Salve. A mio marito di 32 anni hanno tolto il tumore bagnino sulla cervicale. Ha avuto delle complic
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Salve. A mio marito di 32 anni hanno tolto il tumore bagnino sulla cervicale. Ha avuto delle complicazioni di ematoma ed è stato operato altre 2 volte più drenaggio dei liquidi. Li e stata tolta una parte del cervelletto. Deve recuperare il linguaggio e la coordinazione. Si può recuperare completamente e vivere la vita normale? Grazie
Gentilissima, è molto difficile rispondere in maniera precisa a questa domanda. Il recupero del linguaggio e della coordinazione dipende dalla lesione e dall'area asportata del cervelletto. Tuttavia, è essenziale effettuare una valutazione neuropsicologica per delineare la gravità del danno e le abilità compromesse; successivamente bisogna definire un protocollo di riabilitazione neuropsicologica adeguato. Rimango a disposizione per qualsiasi dubbio. Un caro saluto.
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Buongiorno, la collega ha centrato il punto: la riabilitazione neuropsicologica è l'unico strumento che abbiamo a disposizione per aiutare i pazienti neurologici ad affrontare le difficoltà insorte.
L'obiettivo è sempre rendere la vita più vicina possibile a quella a cui si era precedentemente abituati e più sostenibile, aiutando anche le persone intorno al diretto interessato nell'affrontare una fase tanto dura.
L'obiettivo è sempre rendere la vita più vicina possibile a quella a cui si era precedentemente abituati e più sostenibile, aiutando anche le persone intorno al diretto interessato nell'affrontare una fase tanto dura.
Gentilissima, è difficile prevedere un recupero sulle abilità linguistiche e cognitive. Ad oggi la riabilitazione neuropsicologica è lo strumento utilizzato in questi casi, insieme ovviamente all'impegno del paziente. Spesso capita che in seguito ad un intervento neurochirurgico e la rimozione di porzioni cerebrali, la persona perda l'uso del linguaggio e un'adeguata valutazione e riabilitazione neuropsicologica è ciò che si dovrebbe fare. Stimare se il linguaggio può essere recuperato completamente sarebbe impossibile purtroppo; ci si augura sempre che i miglioramenti siano tali da continuare la vita con una certa normalità.
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento o se avesse necessità di effettuare dei training riabilitativi anche online.
Un caro saluto
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento o se avesse necessità di effettuare dei training riabilitativi anche online.
Un caro saluto
Mi accodo alle colleghe nel dirle che i margini del danno, ma sopratutto dal recupero, dipendono da tante variabili che sarebbe preferibile indagare con un'approfondita valutazione neuropsicologica. Da qui è possibile impostare un programma riabilitativo. Ad ora è impossibile stimare il grado di recupero ma si mira sempre a restituire il massimo per migliorare la situazione del paziente.
Rimango a disposizione, anche online, se avesse domande.
GM
Rimango a disposizione, anche online, se avesse domande.
GM
Gentile utente, è difficile rispondere con precisione al suo quesito e prevedere con precisione il recupero delle abilità linguistiche e di coordinazione. Le consiglio come prima cosa di far fare a suo marito un'accurata valutazione di tipo neuropsicologico: tale valutazione, che può essere fatta da uno psicologo specializzato in neuropsicologia, permetterà di ottenere un chiaro quadro della gravità del danno e delle abilità compromesse. Sulla base di tale valutazione, sarà possibile poi impostare un programma di riabilitazione neuropsicologica. Ad oggi è difficile definire quali possano essere i margini di miglioramento, o se il recupero delle abilità sarà completo; la riabilitazione neuropsicologica si pone comunque come obiettivo quello di restituire al paziente il maggior grado di competenze cognitive e di benessere psicologico possibili, per migliorare al massimo la sua qualità di vita. Nella mia esperienza clinica con pazienti con lesioni cerebrali, per la maggior parte di loro è stato inoltre utile affiancare alla riabilitazione neuropsicologica anche un percorso di supporto psicologico: non è facile accettare ed affrontare sia un'operazione al cervello sia i cambiamenti cognitivi che ne derivano (anche se non permanenti), e questo potrebbe andare a compromettere la motivazione necessaria per intraprendere un programma di riabilitazione delle capacità cognitive compromesse. Per questo, un buon supporto di tipo psicologico potrebbe essere utile.
