccio che lui tenta anche in maniera delicata, io puntualmente lo respingo, e ci sto male perché mi sento molto in colpa. Ne abbiamo parlato, a fondo e più volte, per lui non è un "problema" ma io sento che lo è eccome. Aggiungo che non ho alcun interesse e non provo attrazione per nessuno, come se mi sentissi asessuata.
Grazie per l'attenzione e a chiunque risponderà.
Gentile utente, grazie per aver condiviso il suo problema. Ciò che descrive è tutt'altro che raro, ma non è indice di qualcosa che "non vada" in lei. Il fatto che all'inizio della relazione avesse desiderio e rapporti frequenti e adesso vi sia questo "blocco", ci suggerisce che il suo corpo e le sue emozioni (senso di colpa, frustrazione) stanno comunicando qualcosa, anche se razionalmente sembra non essere presente nessuna causa. Il pianto e il percepire di "sforzarsi" indicano che non si tratti di mancanza di volontà o di amore, ma di una risposta di chiusura ad un vissuto bloccante che non è sotto il suo controllo. Dice di sentirsi asessuata, ma questo è semplicemente come lei "si sente" in questo momento attuale, non una definizione identitaria di sè: spesso il desiderio non è assente, ma è congelato, si inibisce, messo a tacere a causa di vari fattori come ansia, senso di colpa, aspettative o pensieri che ci disconnettono dal "qui ed ora", dal proprio corpo e dal piacere di vivere il momento. Un percorso psicologico può aiutare ad esplorare i suoi vissuti, comprendere cosa sta "mantenendo" questo blocco che sente di avere e ricostruire quel contatto sicuro e libero con il desiderio sessuale. Resto a disposizione. Cordiali saluti

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Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Gentile utente,
da ciò che descrive emerge una sofferenza reale e comprensibile, che merita attenzione e rispetto. Il “blocco” che sta vivendo, il pianto, la frustrazione e il senso di colpa sono segnali importanti: non indicano un problema di volontà, ma il fatto che qualcosa, a livello emotivo e/o psicologico, sta chiedendo spazio.

Il calo o l’assenza del desiderio sessuale può comparire anche in assenza di eventi traumatici evidenti. Spesso è legato a fattori più sottili: stress prolungato, cambiamenti nella relazione, vissuti di pressione (anche autoimposta), difficoltà nel contatto con il proprio corpo, emozioni non pienamente riconosciute o bisogni personali messi da parte. Il fatto che il suo partner non viva la situazione come un problema è positivo per il clima di coppia, ma non invalida il suo disagio: se per lei è un problema, allora è un problema reale e legittimo.

Sentirsi “asessuata” può essere molto spaventoso, ma nella maggior parte dei casi non si tratta di una condizione definitiva, bensì di una fase che può essere compresa e affrontata. Il desiderio non si può forzare: più ci si sforza, più spesso si accentua il blocco e il senso di fallimento, come sta sperimentando.

Proprio per questo, il passo più utile è approfondire la situazione con uno specialista, che possa aiutarla a esplorare con delicatezza le cause di ciò che sta accadendo e a ritrovare un rapporto più sereno con la propria sessualità, senza giudizio e senza pressioni.

Un percorso psicologico o sessuologico può offrire uno spazio sicuro per capire cosa sta succedendo e come stare meglio, individualmente e, se lo desidererà, anche come coppia.

Un caro saluto,
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Dott.ssa Enrica Garibaldi
Psicologo, Neuropsicologo, Sessuologo
Catania
Gentile utente,
la ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità una situazione che comprensibilmente le provoca sofferenza.
Da ciò che descrive emerge un vissuto di blocco, frustrazione e senso di colpa, più che un semplice “calo del desiderio”. Il fatto che non ci sia stato un evento specifico non significa che non vi siano dinamiche emotive, relazionali o personali che, nel tempo, possono aver inciso sul suo rapporto con la sessualità. Spesso questi cambiamenti avvengono in modo graduale e silenzioso, rendendo difficile comprenderne l’origine da soli.
È importante sottolineare che non c’è nulla di sbagliato in lei: il pianto, il ritiro e la sensazione di sentirsi “assexuata” sono segnali di un disagio che merita ascolto, non giudizio. Inoltre, anche se il suo partner si mostra comprensivo, il problema esiste nella misura in cui lei lo vive come tale.
In questi casi può essere utile intraprendere un percorso psicoterapeutico, che le permetta di esplorare con calma e in sicurezza:
il rapporto con il desiderio e il corpo
eventuali emozioni non espresse (ansia, pressione, paura di deludere, aspettative)

il significato che oggi ha per lei l’intimità nella relazione
Talvolta è indicato anche valutare, in parallelo, un confronto medico/ginecologico, per escludere fattori organici o ormonali, così da avere un quadro più completo.
Il fatto che lei ne parli, che soffra e che cerchi un confronto è già un passo importante. Non è sola in questa esperienza, e con il giusto supporto è possibile ritrovare un equilibrio più sereno, qualunque forma esso prenda per lei.
Resto a disposizione e le auguro di potersi concedere il tempo e la cura che merita.
Dott.ssa MONIA MICHELINI
Psicologo, Psicologo clinico, Sessuologo
Nonantola
Buongiorno e grazie mille della condivisione.
Personalmente indagherei cosa si nasconde dietro questo blocco, anche se non c'è stato alcun evento significativo, esplorerei il vostro rapporto, i suoi pensieri, che cosa prova prima e durante i tentativi di approccio da parte del suo ragazzo.
La sessualità è strettamente connessa con la psiche per cui esplorerei bene il vostro rapporto da diverse angolazioni; inoltre contemporaneamente le consiglierei anche una visita dalla ginecologa per avere la certezza che dal punto di vista ormonale sia tutto nella norma.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Monia Michelini

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