Ora assumo 15 htt di brintellix. La depressione profonda x la perdita di mio marito 9 mesi fa non è
Ora assumo 15 htt di brintellix. La depressione profonda x la perdita di mio marito 9 mesi fa non è minimamente migliorata e la mattina non sto in piedi.
10 risposte
Salve!! La sofferenza e la sensazione di sfinimento che sta vivendo è assolutamente comprensibile; affrontare un lutto così importante è un percorso estremamente doloroso e complesso. Se non lo sta già facendo, le consiglio di affiancare alla terapia farmacologica un percorso psicoterapeutico dedicato, per non dover portare questo peso enorme completamente da sol*.
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Cara utente, nove mesi dopo la perdita di suo marito, sentire che il dolore è ancora così intenso e che al mattino persino stare in piedi diventa difficile deve essere estremamente faticoso. Quando si perde una persona con cui si è condivisa la propria vita, non si perde soltanto qualcuno che si ama: possono venire meno abitudini, progetti, una parte della propria identità e persino il modo in cui si immaginava il futuro. Lei parla di una “depressione profonda” e dice che la terapia farmacologica non le sembra aver prodotto alcun miglioramento. Non potendo conoscere la sua storia clinica, da qui non sarebbe corretto stabilire se il Brintellix, la dose che sta assumendo o il trattamento nel suo complesso siano adeguati. Credo però che sia importante riferire con precisione allo psichiatra che la segue che, nonostante la terapia, continua a stare così male e che al mattino presenta una compromissione tanto importante. Sarà il medico a poter rivalutare il trattamento; eviterei invece qualsiasi modifica autonoma del farmaco. Accanto all'aspetto farmacologico, mi soffermerei anche su quel “non è minimamente migliorata”. Forse una parte di lei si aspettava – o sperava comprensibilmente – che dopo nove mesi il dolore dovesse essere diverso. Ma il lutto non segue necessariamente un calendario. Sarebbe interessante comprendere che cosa renda proprio il mattino così difficile: che cosa incontra quando apre gli occhi? È il pensiero di suo marito, la consapevolezza della sua assenza, il vuoto della giornata che comincia, oppure qualcosa che sente nel corpo prima ancora di riuscire a pensarlo? Un farmaco può avere un ruolo importante quando la sofferenza depressiva è intensa, ma non può elaborare al posto nostro la perdita della persona amata. Se non lo sta già facendo, potrebbe essere prezioso affiancare alla cura psichiatrica uno spazio psicoterapeutico nel quale poter portare non soltanto i sintomi, ma suo marito, la vostra storia, ciò che ha perduto insieme a lui e anche ciò che sente di aver perduto di sé. Non penserei quindi necessariamente in termini di “perché dopo nove mesi non l'ho ancora superato?”. Forse la domanda potrebbe diventare: “che cosa della perdita di mio marito, oggi, mi sembra ancora impossibile da accettare o persino da pensare?”. Non per costringerla a lasciarlo andare, ma perché possa, molto lentamente, trovare un modo diverso di continuare a portare dentro di sé quel legame senza esserne completamente schiacciata. E se con “depressione profonda” intende anche pensieri di morte, il desiderio di non esserci più o la paura di poter fare qualcosa contro se stessa, lo dica subito allo psichiatra che la segue o a una persona vicina, senza rimanere sola con questi pensieri. Con molta delicatezza, Dott.ssa Raffaella Pia Testa
Mi dispiace molto per la perdita di suo marito: a nove mesi dal lutto può ancora esserci una sofferenza depressiva importante, ma il fatto che non percepisca alcun miglioramento e che al mattino faccia persino fatica a reggersi in piedi merita particolare attenzione. Il Brintellix (vortioxetina) va valutato non solo in base alla dose, ma anche alla durata della terapia, alla risposta individuale e all’eventuale presenza di effetti indesiderati o di altre condizioni che possono contribuire alla forte stanchezza. È importante non modificare o sospendere autonomamente il farmaco. Le suggerirei di contattare quanto prima il medico che le ha prescritto la terapia, descrivendo esattamente questa persistenza dei sintomi e la marcata difficoltà al risveglio, così da valutare se sia necessario un adeguamento del trattamento. Nel contesto di un lutto così doloroso, può inoltre essere molto utile affiancare alla terapia farmacologica un percorso psicoterapeutico, per elaborare la perdita e intervenire sulla depressione. Se dovessero comparire pensieri di morte, di non voler più vivere o la sensazione di non riuscire a prendersi cura di sé, è importante chiedere immediatamente aiuto a un familiare o rivolgersi ai servizi di emergenza. È quindi consigliabile approfondire la situazione con uno specialista, che possa valutare complessivamente il quadro e indicare il percorso terapeutico più adeguato. Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buongiorno e sentite condoglianze per la sua perdita. Se dopo un congruo periodo di terapia (almeno 4 settimane) non ha notato effetti tangibili sui sintomi depressivi può essere indicato cambiare farmaco o adeguare il trattamento, parlandone con lo specialista di riferimento. Dato che alla base dell'episodio depressivo c'è un lutto, vedrei indicato associare anche un percorso di supporto psicologico. La saluto cordialmente
Buongiorno, in merito agli effetti del farmaco la invito a confrontarsi con lo psichiatra prescrivente. Aggiungo inoltre che sarebbe opportuno affiancare al trattamento farmacologico la psicoterapia, al fine di guardare ad un benessere più a lungo termine. Cordiali saluti Dott. Diego Ferrara
Buongiorno, mi spiace molto Signora. Brintellix è sicuramente un farmaco molto leggero, potrebbe aver senso andare a piena dose e valutare un cambio ad una terapia più incisiva probabilmente, le consiglio di discuterne col suo curante
Salve signora, mi dispiace molto per questa grave e dolorosa perdita, dev'essere veramente dura! Le suggerisco innanzitutto una visita da uno specialista psichiatra per rivalutazione e monitoraggio della terapia farmacologica. Sarebbe inoltre opportuno iniziare una psicoterapia per trattare la depressione, così da ritrovare il suo benessere psicologico. Saluti
Buongiorno, quando si ha una sofferenza profonda, come quella derivata da un lutto grave, la terapia farmacologica non è sufficiente e va accompagnata da un percorso psicoterapeutico. Mi è capitato spesso nel lavoro che faccio di accompagnare persone attraverso questo tipo di situazione. Se vuole, mi contatti per una consulenza, anche online. Dott.ssa Elena Agio
Prima di tutto vorrei farle le mie condoglianze. Il lutto per una persona cara comporta un'esposizione a emozioni sopraffacenti, a cambiamenti neurobiologici che devono essere conosciuti ed esplorati con un costante supporto in maniera da aiutare la persona che rimane a mantenere un'oscillazione equilibrata tra perdita e ricostruzione in maniera da mantenere il legame continuo con la persona mancata ma con caratteristiche di integrazione nella propria storia di vita e non di interruzione della stessa. Lo stato di prostrazione in cui lei si trova non regredirà con gli antidepressivi , è necessario un percorso effettuato con persone preparate sul lutto in maniera che possano illustrarle con competenza cosa sta accadendo e come uscire da questa situazione.
È una condizione piuttosto comune anche perché la sua depressione è reattiva e non endogena e quindi di non immediata risoluzione se non si affianca una opportuna psicoterapia. Occorre in questi casi incrementare il dosaggio o cambiare molecola antidepressiva. ovviamente sempre secondo il giudizio medico.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.

