Salve Dottori, chiedo gentilmente un vostro parere. Da sempre dopo circa 2h dai pasti avverto quest
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Salve Dottori, chiedo gentilmente un vostro parere.
Da sempre dopo circa 2h dai pasti avverto questi sintomi: mi gira la testa, ho la mente poco lucida, sono senza forze. Mi basta mangiare un pochino e nella maggior parte dei casi mi riprendo.
A colazione mangio crackers integrali, yogurt bianco naturale con semi di chia, avena e frutta secca. Nei pasti principali mangio tante fibre e ogni 2h devo per forza mangiare qualcosa.
Può trattarsi di ipoglicemia reattiva? Come posso rimediare?
Eppure mangio integrale, assumo fibre, proteine..
Grazie mille
Da sempre dopo circa 2h dai pasti avverto questi sintomi: mi gira la testa, ho la mente poco lucida, sono senza forze. Mi basta mangiare un pochino e nella maggior parte dei casi mi riprendo.
A colazione mangio crackers integrali, yogurt bianco naturale con semi di chia, avena e frutta secca. Nei pasti principali mangio tante fibre e ogni 2h devo per forza mangiare qualcosa.
Può trattarsi di ipoglicemia reattiva? Come posso rimediare?
Eppure mangio integrale, assumo fibre, proteine..
Grazie mille
Buongiorno, dovrebbe fare la curva glicemica e insulinemica fino a 120-180 minuti da quella basale per verificare un ipoglicemia con un iperinsulinemia.
Anche se i sintomi potrebbero dimostrare che ha uno scarso apporto di carboidrati e i suoi pasti anche se ricchi di fibra sono ipocalorici non bilanciati al suo fabbisogno calorico. Provi una dieta bilanciata ed equilibrata che rispetti i 5 pasti giornalieri, in ogni caso regolerebbe l’andamento glicemico postprandiale.
Anche se i sintomi potrebbero dimostrare che ha uno scarso apporto di carboidrati e i suoi pasti anche se ricchi di fibra sono ipocalorici non bilanciati al suo fabbisogno calorico. Provi una dieta bilanciata ed equilibrata che rispetti i 5 pasti giornalieri, in ogni caso regolerebbe l’andamento glicemico postprandiale.
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Salve,
senza dati riguardo alla sua età, condizione clinica generale, peso, eventuali patologie o terapie in corso, è difficile fornire una risposta concreta e personalizzata.
Parla di ipoglicemia reattiva e potrebbe essere compatibile con ciò che descrive, tuttavia, sintomi simili possono essere presenti anche in altre situazioni, come fluttuazioni pressorie, disturbi ansioso-somatici, una semplice irregolarità dell’apporto calorico e proteico ecc..
E' consigliabile parlare col suo curante ed eventualmente fare un test da carico orale di glucosio. Nel frattempo dei consigli che mi sento di darle in generale riguardano lo stile alimentare, ovvero fare pasti equilibrati, con adeguata quota di proteine e grassi “buoni” per modulare la risposta glicemica. Evitare pasti a prevalenza di soli carboidrati, anche se integrali. Suddividere l’alimentazione in più piccoli pasti nel corso della giornata ( come sta già facendo per necessità ). Ridurre zuccheri semplici, snack dolci e cereali ad alto indice glicemico. Attività fisica moderata ( intensità e tipo variabile sulla base delle sue condizioni di salute che come le dicevo non possiamo appurare realmente per messaggio ) senza esagerare e con controllo della glicemia, mai a digiuno.
Solo dopo una valutazione metabolica completa sarà possibile capire se si tratta realmente di ipoglicemia reattiva o di un altro disturbo funzionale.
senza dati riguardo alla sua età, condizione clinica generale, peso, eventuali patologie o terapie in corso, è difficile fornire una risposta concreta e personalizzata.
Parla di ipoglicemia reattiva e potrebbe essere compatibile con ciò che descrive, tuttavia, sintomi simili possono essere presenti anche in altre situazioni, come fluttuazioni pressorie, disturbi ansioso-somatici, una semplice irregolarità dell’apporto calorico e proteico ecc..
