Salve dottori, ho 29 anni e orami sono 6 anni che mi hanno diagnosticato disturbo psicotico non altr

2 risposte
Salve dottori, ho 29 anni e orami sono 6 anni che mi hanno diagnosticato disturbo psicotico non altrimenti specificato, attualmente prendo aripiprazolo e sertralina, la diagnosi è stata fatta per via di 3 episodi psicotici che ho avuto 2020,2021,2022 determinati principalmente da delirii con contenuti varii; per lo più di persecuzione e di riferimento, sono 4 anni che non ho ricadute. Però attualmente ho notato che non riesco a creare e a riprendere abitudini 'sane' tipo: lavarmi i denti, cucinare pulire casa e altri mansioni domestiche che un pò prima della diagnosi riuscivo a fare benissimo, in più mi sono accorto di avere difficoltà nelle relazioni sociali e non riesco ad emozionarmi più come prima. Possibile siano i farmaci oppure il disturbo? Che differenza c'è tra schizzofrenia e disturbo psicotico NAS. P.s. lo so la diagnosi non fa la persona però secondo me è importante per via di varie cose tra cui il fatto se la terapia farmacologica sarà a vita o no. Grazie
Dott. Nicola Meda
Psichiatra, Psicoterapeuta
Padova
Salve, la sua domanda è su temi molto importanti che possono essere affrontati adeguatamente solo durante una consulenza specialistica. Per quanto riguarda la differenza tra schizofrenia e disturbo psicotico non altrimenti specificato (NAS), in termini semplici, la schizofrenia è una diagnosi che viene posta quando sono presenti determinati criteri specifici: per durata, tipo di sintomi e impatto sul funzionamento. Il disturbo psicotico NAS viene invece utilizzato quando una persona presenta sintomi psicotici che non soddisfano pienamente i criteri di una categoria diagnostica specifica. Questo non significa necessariamente che il quadro sia "meno grave" o "più grave", ma che il profilo clinico non rientra in modo netto in un'unica categoria. Le diagnosi, inoltre, possono evolvere nel tempo (con la crescita, gli eventi di vita, ecc.). Ha ragione quando dice che la diagnosi non definisce la persona, ma è comprensibile che voglia capire meglio cosa comporta per il suo futuro, inclusa la durata della terapia. Consideri che la decisione sulla durata del trattamento farmacologico dipende da molti fattori individuali (il numero di episodi, la risposta al trattamento, la stabilità clinica) e va presa insieme al suo psichiatra, che conosce la sua storia nel dettaglio. Quattro anni senza ricadute sono un dato positivo e significativo, che il suo curante certamente terrà in considerazione nel pianificare il percorso terapeutico. Per i sintomi che descrive attualmente, relativi alla cura di sé, non è possibile darle una "diagnosi" senza una visita. Sappia che sono sintomi che molte persone con una storia di episodi psicotici possono sperimentare ed è opportuno discuterne apertamente con il suo curante per cercare una soluzione insieme.

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Dott.ssa Melanie Di Salvatore
Psichiatra, Neuropsichiatra
Ancona
Salve, quello che descrive è un tema molto importante e frequente nei disturbi dello spettro psicotico: spesso, anche quando i sintomi “più evidenti” come deliri o alterazioni del pensiero sono stabilizzati, possono persistere difficoltà legate a motivazione, iniziativa, emotività, organizzazione quotidiana e relazioni sociali.
Questi aspetti possono dipendere sia dal disturbo stesso (i cosiddetti sintomi negativi o deficit funzionali residui), sia in parte dagli effetti della terapia, sia dall’impatto che anni di sofferenza psicologica hanno avuto sulla vita personale e sociale. Non sempre è semplice distinguere nettamente le due componenti senza una rivalutazione clinica approfondita.

La differenza tra disturbo psicotico NAS e schizofrenia riguarda soprattutto durata, andamento nel tempo, tipo di sintomi e livello di funzionamento globale. A volte la diagnosi iniziale viene mantenuta stabile, altre volte nel corso degli anni può essere ridefinita in modo più preciso sulla base dell’evoluzione clinica. Il fatto che lei sia stabile da quattro anni senza ricadute è comunque un elemento molto positivo.

Per quanto riguarda la terapia, provi a pensare a come avviene per altre patologie croniche come ipertensione o diabete: non significa che la persona “sia” la malattia, ma che nel tempo possono essere necessari controlli periodici e aggiustamenti della terapia per mantenere un buon equilibrio clinico e una buona qualità di vita. In psichiatria spesso facciamo qualcosa di simile, monitorando sintomi, funzionamento e benessere globale nel corso degli anni.

Dal suo messaggio emerge una buona capacità di introspezione e questo è un aspetto clinicamente importante nel percorso di cura. Un caro saluto.

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