Salve a tutti. Mi scuso in anticipo per l'uso di termini non tecnici e per il papello, ma spero di

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Salve a tutti.
Mi scuso in anticipo per l'uso di termini non tecnici e per il papello, ma spero di rendere l'idea.

Sono un giovane di 33 anni, da tempo soffro di disturbi che parrebbero legati ad un prostatite cronica.

Avverto continuamente bisogno di orinare, un bisogno che non cessa mai, mi alzo dal bagno solo perché non posso viverci sopra, ma è sempre come se non facessi pipì da un giorno intero. Ho difficoltà ad iniziare la minzione, ho dolore sovrapubico.

Questa situazione è cronica da anni (almeno 6 anni) con periodi di maggiore fastidi che si manifestano in concomitanza o di periodi di forte stress e di periodi in cui ho disturbi di defecazione (ogni tanto soffro di piccole emorroidi) ma diciamo che finché tutto questo non ha toccato la sfera sessuale, non me n'ero preoccupato più di tanto.

Lo scorso anno in un momento appunto di stress importante legato a 3 ernie cervicali che mi hanno per un periodo devastato il fisico e il morale, ho avuto una defaillance (ho una vita sessuale regolare, sia di coppia che a per ciò che riguarda la masturbazione, almeno una delle due attività è per me roba quotidiana), e la cosa mi ha mandato nel pallone totale.

Su consiglio medico ho effettuato dei controlli, esplorazione (e la prostata mi faceva un male cane), orinocultura e spermiocoltura (entrambe con esito negativo) e ho fatto terapia a base di Topster e qualcos'altro che non ricordo.
Parlare col dottore e con la mia compagna in serenità mi ha poi tranquillizzato molto, e tutto è tornato alla normalità (eccetto il bisogno e la sensazione di dover orinare).

Da circa un mese i fastidi sono tornati ad essere più importanti, minzione ogni 30 minuti al massimo, dolore o comunque pressione sovra pubica, bruciore al pene e sensazione di bruciore generale delle parti basse (ma non quando urino/eiaculo, non soffro di nocturia, se non in modo molto raro).

Pochi giorni fa si è ripetuto per 2 volte un disturbo di erezione. Nuovamente panico.

Ho ragionato e mi sono aperto con la mia compagna, su tante cose che in questo momento mi danno ansia e questo ha giovato.
Ho visto nuovamente un medico e fatto ecografia, residuo post-minzionale minimo, mi ha parlato di meno di 10cc, prostata a suo dire non infiammata, eppure all'esplorazione ho un dolore CANE, peggio di sempre.

Ho fatto nuovamente una orinocoltura (negativa) e su consiglio di altro specialista sto facendo 15 giorni di Ciproxin (secondo loro i batteri responsabili sono "annidati" e non vengono fuori con orinocoltura e spericoltura, possibile?) associato ad altri integratori, dalla vitamina C alla bioarginina ,e mi ha consigliato di non eiaculare ogni giorno, ma di farlo ogni 3/4 giorni, evitando per un po' i rapporti con la mia compagna (cui consiglia di fare un ciclo antibiotico) e di utilizzare mezza compressa di Cialis quando sarà, che mi aiuterà psicologicamente a non pensare alla possibile defaillance, che ammetto essere un pensiero che dalla prima volta, lo scorso anno, mi ha turbato, pur rimanendo fino l'altro giorno un episodio unico.

Ora, sono sotto antibiotico da ormai 8 giorni, il dolore è uguale, il bisogno di orinare è costante, bruciore, insomma è come se non stessi facendo nulla, solo che le erezioni sono al momento normalissime, non ho rapporti sessuali da 20 giorni (dall'ultimo episodio) ma mi sono masturbato diverse volte in questi giorni, e la mia erezione è del tutto normale, e già questo mi consola.

Non so cosa fare.

Esiste un esame che dica inequivocabilmente se ho batteri dentro la prostata o no?

Ho letto a proposito di una ecografia trans-rettale che nessuno ha voluto farmi, che pare possa essere più precisa nelle immagini, è vero? Avrebbe senso farla?
Cosa mi consigliate?
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Il quadro che descrive è da congestione infiammatoria pelvico-prostatica che va adeguatamente valutata con i dovuti esami genitali (ecodoppler pelvico-prostatico e testicolare, spermiogramma) e generali (stato metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale immunitario) per definirne le ragioni, fermo restando che il generale stato di stress vada risolto altrimenti non l'aiuta. Non ha senso assumere antibiotici con delle colture negative, fermo restando che per valutare i batteri prostatici la coltura corretta è quella del secreto prostatico estratto al meato dopo una breve minzione (meglio comunque eseguire la coltura sia di questa urina che di quella da raccogliere dopo l'estrazione del secreto: si chiama test di Stamey e consentirà anche di osservare al microscopio il secreto).Ovvio che tale esame vada eseguito dopo 20 giorni dalla sospensione dell'attuale inutile antibiotico. Non ha senos alcuno che la sua partner assuma antibiotici salvo in assenza di esami colturali specifici. Non ha senso l'uso del cialis e simili e del cortisone (topster) che, come citato, ha solo abbattuto per un po' lo stato infiammatorio senza nulla risolvere. Cerchi un buon andrologo che prenda in mano la situazione e svolga gli esami sopra indicati... poi ne deriverà la utile terapia che richiederà probabilmente almeno un anno.
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