Oggi mi sveglio subito con questo pensiero e convinzione perche ieri ho avuto solo pensieri ossessiv
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Oggi mi sveglio subito con questo pensiero e convinzione perche ieri ho avuto solo pensieri ossessivi e sensazioni, idem oggi, a scuola mi torna il pensiero e mi manda in totale confusione e mi porta a credere attentamente che io sia gay e non ce nulla da fare perche sentivo come se non volevo tornare piu come prima con le ragazze e altro, mi ha portato ad una confusione e pianto e paura del giudizio degli altri, il fatto e che al inizio era paura intensa poi è scomparsa totalmente insieme ai pensieri dimenticandomi e poi e tornata come un secondo round e solo al inizio paura e ansia e ora non più, io consulto molto l'intelligenza artificiale con questo, e mi fa pensare che questo sia un periodo di accettazione e riflessione.. attualmente sto un po meglio per aver preso delle gocce contro stress e ansia.
Capisco quanto possa essere difficile convivere con pensieri intrusivi e sensazioni che generano confusione e paura del giudizio. Quando la mente tende a rimuginare su un tema, spesso si tratta di un meccanismo ansioso o ossessivo che può amplificare i dubbi e alimentare il disagio.
Le consiglio di rivolgersi a uno psicoterapeuta per comprendere meglio l’origine di questi pensieri e imparare a gestirli in modo efficace. Un percorso cognitivo-comportamentale può essere molto utile per ritrovare maggiore calma e chiarezza.
Dott.ssa Francesca Murgia, Psicologa Psicoterapeuta
Le consiglio di rivolgersi a uno psicoterapeuta per comprendere meglio l’origine di questi pensieri e imparare a gestirli in modo efficace. Un percorso cognitivo-comportamentale può essere molto utile per ritrovare maggiore calma e chiarezza.
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Ciao,
capisco quanto possa essere difficile vivere questa confusione e la sensazione di perdita di controllo sui pensieri. Nel mio approccio cognitivo-neuropsicologico lavoriamo proprio su questi meccanismi, per comprendere come si generano e imparare a gestirli in modo più efficace.
Nel primo colloquio potremo esplorare insieme ciò che sta accadendo e definire un percorso mirato per ridurre l’ansia e ritrovare maggiore stabilità.
Se vuoi, possiamo fissare un incontro nei prossimi giorni.
Un caro saluto
Mariella Bellotto
capisco quanto possa essere difficile vivere questa confusione e la sensazione di perdita di controllo sui pensieri. Nel mio approccio cognitivo-neuropsicologico lavoriamo proprio su questi meccanismi, per comprendere come si generano e imparare a gestirli in modo più efficace.
Nel primo colloquio potremo esplorare insieme ciò che sta accadendo e definire un percorso mirato per ridurre l’ansia e ritrovare maggiore stabilità.
Se vuoi, possiamo fissare un incontro nei prossimi giorni.
Un caro saluto
Mariella Bellotto
Grazie per aver raccontato quello che stai passando. Capisco che questi pensieri ti stiano creando molta confusione e paura — soprattutto quando sembrano così forti da farti dubitare di te stesso.
Da quello che descrivi, sembra che tu stia vivendo dei pensieri ossessivi, cioè pensieri che arrivano all’improvviso, si ripetono anche se non vuoi, e ti fanno sentire in ansia o spaventato. È normale che questo ti faccia stare male e che tu cerchi di capire se “significa qualcosa di vero”. A volte è cosi, ma spesso no: i pensieri ossessivi sono un modo in cui l’ansia si manifesta.
È importante non cercare continuamente conferme o risposte (anche online o tramite intelligenze artificiali), perché questo può far aumentare la confusione. Piuttosto, prova a notare quando arrivano questi pensieri — ad esempio in momenti di stress, stanchezza o paura — e a ricordare che non definiscono la tua identità.
Le gocce per l’ansia possono aiutare un po’ con i sintomi fisici, ma un passo ulteriore sarebbe parlarne con uno psicologo, così da capire insieme come gestire questi pensieri e ritrovare un po’ di serenità.
Non c’è niente di “sbagliato” in te: stai solo affrontando un periodo di forte ansia e incertezza, che con l’aiuto giusto può migliorare davvero.
