Salve, cercherò di essere sintetico ma é difficile...sono un maschio di 35 anni, faccio sport regola

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Salve, cercherò di essere sintetico ma é difficile...sono un maschio di 35 anni, faccio sport regolarmente ed ho un fisico atletico. Operato nel 1998 di varicocele sx e nel 2008 per recitiva...eco di un anno fa mostrava cmq varicocele sx di secondo grado refluente

Sintomi:

Disfunzione erettile: difficoltà a raggiungere e mantenere l erezione, che cmq non arriva praticamente mai al 100%...quasi zero libido, no erezioni spontanee, sento a volte lo stimolo ma tutto finisce li...erezioni al risveglio presenti ora ma di scarsa intensità (ho fatto lunghi periodi anche con totale assenza)

Irritazione al glande: glande che appare "rugoso" con tanti solchi verticali.
Arrossamento e bruciore durante e dopo rapporti sessuali

Dolori al pene: dolore al "cordone" dorsale del pene quando ho un erezione, diventa dolente soprattutto in un punto appena sotto al glande (forte fastidio percepito, e fitta forte alla pressione).
Bruciori alla punta del pene e nella parte finale dell uretra dopo rapporti sessuali.

Curvatura pene: da sempre ho avuto il pene leggermente pendente a sinistra, ma da un po di tempo ho notato una maggiore curvatura che si sviluppa circa a metà asta.

Circa due anni fa iniziai ad accusare in forma lieve questi sintomi, successivamente dovetti fare i conti con quella che sembrava inizialmente una cistite, poi una comune prostatite, ed infine una prostatite batterica (enterobacter cloacae).
L infezione é stata curata circa un anno fa, ma i sintomi inizialmente citati restano tutt'ora...l ultima visita dall urologo/andrologo l ho fatta a dicembre dell anno scorso, lo specialista ritenne che la mia fosse solo una "para" mentale, che avessi bisogno di fare del sesso con l aiuto di cialis o viagra per vedere che "funziono" e togliermi delle ansie...in ultimo mi prescrisse un esame della prolattina e del diidrotestosterone, cortison-chemicetina per l irritazione al glande (non ha funzionato).
L esame della prolattina ha dato per due volte valori superiori a quelli ottimali (39,08 ng/ml , 32,02) il diidro é a posto.
In seguito a questi risultati l urologo mi ha prescritto una risonanza magnetica al cranio per vedere se presenti prolattinomi.
Nel frattempo il medico base ha ritenuto opportuno fare accertamenti alla tiroide con esami del sangue ed ecografia...tutto ok

Con l utilizzo di cialis la situazione erettile é un po migliorata (cmq l erezione non arriva al 100% e non costante), ma persistono i dolori/bruciori e arrossamenti, sono cmq lontano dalla situzione di normalità in cui mi trovavo prima di iniziare questo incubo.
In attesa della risonanza magnetica, chiedo pareri a voi esperti su questo complicato quadro clinico, per capire almeno se sto seguendo una strada giusta o c é qualcosa che é sfuggito ai vostri colleghi a cui mi sono rivolto...il mio sentore é che ci sia qualcosa che non va a livello organico nel pene, é come se i disturbi sovrastassero o inibiscano la sensazione di piacere che normalmente si prova dal glande.
Sto valutando se fare una visita da un dermatologo/vereologo per quanto riguarda l irritazione.
Ho una paura folle di dover restare a vita in questa situazione, che mi sta condizionando e non poco, tant'é che sto evitando di avere rapporti con le ragazze.
Non so se possa avere un nesso ma di altri problemi fisici ho solo dolore lombare a sinistra, che anni fa mi veniva solo in certi periodi, ora é praticamente costante e dovrò farmi vedere.
Questo é proprio tutto, grazie per l attenzione.
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Un quadro certamente un po' articolato ma anche perché è stato trascinato senza una adeguata strategia diagnostica per cui molto rimane da valutare e forse molte cose sono state minimizzate. Certo i valori di prolattina sono moderatamente alti e la RMN è una buona idea, ma potrebbe non rilevare nulla potendo essere in gioco solo uno squilibrio endocrino dell'asse ipofisi-gonadi da valutare con dovuti esami. L'irritazione al glande potrebbe essere connessa ad un problema del prepuzio. La persistenza del varicocele è solo indice del fatto che non fu trattato in entrambe le occasioni con radicalità e va riverificato in tutti i suoi aspetti. In sintesi occorre un ottimo andrologo che riprenda in mano tutta la situazione e attivi una rapida ed efficace strategia terapeutica per poi poter decidere come agire.
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