Mi rendo conto che è difficile rispondere a tutti i suoi dubbi in queste poche righe, pertanto se avesse bisogno di altre informazioni inerenti a valutazione/riabilitazione neuropsicologica o altro, può contattarmi privatamente quando vuole. Sono inoltre disponibile per colloqui, anche online.
Con i migliori auguri, porgo cordiali saluti. Dott.ssa Asya Cappalli
Mi rendo conto che è difficile rispondere a tutti i suoi dubbi in queste poche righe, pertanto se avesse bisogno di altre informazioni inerenti a valutazione/riabilitazione neuropsicologica o altro, può contattarmi privatamente quando vuole. Sono inoltre disponibile per colloqui, anche online.
Con i migliori auguri, porgo cordiali saluti. Dott.ssa Asya Cappalli
Salve,
la prognosi in caso di afasia e disturbi della coordinazione non è mai certa.
Sicuramente con il logopedista, il fisioterapista e se segue i consigli dei medici vista la giovane età ci sono buone probabilità di recupero.
Spero vada tutto per il meglio, glie lo auguro di cuore.
Un caro saluto a lei e suo marito.
la prognosi in caso di afasia e disturbi della coordinazione non è mai certa.
Sicuramente con il logopedista, il fisioterapista e se segue i consigli dei medici vista la giovane età ci sono buone probabilità di recupero.
Spero vada tutto per il meglio, glie lo auguro di cuore.
Un caro saluto a lei e suo marito.
Salve,
Mi dispiace molto apprendere della situazione di suo marito. Dopo interventi complessi come quelli che ha subito, il recupero del linguaggio e della coordinazione può richiedere tempo e un programma di riabilitazione mirato. La Terapia Breve Strategica può integrarsi con il percorso di riabilitazione, offrendo supporto per migliorare la gestione dello stress e delle emozioni, e facilitare l'adattamento ai cambiamenti.
È possibile che, con il giusto supporto e una riabilitazione adeguata, suo marito possa recuperare e ritornare a una vita il più possibile normale. Sono a sua disposizione per una consulenza, qualora desiderasse esplorare insieme le opzioni di supporto disponibili.
Un caro saluto,
Dott. Michele Scala
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Gentile utente, posso comprendere la sua preoccupazione per suo marito e insieme il peso di questo percorso.
L’intervento che ha subito è comunque complesso e il suo recupero può dipendere da diversi fattori, quindi non mi è possibile dire a priori se sarà in grado di recuperare completamente o meno, soprattutto perchè non conosco la persona. Sicuramente sarà importante avviare un percorso di riabilitazione che sia costante e che oltre ad essere seguito da professionisti svolga a casa gli esercizi richiesti.
Di base il cervello è un organo plastico e se stimolato correttamente e considerando soprattutto l'età di suo marito penso sia bene in grado di riattivare meccanismi di compensazione migliorando le capacità prima compromesse.
Gli stia vicino per quanto possibile, cercando comunque di ascoltare anche lei stessa e prendendosi anche del tempo per lei se lo ritiene necessario, in modo tale che a lungo andare non diventi per lei un carico troppo pesante.
Spero di esserle stata d'aiuto, dott.ssa Ilaria Bresolin.
L’intervento che ha subito è comunque complesso e il suo recupero può dipendere da diversi fattori, quindi non mi è possibile dire a priori se sarà in grado di recuperare completamente o meno, soprattutto perchè non conosco la persona. Sicuramente sarà importante avviare un percorso di riabilitazione che sia costante e che oltre ad essere seguito da professionisti svolga a casa gli esercizi richiesti.
