salve egregi dottori vorrei chiedere un parere circa la mia situazione. dopo 18 anni di matrimonio

salve egregi dottori vorrei chiedere un parere circa la mia situazione. dopo 18 anni di matrimonio nel quale abbiamo avuto due figli mi sono accorto quasi per caso che mia moglie aveva una relazione extraconiugale non avevo mai avuto nessun pensiero al riguardo visto che mia moglie ha sempre avuto un carattere molto chiuso non e mai stata una persona espansiva che desse confidenza ad altre persone molto vergognosa timida e con un passato prima di conoscere me con una sola reazione nella quale aveva avuto grandissimi problemi e delusioni per cui mai ho pensato che potesse avere confidenze con altre persone nella fattispecie altri uomini. ma evidentemente mi sbagliavo e avendo appreso che fossero 6 mesi che si frequentava con un altro uomo poi approfondendo sono venuto a conoscenza che si frequentava anche con un altro uomo ulteriore e che negli anni precedenti aveva avuto altre due frequentazioni con altri due uomini anche se parrebbe siano state molto brevi e non importanti e che non si era spinta fino ad avere Rapporti con questi due primi. avendo appreso questo dopo svariate ricerche e domande a lei effettuate non ho più creduto che fosse tutto o che fosse vero quello che mi diceva ho iniziato a dubitare di ogni cosa mi dicesse pensando che per imbarazzo o vergogna non mi avesse detto tutto o che non mi avesse detto completamente il vero. questo scoprire sempre piu e questo mio iniziare a dubitare ha creato un rapporto che lei si e rinchiusa sempre più e spesso mi ha detto che non riusciva piu ad avere intimità con me perché dopo tutto ciò provasse schifo. infatti da un po e sempre peggio e andata la nostra intimità prima di tutto questo avevamo una vita sessuale normale o addirittura io credo piu che normale certo ero sempre io a iniziare o chiedere di fare sesso ma visto come io l avessi sempre creduta fosse mi sembrava normale che per vergogna lei non mi chiedeva mai certe cose e quindi mi sembrava normale che fossi sempre io a chiedere o iniziare ad avere intimità con lei. adesso dopo tutto questo lei non vuole avere piu rapporti con me e se qualche rarissima volta si diciamo concede sta li come un sacco di patate tanto che io smetto perché così non mi piace e poi mi viene da pensare che con altri dopo averla anche perdonata fosse complice e non stesse inerme come con me e questo mi fa doppiamente male e stare veramente male vi chiedo cosa posso fare secondo voi vi ringrazio anticipatamente

5 risposte


Buongiorno, quello che sta vivendo è una situazione molto dolorosa e destabilizzante. La scoperta di tradimenti, soprattutto dopo molti anni di matrimonio e con una famiglia costruita insieme, può mettere profondamente in crisi non solo il rapporto di coppia, ma anche la fiducia in sé stessi, nei propri ricordi e nella propria percezione della relazione. Da ciò che racconta emerge un aspetto importante: oltre al dolore per i tradimenti, sembra essersi instaurato un clima di continua ricerca di conferme, dubbi e bisogno di comprendere “tutta la verità”. Questo è comprensibile, perché quando la fiducia viene ferita è naturale cercare spiegazioni e tentare di ricostruire un senso di sicurezza. Tuttavia, quando la relazione entra in questa dinamica, spesso entrambe le persone finiscono per chiudersi emotivamente: chi ha subito il tradimento vive rabbia, sospetto e sofferenza; chi viene continuamente interrogato può sentirsi giudicato, colpevolizzato o incapace di esprimersi serenamente. Anche il tema della sessualità che descrive è molto significativo. L’intimità nella coppia non dipende solo dall’attrazione fisica, ma soprattutto dal legame emotivo, dalla fiducia, dalla serenità e dal sentirsi accolti. Dopo una frattura così importante è frequente che il rapporto sessuale diventi carico di tensione, confronti, pensieri intrusivi, rabbia e senso di rifiuto. Lei stesso racconta di sentirsi ferito non solo per la mancanza di coinvolgimento di sua moglie, ma anche per il confronto mentale con gli altri uomini: questo può generare un forte vissuto di umiliazione, insicurezza e dolore. In questo momento probabilmente la domanda centrale non è solo “come tornare ad avere rapporti”, ma capire se tra voi esista ancora uno spazio emotivo in cui poter ricostruire fiducia, comunicazione e vicinanza autentica. Perché il perdono, da solo, spesso non basta: serve un lavoro profondo di elaborazione da entrambe le parti. È importante evitare di trasformare il rapporto in un continuo interrogatorio o in una verifica costante del passato, perché questo rischia di aumentare ulteriormente distanza e sofferenza. Allo stesso tempo, i suoi sentimenti non devono essere minimizzati: ha diritto di stare male, di sentirsi deluso e confuso. In situazioni come questa può essere molto utile intraprendere un percorso psicologico individuale o di coppia, per comprendere meglio le dinamiche che si sono create nel tempo, dare spazio alle emozioni di entrambi e capire se e come il rapporto possa essere ricostruito in modo più sano e sincero. Le consiglierei quindi di approfondire la situazione con uno specialista, affinché possiate avere uno spazio protetto in cui affrontare questa crisi con il supporto adeguato. Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa

