Salve dottori, sono una ragazza di 21 anni È da più di tre mesi che non sto bene. Tutto è iniziato
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Salve dottori, sono una ragazza di 21 anni
È da più di tre mesi che non sto bene. Tutto è iniziato a fine novembre con una forte cistite a urine sterili che ho comunque risolto con antibiotico e integratore con d-mannosio e cranberry sotto prescrizione medica, sembrava essere tutto finito. Poi a gennaio inizio ad avvertire forti crampi addominali, diarrea, aerofagia, così il dottore di famiglia mi diagnostica la sindrome dell'intestino irritabile (mai avuta prima). Risolvo la diarrea con rifacol ma i borborigmi e l'aerofagia non sono mai passati, tutt'ora li ho, tutti i giorni sto male, in più ho anche una forte pressione cronica sull'ombellico che mi disturba la vescica, non so nemmeno se definirla "cistite" perché non ho l'urgenza di dover urinare continuamente (come mi era successo a novembre) e le urine sono sterili, ma ho questa sorta di pressione continua sull'ombelico e a giorni compare anche bruciore vaginale (anche l'ecografia pelvica era negativa). L'urologo mi aveva detto di prendere neo furadantin e cistalgan, sono stata bene due giorni e poi è tornato tutto. Diciamo che su 31 giorni del mese sto bene solo 5 se mi va bene. Mi sono rivolta ad un gastroenterologo e crede sia dovuto tutto al colon, così mi prescrive duspatal e VSL3 (ho specificato di non avere crampi e dolori addominali, solo gonfiore, aerofagia e sensazione di non svuotarmi dopo l'evacuazione). Provo a prenderlo per qualche giorno ma mi fa malissimo, peggiora i dolori "vescicali" cioè quella pressione sull'ombelico che ho tipo 3-4 giorni su 7, che si alterna con il bruciore...così interrompo duspatal e prendo solo i probiotici. Quello che non riesco a capire è: sono due patologie distinte ma concomitanti e che vanno trattate separatamente? Oppure è solo una patologia che mi scaturisce più sintomi? Non so più se rivolgermi ad un urologo o di nuovo al gastroenterologo. Purtroppo ho avuto la sfortuna di beccare un urologo che mi ha prescritto una cura antibiotica che non ha avuto risultati e poi non mi ha più seguito, infischiandosene del mio caso. Non perché non c'è un corpo estraneo nell'ecografia e le analisi sono buone significa che è tutto ok. È da mesi che soffro e vorrei tanto trovare la diagnosi per affrontare una cura ma non so cosa fare. Potrebbe trattarsi di cistite interstiziale? Però non ho perdite di sangue, nemmeno l'emergenza di urinare, solo un'alternanza tra pressione sull'ombellico e bruciore vaginale, giorni compare uno giorni scompare l'altro e viceversa. Vorrei un parere scientifico...cosa posso fare per indagare? Ho fatto urinocoltura (negativa ma urine torbide), ecografia pelvica, analisi del sangue, tampone vaginale, analisi delle feci, tutto ok, a parte l'acido urico alto di qualche anno fa (ora ho dimenticato di ripeterlo) e l'indice di Katz con la VES a 40 (il dottore dice che è perché sono portatrice sana di anemia mediterranea) sono anche un soggetto in sovrappeso e insulino resistente ma è da ottobre che faccio una dieta sana, ho anche perso 10 kg a causa di tutti questi malesseri. Credo sia uno stato infiammatorio che non voglia più andarsene, vorrei capire quale sia la causa di tutto ciò. Non ho nemmeno mai avuto rapporti sessuali. Cosa posso fare per avere una diagnosi? Vorrei rivolgermi sia ad un urologo che gastroenterologo, come ho già fatto, ma ognuno mi dà la cura dal suo "punto di vista" urologico o gastroenterologico... Io vorrei una diagnosi completa che tiene conto di tutte le problematiche che sto avendo, e non una cura che curi un singolo organo. Sottolineo che prima di novembre non ho mai avuto niente, sono sempre stata benissimo. Tutto è iniziato una sera, dopo una pesante camminata al gelo, dopo che non facevo sport da mesi, ero vestita molto leggera e mi ricordo di aver preso tanto freddo, non so se c'entri. Spero tanto in una vostra risposta, vi ringrazio.
