Salve. Ho 20 anni ed in anamnesi segnalo intervento per varicocele sx e idrocele bilaterale a 10 ann
Salve. Ho 20 anni ed in anamnesi segnalo intervento per varicocele sx e idrocele bilaterale a 10 anni (chirurgia tradizionale), scleroembolizzazione della recidiva a sx fatta qualche mese fa e frenulectomia per fimosi qualche anno fa. Ora non so se quanto detto c'entri, ma nell'ultimo periodo sento un progressivo fastidio al testicolo dx, come se avesse eccessiva libertà di movimento, ed anche osservandolo noto che si sta via via orizzontalizzando sempre di più (adesso è praticamente orizzontale sull'asse antero-posteriore del corpo e molto più basso rispetto al sx). Ultimamente sento anche saltuariamente dolori e fastidi allo scroto, ma non saprei dire se è per via del recupero dall'intervento del varicocele o se c'entra con questa situazione del testicolo dx. Ho paura di stare rischiando una torsione testicolare, anche se non ho mai dolore ma solo fastidio. In attesa di visita, dovrei limitate i movimenti in qualche modo o recarmi in PS per far controllare eventuale rischio di torsione? È una situazione che potrei lasciare senza avere sintomi/problemi o con ogni probabilità dovranno intervenire chirurgicamente? Ed eventualmente cosa prevede l'intervento? Mi scuso per essere stato prolisso e ringrazio chiunque voglia darmi indicazioni e chiarimenti. Grazie mille.
2 risposte
Buona sera. La sintomatologia che riferisce non è propriamente suggestiva di una torsione del testicolo classica. Per fugare ogni dubbio suggerirei una visita urologica previa ecografia color doppler scrotale in tempi relativamente solleciti.
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Concordo con il fatto che bassissima sia probabilità di una torsione o subtorsione. Servirà certamente ben più della sola ecografia doppler scrotale, peraltro fondamentale. Occorre valutare con attenzione l'area pelvico-prostatica sia per via ecografica doppler che con gli esami atti a definirne la funzione e l'azione sulla componente genitale testicolare. Altro aspetto in gioco è il prepuzio che è rimasto certamente lungo e stretto e su cui poco o nulla risolve la frenulotomia: questo può favorire non solo i ristagni e le infiammazioni locali, ma anche pelvico-prostatiche da cui parte della sua sintomatologia. Insomma serve un buon andrologo che riprenda in mano la situazione, riveda i dati clinici di quanto svolto, esegua i dovuti esami genitali (ecodoppler pelvico-prostatico e testicolare, analisi spermatica completa e coltura del secreto prostatico estratto, test di Stamey) e nel caso esegua anche quelli generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, vascolare, fisico e stressogeno). Solo così si avrà un quador adeguato e completo e si potrà attivare la utile strategia terapeutica di ricostituzione strutturale e funzionale.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.