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Salve, comprendo perfettamente la sua sofferenza. Da quello che riporta, scoprire una realtà così diversa da quella che si è vissuta e immaginata per 18 anni, provoca un vero e proprio "shock traumatico" all'interno del legame di coppia. È del tutto comprensibile che in questo momento lei si trovi in un forte stato di sofferenza, confusione e diffidenza. Il crollo della fiducia quando scopriamo che la persona che credevamo di conoscere intimamente ha mantenuto una vita parallela, la nostra mente entra in uno stato di allarme costante. Il bisogno di indagare, fare domande e cercare conferme è una reazione naturale per cercare di riprendere il controllo, ma spesso genera un circolo vizioso in cui l'altro si chiude ulteriormente per difendersi dalla vergogna o dal giudizio. Il rifiuto attuale dell'intimità, il senso di "schifo" menzionato e la passività a letto sono indicatori di un profondo blocco emotivo. La sessualità è un pò lo specchio della relazione. Il fatto che lei scelga di fermarsi quando avverte questa passività è corretto, poiché un rapporto vissuto come un "obbligo" non farebbe che aumentare la distanza tra voi. Detto questo le consiglio di rivolgersi ad un terapeuta individualmente per lavorare ed esplorare le sue emozioni. Inoltre, se lei e sua moglie siete d'accordo a lavorare sulla coppia sarebbe utile una psicoterapia di coppia per elaborare insieme cosa è successo e comunicare apertamente il vostro vissuto di coppia.


Buongiorno, da quello che descrive il problema non sembra essere solo il tradimento in sé, ma l’effetto che ha avuto sulla fiducia, sulla percezione di realtà e sulla vostra intimità. Quando una relazione viene attraversata da una scoperta di questo tipo, spesso si crea una frattura profonda: da un lato c’è il bisogno di sapere sempre di più per cercare di mettere ordine, dall’altro c’è il rischio che questo continuo cercare dettagli finisca per alimentare ancora di più sospetto, rabbia e umiliazione. Sul piano sessuologico, è importante non leggere la vostra difficoltà attuale solo come mancanza di voglia o come un problema di prestazione. La sessualità dentro una coppia vive anche di fiducia, desiderio, sicurezza e possibilità di lasciarsi andare. Se oggi nella relazione sono entrati disgusto, sfiducia, confronto con gli altri uomini e una forte tensione emotiva, è comprensibile che l’intimità si sia svuotata. In questo stato, il corpo non risponde bene perché il legame non è più un luogo percepito come sicuro. Anche il modo in cui lei descrive la passività di sua moglie durante i rapporti dice qualcosa di importante. Quando l’intimità viene vissuta con distacco, obbligo o disinvestimento, non siamo più nel piano del desiderio ma in quello della rottura relazionale, e continuare a confrontare il suo comportamento con quello avuto con altri uomini rischia di ferirla ancora di più, senza restituirle le risposte utili che tanto cerca. La domanda vera, quindi, non è cosa abbia fatto sua moglie, ma se oggi esista ancora uno spazio reale per ricostruire fiducia, rispetto e una sessualità che non sia contaminata da sospetto e umiliazione. Se entrambi siete disponibili, un percorso di coppia può essere utile. Se invece il rapporto resta bloccato in un ciclo di controllo, chiusura e risentimento, la sessualità difficilmente potrà tornare a essere viva. Un saluto, Dott.ssa Ginevra Pardi