Un caro saluto,
Dott.ssa Saida Alaya
Da quello che descrivi, sembra che tu stia vivendo dei pensieri ossessivi, cioè pensieri che arrivano all’improvviso, si ripetono anche se non vuoi, e ti fanno sentire in ansia o spaventato. È normale che questo ti faccia stare male e che tu cerchi di capire se “significa qualcosa di vero”. A volte è cosi, ma spesso no: i pensieri ossessivi sono un modo in cui l’ansia si manifesta.
È importante non cercare continuamente conferme o risposte (anche online o tramite intelligenze artificiali), perché questo può far aumentare la confusione. Piuttosto, prova a notare quando arrivano questi pensieri — ad esempio in momenti di stress, stanchezza o paura — e a ricordare che non definiscono la tua identità.
Le gocce per l’ansia possono aiutare un po’ con i sintomi fisici, ma un passo ulteriore sarebbe parlarne con uno psicologo, così da capire insieme come gestire questi pensieri e ritrovare un po’ di serenità.
Non c’è niente di “sbagliato” in te: stai solo affrontando un periodo di forte ansia e incertezza, che con l’aiuto giusto può migliorare davvero.
Un caro saluto,
Dott.ssa Saida Alaya
Buongiorno, le suggerirei di iniziare un percorso psicologico che possa aiutarla a comprendere e gestire al meglio tali pensieri e lo stress e l'ansia che comportano. Se ne avesse necessità sono a sua disposizione in presenza o online, per una terapia di tipo relazionale integrata, con il supporto di varie tecniche personalizzate in base al paziente, ai suoi bisogni ed obiettivi con evidenza scientifica. Dott.ssa Susanna Scainelli
Sembra che lei stia attraversando un momento di disagio dovuti pensieri intrusivi che le è difficile gestire. Deve, tuttavia, sapere, che il fatto di avere questi pensieri non vuol dire che siano reali, più probabilmente questi pensieri possono avere a che fare con un periodo di forte stress e ansia che la portano a sviluppare dei meccanismi ossessivi, in questo caso sul suo orientamento sessuale producendo in lei forte disagio e dubbio. E' importante che lei sia consapevole di questo disagio e che si sia fatto prescrivere un farmaco per gestire l'ansia. Le consiglio comuqnue di rivolgersi ad un professionista che possa aiutarla a gestire i pensieri intrusivi, ridurre l'ansia e ritrovare fiducia in se stesso.
Ciao,
quello che descrivi è un vissuto molto tipico di chi attraversa un periodo di forte ansia ossessiva legata all’identità o all’orientamento sessuale. I pensieri che riferisci – il dubbio continuo, la paura di “non tornare più come prima”, la confusione, il pianto, la perdita momentanea di emozioni o attrazioni – non indicano necessariamente un cambiamento reale del tuo orientamento, ma un meccanismo ossessivo che si nutre proprio dell’incertezza e del bisogno di rassicurazione.
Questi pensieri non sono “scelte” né “verità improvvise”, ma forme intrusive dell’ansia, cioè idee che si impongono alla mente in modo ripetitivo e incontrollato, generando paura, dubbi e senso di colpa. È per questo che alterni momenti di paura intensa e momenti in cui sembra tutto più calmo: il ciclo dell’ossessione funziona così, si alimenta quando cerchi di capirla o “risolverla” razionalmente.
Il fatto che tu ti senta un po’ meglio dopo aver assunto un ansiolitico indica che l’ansia è un fattore centrale del problema, non un semplice corollario. Ti suggerirei di parlarne con il tuo psicologo (se già sei seguito) o di iniziare un percorso mirato: il trattamento cognitivo-comportamentale è molto efficace per il DOC da orientamento sessuale o per le forme ossessive legate all’identità.
Nel frattempo, prova a ricordare che non devi definire te stesso in base ai pensieri che hai, ma in base a ciò che vivi con serenità e autenticità nel tempo. I pensieri ossessivi passano, la tua identità resta.
quello che descrivi è un vissuto molto tipico di chi attraversa un periodo di forte ansia ossessiva legata all’identità o all’orientamento sessuale. I pensieri che riferisci – il dubbio continuo, la paura di “non tornare più come prima”, la confusione, il pianto, la perdita momentanea di emozioni o attrazioni – non indicano necessariamente un cambiamento reale del tuo orientamento, ma un meccanismo ossessivo che si nutre proprio dell’incertezza e del bisogno di rassicurazione.
