Salve a tutti, sono 7 anni che soffro di ansia e attacchi di panico... Ho iniziato 7 anni fa con la
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Salve a tutti, sono 7 anni che soffro di ansia e attacchi di panico... Ho iniziato 7 anni fa con la mia prima cura, paroxetina e Xanax... In pochi mesi ero riuscita a riprendere la mia vita in mano, così che ho abbandonato i farmaci di testa mia e nel giro di un annetto ci sono ricaduta, ho cambiato dottore e ho ricominciato una nuova cura con escitolapram e Xanax... comincio a stare meglio ma niente di che... Dopo due anni decido che quella cura non facesse al caso mio e chiedo di farmela cambiare... Mi danno setralina e Xanax a rilascio prolungato.... solo che dopo diversi mesi io non riesco ad abituarmi al rilascio prolungato... Continuo anche a prendere Xanax prima di uscire... alla fine vado da un altro psichiatra.... Che mi da faxilex come antidepressivo, prelynca tre volte al giorno e prazene al mattino e la sera... E mi dice che potevo sospendere lo Xanax... Sono stata bene per tre mesi sono riuscita a non prendere più lo xanax, da poco purtroppo sto nuovamente male... ho ricominciato ad evitare nuovamente tante cose... Ho limitato la mia vita, ho paura di tutto e devo riprendere lo Xanax per calmarmi... sto male non so cosa fare per riprendere in mano la mia vita ne ho bisogno....mi sento rimbambita... P. S faccio anche psicoterapia e leggo tantissimo... che ne pensate? Grazie.
Gentilissima,
Analizzando la sua storia clinica sulla base di quanto descritto, il primo elemento cruciale risiede nell'interruzione improvvisa della sua prima cura a base di paroxetina.
I disturbi d'ansia strutturati necessitano infatti di un tempo di mantenimento e di consolidamento molto lungo anche dopo la scomparsa dei sintomi, e una sospensione brusca innesca quasi certamente una ricaduta clinica vanificando i progressi ottenuti.
Per quanto riguarda la sua sensazione attuale di sentirsi confusa o rimbambita, questa condizione troverebbe una spiegazione potenziale nell'imponente carico sedativo che sta affrontando.
L'associazione di tre somministrazioni giornaliere di pregabalin con due di prazepam, a cui va a sommarsi il reinserimento dello xanax per placare le crisi acute, potrebbe rallentare in modo eccessivo il suo sistema nervoso centrale, generando un senso di offuscamento cognitivo.
La ricomparsa delle fobie e dei comportamenti di evitamento, nonostante questa massiccia copertura ansiolitica di base,
suggerirebbe inoltre il faxilex potrebbe non aver ancora esplicato l'azione clinica desiderata, o che la posologia necessiterebbe di un aggiustamento mirato.
In questa fase di forte smarrimento e di potenziale sovraccarico farmacologico, la decisione più saggia e protettiva che possa prendere è quella di richiedere una visita di controllo tempestiva allo psichiatra che ha impostato quest'ultimo schema, oppure eventualmente chiedere un secondo parere.
Illustrare apertamente ad uno specialista psichiatra la fatica di questi ultimi giorni e l'impossibilità di fare a meno dell'ansiolitico a rapida azione, potrà fornire un esatto polso della situazione,
permettendo eventualmente di ricalibrare la terapia per dissipare quella sgradevole sensazione di intorpidimento e restituirle la lucidità necessaria per tornare a vivere pienamente le sue giornate.
Resto a disposizione per eventuali necessità e le faccio i migliori auguri per tutto, cari saluti
Analizzando la sua storia clinica sulla base di quanto descritto, il primo elemento cruciale risiede nell'interruzione improvvisa della sua prima cura a base di paroxetina.
I disturbi d'ansia strutturati necessitano infatti di un tempo di mantenimento e di consolidamento molto lungo anche dopo la scomparsa dei sintomi, e una sospensione brusca innesca quasi certamente una ricaduta clinica vanificando i progressi ottenuti.
Per quanto riguarda la sua sensazione attuale di sentirsi confusa o rimbambita, questa condizione troverebbe una spiegazione potenziale nell'imponente carico sedativo che sta affrontando.
L'associazione di tre somministrazioni giornaliere di pregabalin con due di prazepam, a cui va a sommarsi il reinserimento dello xanax per placare le crisi acute, potrebbe rallentare in modo eccessivo il suo sistema nervoso centrale, generando un senso di offuscamento cognitivo.
La ricomparsa delle fobie e dei comportamenti di evitamento, nonostante questa massiccia copertura ansiolitica di base,
suggerirebbe inoltre il faxilex potrebbe non aver ancora esplicato l'azione clinica desiderata, o che la posologia necessiterebbe di un aggiustamento mirato.
In questa fase di forte smarrimento e di potenziale sovraccarico farmacologico, la decisione più saggia e protettiva che possa prendere è quella di richiedere una visita di controllo tempestiva allo psichiatra che ha impostato quest'ultimo schema, oppure eventualmente chiedere un secondo parere.
Illustrare apertamente ad uno specialista psichiatra la fatica di questi ultimi giorni e l'impossibilità di fare a meno dell'ansiolitico a rapida azione, potrà fornire un esatto polso della situazione,
permettendo eventualmente di ricalibrare la terapia per dissipare quella sgradevole sensazione di intorpidimento e restituirle la lucidità necessaria per tornare a vivere pienamente le sue giornate.
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Buongiorno, ha provato terapia standard e l'ultima impostata diciamo che potrebbe essere un po' più incisiva. Può darsi che la dose assunta incida molto, una possibilità può essere quella di combinare faxilex con farmaci come gabapentin o pregabalin (per nominarne un paio) che possono aiutarla ad ottenere più sollievo. Le consiglio di confrontarsi con il suo psichiatra per rivedere la terapia e il quadro clinico in toto!
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