E' consigliabile parlare col suo curante ed eventualmente fare un test da carico orale di glucosio. Nel frattempo dei consigli che mi sento di darle in generale riguardano lo stile alimentare, ovvero fare pasti equilibrati, con adeguata quota di proteine e grassi “buoni” per modulare la risposta glicemica. Evitare pasti a prevalenza di soli carboidrati, anche se integrali. Suddividere l’alimentazione in più piccoli pasti nel corso della giornata ( come sta già facendo per necessità ). Ridurre zuccheri semplici, snack dolci e cereali ad alto indice glicemico. Attività fisica moderata ( intensità e tipo variabile sulla base delle sue condizioni di salute che come le dicevo non possiamo appurare realmente per messaggio ) senza esagerare e con controllo della glicemia, mai a digiuno.
Solo dopo una valutazione metabolica completa sarà possibile capire se si tratta realmente di ipoglicemia reattiva o di un altro disturbo funzionale.
Buonasera, potrebbe effettivamente trattarsi di ipoglicemia reattiva. In questo caso il suggerimento è quello di rivolgersi ad un nutrizionista che possa prepararle un piano alimentare adeguato al suo fabbisogno energetico per evitare aumenti di peso. Insieme all'alimentazione dovrebbe associare anche una pratica fisica giornaliera (camminata tutti i giorni per 30 min ad esempio) per migliorare la sensibilità insulinica.
Buongiorno,
i sintomi che descrive (stanchezza, testa vuota, miglioramento dopo aver mangiato) sono compatibili con una possibile ipoglicemia reattiva, anche se spesso:
non dipendono dalla quantità di zuccheri
ma da squilibri nella distribuzione dei macronutrienti
Cracker integrali, yogurt e semi possono non essere sufficienti se:
il carico proteico è basso
i carboidrati sono rapidamente assorbibili
i pasti sono troppo distanziati
“Mangiare integrale” non è sempre sinonimo di stabilità glicemica.
Serve un’analisi strutturata della giornata alimentare. Può prenotare un consulto nutrizionale con me tramite MioDottore.
i sintomi che descrive (stanchezza, testa vuota, miglioramento dopo aver mangiato) sono compatibili con una possibile ipoglicemia reattiva, anche se spesso:
non dipendono dalla quantità di zuccheri
ma da squilibri nella distribuzione dei macronutrienti
Cracker integrali, yogurt e semi possono non essere sufficienti se:
il carico proteico è basso
i carboidrati sono rapidamente assorbibili
i pasti sono troppo distanziati
“Mangiare integrale” non è sempre sinonimo di stabilità glicemica.
Serve un’analisi strutturata della giornata alimentare. Può prenotare un consulto nutrizionale con me tramite MioDottore.
Buongiorno, i sintomi che descrive (sensazione di testa leggera, scarsa lucidità, debolezza che migliorano dopo aver mangiato) possono far pensare a un’alterazione della glicemia, ma non è possibile parlare di ipoglicemia reattiva senza una documentazione oggettiva dei valori glicemici durante l’episodio.
L’ipoglicemia reattiva si definisce tale quando, a distanza di 2–4 ore dal pasto, la glicemia scende sotto i 70 mg/dL ed è associata ai sintomi tipici, con successivo miglioramento dopo l’assunzione di zuccheri.
Per capire meglio la situazione potrebbe essere utile: misurare la glicemia durante i sintomi, valutare eventualmente una curva da carico orale di glucosio con insulinemia, rivedere la distribuzione dei carboidrati nell’arco della giornata.
Spesso il beneficio non deriva dal “mangiare ogni 2 ore”, ma dal bilanciare meglio i pasti principali, riducendo il carico di carboidrati concentrato in un unico momento e assicurando un adeguato apporto proteico e lipidico che stabilizzi la risposta glicemica.
Le consiglio una visita dietologica di nutrizione clinica per impostare un piano alimentare più personalizzato e, se necessario, approfondire con esami mirati.
L’ipoglicemia reattiva si definisce tale quando, a distanza di 2–4 ore dal pasto, la glicemia scende sotto i 70 mg/dL ed è associata ai sintomi tipici, con successivo miglioramento dopo l’assunzione di zuccheri.
Per capire meglio la situazione potrebbe essere utile: misurare la glicemia durante i sintomi, valutare eventualmente una curva da carico orale di glucosio con insulinemia, rivedere la distribuzione dei carboidrati nell’arco della giornata.
Spesso il beneficio non deriva dal “mangiare ogni 2 ore”, ma dal bilanciare meglio i pasti principali, riducendo il carico di carboidrati concentrato in un unico momento e assicurando un adeguato apporto proteico e lipidico che stabilizzi la risposta glicemica.
Le consiglio una visita dietologica di nutrizione clinica per impostare un piano alimentare più personalizzato e, se necessario, approfondire con esami mirati.
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