Questi pensieri non sono “scelte” né “verità improvvise”, ma forme intrusive dell’ansia, cioè idee che si impongono alla mente in modo ripetitivo e incontrollato, generando paura, dubbi e senso di colpa. È per questo che alterni momenti di paura intensa e momenti in cui sembra tutto più calmo: il ciclo dell’ossessione funziona così, si alimenta quando cerchi di capirla o “risolverla” razionalmente.
Il fatto che tu ti senta un po’ meglio dopo aver assunto un ansiolitico indica che l’ansia è un fattore centrale del problema, non un semplice corollario. Ti suggerirei di parlarne con il tuo psicologo (se già sei seguito) o di iniziare un percorso mirato: il trattamento cognitivo-comportamentale è molto efficace per il DOC da orientamento sessuale o per le forme ossessive legate all’identità.
Nel frattempo, prova a ricordare che non devi definire te stesso in base ai pensieri che hai, ma in base a ciò che vivi con serenità e autenticità nel tempo. I pensieri ossessivi passano, la tua identità resta.
Buonasera,
quello che descrive sembra un vissuto molto intenso, caratterizzato da pensieri ricorrenti, dubbi identitari e un forte bisogno di capire “la verità” su di sé. In molti casi, quando la mente si blocca in questo tipo di riflessione continua e dolorosa, si tratta di ossessioni a contenuto identitario, cioè pensieri intrusivi che generano ansia e che spingono a cercare conferme o rassicurazioni — anche attraverso l’intelligenza artificiale o altre fonti — nel tentativo di ridurre l’incertezza.
Nell’approccio cognitivo-comportamentale di terza generazione, il lavoro terapeutico non consiste nel trovare una risposta definitiva al pensiero (“sono o non sono”), ma nel modificare il modo in cui si reagisce ad esso: imparare a riconoscere che il pensiero non è un fatto, ma un evento mentale passeggero, e che la serenità arriva non dal controllo, ma dall’accettazione e dalla flessibilità psicologica.
Le consiglio di parlarne con uno psicologo specializzato in disturbi ossessivi o ansia da contenuto sessuale: un percorso di questo tipo può aiutarla a ritrovare equilibrio e libertà dai pensieri intrusivi.
Rimango a disposizione, anche online, per approfondire insieme questi vissuti e aiutarla a gestirli con strumenti concreti e rispettosi della sua esperienza.
Un caro saluto,
Dott. Ivan De Lucia
quello che descrive sembra un vissuto molto intenso, caratterizzato da pensieri ricorrenti, dubbi identitari e un forte bisogno di capire “la verità” su di sé. In molti casi, quando la mente si blocca in questo tipo di riflessione continua e dolorosa, si tratta di ossessioni a contenuto identitario, cioè pensieri intrusivi che generano ansia e che spingono a cercare conferme o rassicurazioni — anche attraverso l’intelligenza artificiale o altre fonti — nel tentativo di ridurre l’incertezza.
Nell’approccio cognitivo-comportamentale di terza generazione, il lavoro terapeutico non consiste nel trovare una risposta definitiva al pensiero (“sono o non sono”), ma nel modificare il modo in cui si reagisce ad esso: imparare a riconoscere che il pensiero non è un fatto, ma un evento mentale passeggero, e che la serenità arriva non dal controllo, ma dall’accettazione e dalla flessibilità psicologica.
Le consiglio di parlarne con uno psicologo specializzato in disturbi ossessivi o ansia da contenuto sessuale: un percorso di questo tipo può aiutarla a ritrovare equilibrio e libertà dai pensieri intrusivi.
Rimango a disposizione, anche online, per approfondire insieme questi vissuti e aiutarla a gestirli con strumenti concreti e rispettosi della sua esperienza.
Un caro saluto,
Dott. Ivan De Lucia
Capisco quanto questi pensieri possano essere intensi e spaventarti. Quello che descrivi, oscillazioni tra paura intensa e temporaneo sollievo, difficoltà a “sentire” come prima, è molto coerente con il funzionamento dell’ansia e dei pensieri ossessivi, soprattutto quando riguardano temi identitari importanti.