È da più di tre mesi che non sto bene. Tutto è iniziato a fine novembre con una forte cistite a urine sterili che ho comunque risolto con antibiotico e integratore con d-mannosio e cranberry sotto prescrizione medica, sembrava essere tutto finito. Poi a gennaio inizio ad avvertire forti crampi addominali, diarrea, aerofagia, così il dottore di famiglia mi diagnostica la sindrome dell'intestino irritabile (mai avuta prima). Risolvo la diarrea con rifacol ma i borborigmi e l'aerofagia non sono mai passati, tutt'ora li ho, tutti i giorni sto male, in più ho anche una forte pressione cronica sull'ombellico che mi disturba la vescica, non so nemmeno se definirla "cistite" perché non ho l'urgenza di dover urinare continuamente (come mi era successo a novembre) e le urine sono sterili, ma ho questa sorta di pressione continua sull'ombelico e a giorni compare anche bruciore vaginale (anche l'ecografia pelvica era negativa). L'urologo mi aveva detto di prendere neo furadantin e cistalgan, sono stata bene due giorni e poi è tornato tutto. Diciamo che su 31 giorni del mese sto bene solo 5 se mi va bene. Mi sono rivolta ad un gastroenterologo e crede sia dovuto tutto al colon, così mi prescrive duspatal e VSL3 (ho specificato di non avere crampi e dolori addominali, solo gonfiore, aerofagia e sensazione di non svuotarmi dopo l'evacuazione). Provo a prenderlo per qualche giorno ma mi fa malissimo, peggiora i dolori "vescicali" cioè quella pressione sull'ombelico che ho tipo 3-4 giorni su 7, che si alterna con il bruciore...così interrompo duspatal e prendo solo i probiotici. Quello che non riesco a capire è: sono due patologie distinte ma concomitanti e che vanno trattate separatamente? Oppure è solo una patologia che mi scaturisce più sintomi? Non so più se rivolgermi ad un urologo o di nuovo al gastroenterologo. Purtroppo ho avuto la sfortuna di beccare un urologo che mi ha prescritto una cura antibiotica che non ha avuto risultati e poi non mi ha più seguito, infischiandosene del mio caso. Non perché non c'è un corpo estraneo nell'ecografia e le analisi sono buone significa che è tutto ok. È da mesi che soffro e vorrei tanto trovare la diagnosi per affrontare una cura ma non so cosa fare. Potrebbe trattarsi di cistite interstiziale? Però non ho perdite di sangue, nemmeno l'emergenza di urinare, solo un'alternanza tra pressione sull'ombellico e bruciore vaginale, giorni compare uno giorni scompare l'altro e viceversa. Vorrei un parere scientifico...cosa posso fare per indagare? Ho fatto urinocoltura (negativa ma urine torbide), ecografia pelvica, analisi del sangue, tampone vaginale, analisi delle feci, tutto ok, a parte l'acido urico alto di qualche anno fa (ora ho dimenticato di ripeterlo) e l'indice di Katz con la VES a 40 (il dottore dice che è perché sono portatrice sana di anemia mediterranea) sono anche un soggetto in sovrappeso e insulino resistente ma è da ottobre che faccio una dieta sana, ho anche perso 10 kg a causa di tutti questi malesseri. Credo sia uno stato infiammatorio che non voglia più andarsene, vorrei capire quale sia la causa di tutto ciò. Non ho nemmeno mai avuto rapporti sessuali. Cosa posso fare per avere una diagnosi? Vorrei rivolgermi sia ad un urologo che gastroenterologo, come ho già fatto, ma ognuno mi dà la cura dal suo "punto di vista" urologico o gastroenterologico... Io vorrei una diagnosi completa che tiene conto di tutte le problematiche che sto avendo, e non una cura che curi un singolo organo. Sottolineo che prima di novembre non ho mai avuto niente, sono sempre stata benissimo. Tutto è iniziato una sera, dopo una pesante camminata al gelo, dopo che non facevo sport da mesi, ero vestita molto leggera e mi ricordo di aver preso tanto freddo, non so se c'entri. Spero tanto in una vostra risposta, vi ringrazio.
L'anemia meditarrenea nei portatori non produce uno stato infiammatorio latente ed importante quale sarebbe marcato da una VES a 40: lo stato infiammatorio va verificato con attenzione. Non si capisce mai l'impiego di un antibiotico quando non ci siano batteri patogeni in gioco: si riesce solo a squilibrare il microbiota intestinale e urinario, facendo peggiorare le cose e spesso per solo riequilibrare il microbiota possono occorrere dei mesi con i relativi disturbi che lo squilibrio comporta. In più lei ha un quadro dismetabolico, forse in condizioni di sovraossidazione, con una insulino resistenza (diagnosticata come?, quindi ha un diabete di tipo 2? trattato come?), che nessuno considera. Era obesa, forse non tanto, ed ora, dopo aver perso 10 kg, dice di essere sovrappeso... tutto da verificare. Come vede di ragion per la sua sintomatologia ce ne sono e vanno tutte attentamente reinquadrate e considerate per definire il quadro unitario che sottostà ai suoi sintomi... certo occorre un ottimo internista, ma è possibile trovarlo per eseguire quanto serve e poi impostare il corretto percorso.
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