Salve, ho 23 anni e pratico crossfit. Mi hanno diagnosticato recentemente una protrusione lombare ch
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Salve, ho 23 anni e pratico crossfit. Mi hanno diagnosticato recentemente una protrusione lombare che sto trattando con la “diatermia “, il professionista da cui vado ritiene opportuno continuare così fino a che il tempo del macchinario non arrivo sotto i 5 minuti e ora sono ancora a 32 minuti. Sono partita da 37 minuti e sono alle 12 esima seduta quindi come potete constatare il percorso è lungo. Ho dei benefici ma sento comunque una sorta di pressione lombare oltre che in alcuni giorni del dolore leggero. Che ne pensate?
Buongiorno. Non avendo informazioni dettagliate non posso esprimermi sulla terapia impostata dal collega. Bisognerebbe capire ad esempio quale sia la situazione di partenza e quali siano i miglioramenti ad oggi. Personalmente ritengo che la terapia strumentale trovi maggiore efficacia se parallelamente si interviene anche manualmente ed attraverso esercizi che rieduchino la zona interessata dal dolore e le strutture coinvolte. È necessario valutare fase per fase la mobilità, il dolore presente a riposo o in fase di carico e lo stato di guarigione e funzionalità delle strutture in fase di sofferenza.
Conosco il Crossfit (che pratico) e mi sento di consigliarle di rivedere le modalità di allenamento e di curare alcuni aspetti tecnici per evitare complicanze future. La presenza di una protrusione a 23 anni lascia pensare che ci sia qualcosa da correggere a livello di postura o di gestione dei carichi. Cordiali saluti
Conosco il Crossfit (che pratico) e mi sento di consigliarle di rivedere le modalità di allenamento e di curare alcuni aspetti tecnici per evitare complicanze future. La presenza di una protrusione a 23 anni lascia pensare che ci sia qualcosa da correggere a livello di postura o di gestione dei carichi. Cordiali saluti
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salve
Avrei necessità di avere maggiori informazioni. Potrebbe inviarmi il suo numero di telefono da questo sito?Senza impegno economico.
grazie
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Buonasera, per la cura di queste problematiche a mio avviso non basta la terapia strumentale, serve anche altro.
Cordiali saluti
Cordiali saluti
Buongiorno,
Ha posto una domanda interessante.
Per quello che ha riferito, sicuramente il percorso tracciato sta avendo risultati e questo è un bene.
Ma il suo professionista di riferimento le ha proposto altri trattamenti da abbinare?
Le spiego: il trattamento multimodale è considerato quello di elezione per il trattamento di questo tipo di problematiche.
La terapia strumentale è utilissima ma altrettanto utile potrebbe essere la terapia manuale e soprattutto l'esercizio fisico terapeutico, soprattutto data la giovane età e propensione verso lo sport.
Cordiali saluti,
Dr. Manuel Ribera
Ha posto una domanda interessante.
Per quello che ha riferito, sicuramente il percorso tracciato sta avendo risultati e questo è un bene.
Ma il suo professionista di riferimento le ha proposto altri trattamenti da abbinare?
Le spiego: il trattamento multimodale è considerato quello di elezione per il trattamento di questo tipo di problematiche.
La terapia strumentale è utilissima ma altrettanto utile potrebbe essere la terapia manuale e soprattutto l'esercizio fisico terapeutico, soprattutto data la giovane età e propensione verso lo sport.
Cordiali saluti,
Dr. Manuel Ribera
Gentilissimo, premesso che conosco molto bene la disciplina che lei pratica. Comunque il primo punto è che sicuramente le terapie fisiche (magari associate alla terapia manuale) possono aiutare, chiaramente attraverso una precedente visita medico-specialistica che determinerà il progetto riabilitativo più funzionale. Si ricordi inoltre che se non cambierà il modo di guidare/utilizzare la macchina/corpo, avrà le stesse sollecitazioni e problematiche. Ecco perché le consiglio una visita posturale-informazionale propriocettiva, così da evidenziare eventuali compensazioni posturali disfunzionali e correggerle.
A disposizione
Dott. Maurizio Di Benedetto
A disposizione
Dott. Maurizio Di Benedetto
Buongiorno, da queste poche informazioni, risulta difficile comprendere a pieno la terapia impostata dal collega; ad ogni modo, per una protrusione lombare, in genere, alla terapia fisica (che può essere utile, ma spesso non è risolutiva da sola) si affiancano terapia manuale ed esercizi specifici, che vadano a rieducare la zona al carico in modo corretto, soprattutto in previsione della ripresa sportiva - il Crossfit prevede sollecitazioni importanti di tutte le struttura corporee, perciò è fondalmentale capire anche se questa protrusione sia dovuta alla gestione non ideale di carichi ed esercizi; e se fosse, rivedere la tecnica, e/o modificarli e riadattarli. In bocca al lupo
Ciao, mi sembra strano che non si sia intervenuto con l'esercizio per il trattamento di questa problematica. Ovviamente si dovrebbe cercare di capire se l'ernia è la causa del problema o è altro a dare i suoi sintomi(che ad oggi comunque non conosco in pieno).
Le consiglio comunque di sentire un secondo parere, non ritengo utile la terapia strumentale se non associata all'esercizio terapeutico.
Matteo
Le consiglio comunque di sentire un secondo parere, non ritengo utile la terapia strumentale se non associata all'esercizio terapeutico.
Matteo
buongiorno concordo con i miei colleghi che oltre trattamento strumentale io abbinerei quello manuale, esercizi allungamenti e controllare se gli esercizi che fa ha CrossFit sono fatti in modo corretto.