È importante distinguere tra orientamento sessuale e pensieri ossessivi sul proprio orientamento.
Il fatto che le gocce per l’ansia ti abbiano dato sollievo è un’ulteriore conferma che il nucleo del problema è l’ansia stessa, non l’orientamento.
Non sei in un “periodo di accettazione”, ma piuttosto in un periodo di vulnerabilità ansiosa, in cui la tua mente aggancia un contenuto molto delicato e lo trasforma in dubbio ossessivo. È un meccanismo ben conosciuto e trattabile.
Non c’è nulla di “irreversibile” in ciò che provi. Tornerai a sentirti in equilibrio man mano che l’ansia si abbassa e smetterai di interpretare ogni sensazione come una “prova” contro di te.
È importante distinguere tra orientamento sessuale e pensieri ossessivi sul proprio orientamento.
Il fatto che le gocce per l’ansia ti abbiano dato sollievo è un’ulteriore conferma che il nucleo del problema è l’ansia stessa, non l’orientamento.
Non sei in un “periodo di accettazione”, ma piuttosto in un periodo di vulnerabilità ansiosa, in cui la tua mente aggancia un contenuto molto delicato e lo trasforma in dubbio ossessivo. È un meccanismo ben conosciuto e trattabile.
Non c’è nulla di “irreversibile” in ciò che provi. Tornerai a sentirti in equilibrio man mano che l’ansia si abbassa e smetterai di interpretare ogni sensazione come una “prova” contro di te.
Buongiorno.
Non specifica l'età, ma parlando di scuola suppongo che lei sia giovane. È comunque normale avere un po' di confusione sulla propria sessualità. Le consiglio di iniziare a seguire un percorso di sostegno psicologico per cercare di ritrovarsi e capire meglio sé stesso. Questo pian piano la farà sentire meglio e meno disorientato.
La saluto e le auguro il meglio.
Non specifica l'età, ma parlando di scuola suppongo che lei sia giovane. È comunque normale avere un po' di confusione sulla propria sessualità. Le consiglio di iniziare a seguire un percorso di sostegno psicologico per cercare di ritrovarsi e capire meglio sé stesso. Questo pian piano la farà sentire meglio e meno disorientato.
La saluto e le auguro il meglio.
Buongiorno,
comprendo l’intensità dell’attivazione emotiva che descrive.
Da ciò che racconta, il funzionamento è coerente con un ciclo di pensieri ossessivi, che tende ad acutizzarsi in alcuni momenti della giornata e a riattivarsi a ondate.
È importante che lei tenga a mente un punto centrale: i pensieri ossessivi non definiscono chi sei e non vanno interpretati come segnali di verità, soprattutto quando sono accompagnati da confusione, ansia e bisogno di rassicurazione.
La ricerca continua di risposte (anche tramite AI) può dare sollievo nell’immediato, ma nel tempo rafforza il loop ossessivo, mantenendo il problema.
In questa fase non è utile analizzare o chiarire il contenuto dei pensieri, ma lavorare sul meccanismo che li genera.
Per questo è indicato affrontare questi vissuti all’interno di uno spazio psicologico strutturato, che permetta di ridurre l’ansia e interrompere il ciclo.
Resto a disposizione.
comprendo l’intensità dell’attivazione emotiva che descrive.
Da ciò che racconta, il funzionamento è coerente con un ciclo di pensieri ossessivi, che tende ad acutizzarsi in alcuni momenti della giornata e a riattivarsi a ondate.
È importante che lei tenga a mente un punto centrale: i pensieri ossessivi non definiscono chi sei e non vanno interpretati come segnali di verità, soprattutto quando sono accompagnati da confusione, ansia e bisogno di rassicurazione.
La ricerca continua di risposte (anche tramite AI) può dare sollievo nell’immediato, ma nel tempo rafforza il loop ossessivo, mantenendo il problema.
In questa fase non è utile analizzare o chiarire il contenuto dei pensieri, ma lavorare sul meccanismo che li genera.
Per questo è indicato affrontare questi vissuti all’interno di uno spazio psicologico strutturato, che permetta di ridurre l’ansia e interrompere il ciclo.
Resto a disposizione.
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