Salve a tutti e buonasera, ho letto varie cose su situazioni simili alla mia. Recentemente ho mastu
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Salve a tutti e buonasera, ho letto varie cose su situazioni simili alla mia.
Recentemente ho masturbato una donna per breve tempo, e so che non è un comportamento a rischio, ma ho un dubbio.
Circa un giorno prima mi sono sfregiato una delle dita che ho usato per l’atto.
La ferita abbastanza superficiale e piccola a mio avviso credo e prima del rapporto non sanguinava, però forse si intravedeva la pelle rossa con un accenno di crosta (cicatrizzazione?)
Al tatto mi è sembrato fosse secca, non lasciava residui di sangue o liquidi toccandola
Le mie domande sono queste:
1)Ho rischiato l’HIV?
2)La ferita dopo il lungo lasso di tempo trascorso era inaccessibile a virus come l’HIV?
3)Dopo quanto inizia a cicatrizzarsi e quindi a chiudersi?
4) Se per caso durante l’atto si fosse leggermente aperta superficialmente, sarebbe un rischio?
Ho letto che per avere un rischio TEORICO (perché non ci sono casi approvati)la ferita dovrebbe essere recente( prossima all’atto) aperta (anche se non come giudicare la mia) profonda (che richiede punti di sutura) e sanguinante in modo copioso. Cioè dovrebbe essere una ferita dolente, da punti che apre un varco palese al virus.
Recentemente ho masturbato una donna per breve tempo, e so che non è un comportamento a rischio, ma ho un dubbio.
Circa un giorno prima mi sono sfregiato una delle dita che ho usato per l’atto.
La ferita abbastanza superficiale e piccola a mio avviso credo e prima del rapporto non sanguinava, però forse si intravedeva la pelle rossa con un accenno di crosta (cicatrizzazione?)
Al tatto mi è sembrato fosse secca, non lasciava residui di sangue o liquidi toccandola
Le mie domande sono queste:
1)Ho rischiato l’HIV?
2)La ferita dopo il lungo lasso di tempo trascorso era inaccessibile a virus come l’HIV?
3)Dopo quanto inizia a cicatrizzarsi e quindi a chiudersi?
4) Se per caso durante l’atto si fosse leggermente aperta superficialmente, sarebbe un rischio?
Ho letto che per avere un rischio TEORICO (perché non ci sono casi approvati)la ferita dovrebbe essere recente( prossima all’atto) aperta (anche se non come giudicare la mia) profonda (che richiede punti di sutura) e sanguinante in modo copioso. Cioè dovrebbe essere una ferita dolente, da punti che apre un varco palese al virus.
Il rischio di cui lei parla estremamente piccolo.La maggior parte delle infezioni da contatto avvengono e sono avvenute In ambito lavorativo da parte del personale sanitario dopo una ferita con aghi da siringa o con un oggetto affilato, mentre solo in casi isolati dopo esposizione di mucose o pelle non intatta al sangue. Credo sia utile avere dei dubbi e usarli in modo da essere più previdenti prossimamente. Quindi se ci sono ferite fare attenzione prima e dopo usando un disinfettante e proteggendo le ferite. Bisogna avere chiaro che le malattie sessualmente trasmissibili sono diverse, è necessario conoscere le vie di trasmissione usando ogni volta le precauzioni più adeguate la potrà aiutare a viversi meglio la sua sessualitá.
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Aggiungo, alla risposta molto pertinente alla domanda, della mia collega, l'aspetto psicologico intrinseco alla sua domanda. Essa manifesta una estrema paura per il contagio delle malattie veneree. Tale "paura" la dispone molto male rispetto al piacere sessuale. Inoltre la predispone allo sviluppo di disturbi psicologici, come: fobie, nevrosi ossessiva, ipocondria, ecc. Le consiglio di consultare uno psicologo. Una valutazione psicologica, in questo caso, è sicuramente più idonea rispetto a quella medica.
D'accordo con il collega Dott. Romano: ferma restando la dovuta prudenza nei rapporti sessuali potenzialmente veicolanti MTS, consiglio la consultazione di uno psicologo o psicoterapeuta, con la finalità di approfondire tratti fobico-ossessivi.
Salve, come ha detto di avere letto esistono sempre dei rischi, teorici, per la trasmissione di virus. Se non si sente tranquillo valuti di effettuare un test per eliminare ogni dubbio.
Cordiali saluti,
Dott. Gabriele Boccardi
Cordiali saluti,
Dott. Gabriele Boccardi
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