Gentilissimo, comprendo profondamente il suo stato di smarrimento e il dolore che sta provando. Il venir meno dell'immagine di sua moglie che si era costruita negli anni davanti all'amara scoperta di una realtà fatta di frequentazioni parallele e pregresse è un trauma che richiede tempo e un approccio strutturato per essere elaborato. In questa situazione, anche comprensibili e naturali sentimenti di ricerca di verità e di perdono possono diventare insidiosi ed ambigui: da una parte la ricerca della verità rischia di divenire un'illusione che genera dinamiche in cui più lei scava, più sua moglie si chiude; dall'altra il perdono può anche essere dato a parole, ma ciò non implica automaticamente una ripresa della fiducia. Ciò è evidente dal fatto che lei continui a sospettare, soprattutto davanti alla freddezza che sua moglie manifesta nell'intimità e, per di più, proprio tale freddezza ed immobilità durante i rapporti ("sacco di patate") indica chiaramente una presenza fisica ma non emotiva. In tali condizioni le suggerisco di sospendere temporaneamente la ricerca dell'intimità, dal momento che, allo stato attuale, continuare a cercare il rapporto rischia di traumatizzare ulteriormente entrambi e di allontanarvi definitivamente; vi invito piuttosto ad intraprendere un percorso clinico per capire se il matrimonio ha ancora delle fondamenta su cui poggiare o se il dolore ha ormai compromesso il legame in modo irreversibile. Un cordiale saluto, Filippo Guizzardi


Gentile utente, quello che descrive è una situazione emotivamente molto dolorosa. La scoperta di un tradimento, soprattutto dopo molti anni di matrimonio e con una storia familiare condivisa, può produrre una frattura profonda nella fiducia, nell’immagine dell’altro e anche nell’immagine di sé dentro la relazione. È comprensibile che, dopo aver scoperto elementi successivi e non tutti insieme, lei abbia iniziato a dubitare di ciò che sua moglie le raccontava. Quando la verità emerge a frammenti, spesso la mente cerca di ricostruire tutto, di controllare ogni dettaglio, di capire se esista ancora qualcosa di nascosto. Questo tentativo nasce dal bisogno di ritrovare sicurezza, ma può trasformarsi in un circuito molto logorante per entrambi. Anche la sessualità, in questo momento, sembra essere diventata un luogo carico di dolore, confronto e umiliazione. Il fatto che sua moglie non desideri avere rapporti, o che li viva in modo passivo, non può essere letto solo come un problema sessuale: sembra piuttosto il segnale di una crisi relazionale più ampia, nella quale fiducia, rabbia, colpa, vergogna, distanza emotiva e desiderio si sono intrecciati. In questi casi, forzare la ripresa dell’intimità rischia di aumentare la sofferenza. Prima ancora di chiedersi come tornare ad avere rapporti, sarebbe importante capire se entrambi desiderate davvero lavorare sulla coppia, su quali basi e con quale grado di disponibilità reciproca. Il perdono, infatti, non coincide automaticamente con la ricostruzione della fiducia, e la fiducia non si ricostruisce solo attraverso spiegazioni o rassicurazioni. Le suggerirei di valutare un percorso di coppia, se anche sua moglie è disponibile, per affrontare quanto accaduto in uno spazio protetto e non distruttivo. Qualora sua moglie non fosse disponibile, potrebbe comunque essere utile per lei intraprendere un percorso individuale, per elaborare la ferita, il senso di tradimento, il confronto con gli altri uomini e il vissuto di rifiuto che oggi la sta facendo soffrire molto. La domanda centrale, ora, potrebbe non essere solo “come faccio a far tornare tutto come prima?”, ma “che cosa è possibile ricostruire, se entrambi siamo disposti a guardare davvero ciò che è accaduto?”. Resto a disposizione per uleriori chiarimenti Un caro saluto Dott.ssa Daniela Canorro Psicologa, Sessuologa clinica, Counselor relazionale

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