A sua disposizione saluti Simona
A sua disposizione saluti Simona
Salve, premettendo che non avendo in carico il paziente non sono a conoscenza del quadro globale con cui ci rapportiamo ( ad esempio quanto dolore ha e quali movimenti risultano limitati o non possibili), sicuramente il lavoro strumentale andrebbe affiancato da trattamenti fisioterapici manuali ed attivi, si confronti con il collega!
Salve,è positivo che stia percependo dei benefici dal trattamento con la diatermia e che il percorso stia mostrando progressi. Tuttavia, è importante tenere presente che ogni caso di protrusione lombare è unico e richiede un approccio personalizzato.
Inoltre,a mio avviso, andrebbe inserito l’esercizio terapeutico,che come dimostrano le più recenti evidenze scientifiche, è il gold standard per queste patologie. È FONDAMENTALE ricondizionare il corpo al movimento,con dei carichi progressivi e graduali. La terapia strumentale può essere complementare a questo tipo di percorso.
Questo permetterà di non incorrere successivamente in aggravamento della problematica. Ovviamente, bisognerebbe effettuare dei test clinici, analizzare eventuali rigidità e debolezze ed andare ad agire su essi.
Per quanto riguarda il discorso se continuare con la diatermia come il collega ha impostato il lavoro,direi di sì visto che sta ottenendo buoni risultati,ma inserirei quanto sopra detto. Nel corso del tempo vedrà che non avrà bisogno di arrivare a quelle tempistiche di diatermia perché inizierà a stare molto meglio e aumenterà i carichi con gli esercizi che le permetteranno di tornare a praticare lo sport che preferisce. In poche parole,va bene la diatermia ma non basta e non bisognerebbe basarsi solo su quella.
Inoltre,a mio avviso, andrebbe inserito l’esercizio terapeutico,che come dimostrano le più recenti evidenze scientifiche, è il gold standard per queste patologie. È FONDAMENTALE ricondizionare il corpo al movimento,con dei carichi progressivi e graduali. La terapia strumentale può essere complementare a questo tipo di percorso.
Questo permetterà di non incorrere successivamente in aggravamento della problematica. Ovviamente, bisognerebbe effettuare dei test clinici, analizzare eventuali rigidità e debolezze ed andare ad agire su essi.
Per quanto riguarda il discorso se continuare con la diatermia come il collega ha impostato il lavoro,direi di sì visto che sta ottenendo buoni risultati,ma inserirei quanto sopra detto. Nel corso del tempo vedrà che non avrà bisogno di arrivare a quelle tempistiche di diatermia perché inizierà a stare molto meglio e aumenterà i carichi con gli esercizi che le permetteranno di tornare a praticare lo sport che preferisce. In poche parole,va bene la diatermia ma non basta e non bisognerebbe basarsi solo su quella.
Salve,
Vorrei partire da un presupposto. Il crossfit dipendentemente da come viene fatto dovrebbe essere considerato uno sport e non un tipo di allenamento, pertanto va approcciato solo dopo aver un allenamento adeguato alle spalle che permette di avere delle abilità che possano gestire gli alti carichi e volumi del lavoro di crossfit.
Detto questo le protusioni in questo sport sono la normalità e nella stragrande maggioranza dei casi non sono la causa del problema ma anch'esse sintomi di disfuzioni maggiori. Non c'è nessuna evidenza scientifica o protocollo validato che affermano che le tecniche di "diatermia" siano un trattamento efficace per questo tipo di problema, anzi. Il mio consiglio da fisioterapista e preparatore atletico è quello di:
- sottoporsi a una valutazione funzione da osteopata, fisioterapista, chinesioloso o chi per essi ma che siano in grado di fare una valutazione.
- ritornare all'allenamento, non alla performance. Capire i punti carenti e abbandonare gli alti carichi per riequilibrare il sistema muscolo scheletrico per poi riprendere a ricercare la performance sportiva.
- rivalutare la tecnica degli esercizi principali.
- trattamenti manuali possono aiutare a gestire i dolori e a risolvere tensioni meccaniche che altrimenti influenzano il corretto movimento.
- valutare se idratazione, alimentazione, integrazione e riposo sono ottimali.
Spero di essere stato chiaro ed esaustivo.
Vorrei partire da un presupposto. Il crossfit dipendentemente da come viene fatto dovrebbe essere considerato uno sport e non un tipo di allenamento, pertanto va approcciato solo dopo aver un allenamento adeguato alle spalle che permette di avere delle abilità che possano gestire gli alti carichi e volumi del lavoro di crossfit.
Detto questo le protusioni in questo sport sono la normalità e nella stragrande maggioranza dei casi non sono la causa del problema ma anch'esse sintomi di disfuzioni maggiori. Non c'è nessuna evidenza scientifica o protocollo validato che affermano che le tecniche di "diatermia" siano un trattamento efficace per questo tipo di problema, anzi. Il mio consiglio da fisioterapista e preparatore atletico è quello di:
- sottoporsi a una valutazione funzione da osteopata, fisioterapista, chinesioloso o chi per essi ma che siano in grado di fare una valutazione.
- ritornare all'allenamento, non alla performance. Capire i punti carenti e abbandonare gli alti carichi per riequilibrare il sistema muscolo scheletrico per poi riprendere a ricercare la performance sportiva.
- rivalutare la tecnica degli esercizi principali.
- trattamenti manuali possono aiutare a gestire i dolori e a risolvere tensioni meccaniche che altrimenti influenzano il corretto movimento.
- valutare se idratazione, alimentazione, integrazione e riposo sono ottimali.
Spero di essere stato chiaro ed esaustivo.
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