Di base il cervello è un organo plastico e se stimolato correttamente e considerando soprattutto l'età di suo marito penso sia bene in grado di riattivare meccanismi di compensazione migliorando le capacità prima compromesse.
Gli stia vicino per quanto possibile, cercando comunque di ascoltare anche lei stessa e prendendosi anche del tempo per lei se lo ritiene necessario, in modo tale che a lungo andare non diventi per lei un carico troppo pesante.
Spero di esserle stata d'aiuto, dott.ssa Ilaria Bresolin.
Salve,
Capisco la vostra preoccupazione e quanto questo momento sia difficile. Dopo un intervento chirurgico così complesso, soprattutto con rimozione parziale del cervelletto e complicazioni post-operatorie, il recupero può essere lungo e richiede un approccio multidisciplinare.
Il cervelletto è coinvolto nel controllo della coordinazione motoria, dell’equilibrio e in parte nella pianificazione dei movimenti, mentre il linguaggio può essere influenzato se altre aree cerebrali sono state coinvolte. La buona notizia è che il cervello ha una notevole capacità di compensazione e plasticità: con terapie mirate è possibile migliorare significativamente la funzione motoria, la coordinazione e, se necessario, anche il linguaggio.
Un percorso di riabilitazione intensivo dovrebbe prevedere fisioterapia per la coordinazione e l’equilibrio, logopedia per il linguaggio e neuropsicologia per eventuali difficoltà cognitive o emotive. Il grado di recupero dipende da diversi fattori: estensione della lesione, stato di salute generale, motivazione del paziente e continuità della riabilitazione. In molti casi, con un programma strutturato e costante, le persone riescono a recuperare buona parte delle abilità e a riprendere una vita quotidiana soddisfacente, anche se alcuni adattamenti possono essere necessari.
Vi suggerirei di rivolgervi a un centro specializzato in riabilitazione neurologica post-operatoria, dove si possa fare una valutazione completa e definire un percorso personalizzato, con obiettivi chiari per linguaggio, equilibrio e autonomia nella vita quotidiana. Questo tipo di approccio aumenta significativamente le probabilità di un recupero funzionale e di una buona qualità di vita.
Saluti
Capisco la vostra preoccupazione e quanto questo momento sia difficile. Dopo un intervento chirurgico così complesso, soprattutto con rimozione parziale del cervelletto e complicazioni post-operatorie, il recupero può essere lungo e richiede un approccio multidisciplinare.
Il cervelletto è coinvolto nel controllo della coordinazione motoria, dell’equilibrio e in parte nella pianificazione dei movimenti, mentre il linguaggio può essere influenzato se altre aree cerebrali sono state coinvolte. La buona notizia è che il cervello ha una notevole capacità di compensazione e plasticità: con terapie mirate è possibile migliorare significativamente la funzione motoria, la coordinazione e, se necessario, anche il linguaggio.
Un percorso di riabilitazione intensivo dovrebbe prevedere fisioterapia per la coordinazione e l’equilibrio, logopedia per il linguaggio e neuropsicologia per eventuali difficoltà cognitive o emotive. Il grado di recupero dipende da diversi fattori: estensione della lesione, stato di salute generale, motivazione del paziente e continuità della riabilitazione. In molti casi, con un programma strutturato e costante, le persone riescono a recuperare buona parte delle abilità e a riprendere una vita quotidiana soddisfacente, anche se alcuni adattamenti possono essere necessari.
Vi suggerirei di rivolgervi a un centro specializzato in riabilitazione neurologica post-operatoria, dove si possa fare una valutazione completa e definire un percorso personalizzato, con obiettivi chiari per linguaggio, equilibrio e autonomia nella vita quotidiana. Questo tipo di approccio aumenta significativamente le probabilità di un recupero funzionale e di una buona qualità di vita.
Saluti
Buongiorno, con il giusto percorso fisioterapico e neuropsicologico il recupero in un paziente così giovane è assolutamente realistico.
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