Non si rilevano alterazioni di segnale da lesioni alla porzione distale del midollo spinale, al cono

Non si rilevano alterazioni di segnale da lesioni alla porzione distale del midollo spinale, al cono midollare con estremità caudale a livello di L1 ed alle radici della cauda nè lesioni ossee a focolaio o aree di edema della spongiosa ossea ai somi, valutabili da D12. Canale vertebrale d'ampiezza nei limiti di norma. L1-L2, L2-L3, L3-L4: non si rilevano protrusioni discali L4-L5: accenno a minimo bulging L5-S1: disco disidratato ed assottigliato con protrusone disco-osteofitosica pre-intraforaminale destra con netta impronta sul sacco durale.

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Il referto descrive una colonna lombare sostanzialmente conservata nei tratti superiori, senza segni di lesioni midollari o problematiche rilevanti fino a L4. Il dato principale è a livello L5-S1, dove il disco appare disidratato e ridotto di spessore, con una protrusione disco-osteofitosica che impronta il sacco durale, soprattutto a destra. Si tratta di un quadro degenerativo piuttosto comune, che può essere responsabile di lombalgia e, se coinvolge le radici nervose, anche di sintomi tipo sciatalgia sul lato destro. Non è descritta una vera ernia espulsa, ma una protrusione che comunque può dare fastidio se entra in contatto con le strutture nervose. In assenza di deficit neurologici importanti, l’approccio è generalmente conservativo, con fisioterapia mirata, esercizi di rinforzo e gestione del carico. Solo nei casi in cui il dolore sia persistente o invalidante, oppure compaiano disturbi neurologici significativi, si prendono in considerazione trattamenti più invasivi.

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