Gentili Medici,vi scrivo dalla Campania e vorrei sottoporre alla vostra attenzion
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Gentili Medici,vi scrivo dalla Campania
e vorrei sottoporre alla vostra attenzione il mio caso per valutare l'opportunità di evitare o rimandare l'intervento di colecistectomia, alla luce dei seguenti fatti:
1. Descrizione dei sintomi e decorso clinico:
A metà febbraio ho avvertito un senso di 'nodo e attorcigliamento' al fianco destro, bruciore alle spalle e leggera nausea. Non ho mai avuto crisi violente, coliche biliari classiche, crampi o diarrea. Dal 20 febbraio assumo Deursil 450 mg e da allora sono completamente asintomatico.
2. Valorizzazione dei parametri biochimici (PCR):
Il 17 febbraio le analisi erano alterate, ma i controlli settimanali attuali sono tutti ottimi. In particolare, la normalizzazione della PCR è per me la prova oggettiva che l’infiammazione segnalata dai radiologi è, in questo momento, spenta.
3. Correzione e interpretazione dei referti (Ecografia vs RM):
Nonostante l'ecografia del 04/03 parlasse di 'litiasi millimetrica', la successiva RM del 05/03 (strumento più preciso) identifica un singolo calcolo endoluminale. Questo punto mi sembra fondamentale a favore di una minore instabilità rispetto a una sabbia biliare diffusa. Il referto segnala ancora 'flogosi parietale' e pancreatica, ma le analisi cliniche attuali e la PCR dicono il contrario.
Il mio medico di base, vista questa rapidissima risoluzione e il quadro di calcolo singolo, è dubbioso sulla reale urgenza dell'intervento.
Le mie domande sono:
Trattandosi di un calcolo singolo e con analisi ora perfette, il rischio di una nuova migrazione o di complicazioni è tale da giustificare comunque la chirurgia immediata?
La 'flogosi' vista in RM può essere considerata un esito in via di risoluzione di un episodio ormai superato?
Esiste la possibilità di un protocollo di monitoraggio ecografico e terapia medica (Deursil) per evitare l'asportazione della colecisti finché rimango asintomatico?"
e vorrei sottoporre alla vostra attenzione il mio caso per valutare l'opportunità di evitare o rimandare l'intervento di colecistectomia, alla luce dei seguenti fatti:
1. Descrizione dei sintomi e decorso clinico:
A metà febbraio ho avvertito un senso di 'nodo e attorcigliamento' al fianco destro, bruciore alle spalle e leggera nausea. Non ho mai avuto crisi violente, coliche biliari classiche, crampi o diarrea. Dal 20 febbraio assumo Deursil 450 mg e da allora sono completamente asintomatico.
2. Valorizzazione dei parametri biochimici (PCR):
Il 17 febbraio le analisi erano alterate, ma i controlli settimanali attuali sono tutti ottimi. In particolare, la normalizzazione della PCR è per me la prova oggettiva che l’infiammazione segnalata dai radiologi è, in questo momento, spenta.
3. Correzione e interpretazione dei referti (Ecografia vs RM):
Nonostante l'ecografia del 04/03 parlasse di 'litiasi millimetrica', la successiva RM del 05/03 (strumento più preciso) identifica un singolo calcolo endoluminale. Questo punto mi sembra fondamentale a favore di una minore instabilità rispetto a una sabbia biliare diffusa. Il referto segnala ancora 'flogosi parietale' e pancreatica, ma le analisi cliniche attuali e la PCR dicono il contrario.
Il mio medico di base, vista questa rapidissima risoluzione e il quadro di calcolo singolo, è dubbioso sulla reale urgenza dell'intervento.
Le mie domande sono:
Trattandosi di un calcolo singolo e con analisi ora perfette, il rischio di una nuova migrazione o di complicazioni è tale da giustificare comunque la chirurgia immediata?
La 'flogosi' vista in RM può essere considerata un esito in via di risoluzione di un episodio ormai superato?
Esiste la possibilità di un protocollo di monitoraggio ecografico e terapia medica (Deursil) per evitare l'asportazione della colecisti finché rimango asintomatico?"
Gentilissimo
da linee guida se ha avuto una complicanza della colelitiasi (ovvero la colecistite), l'indicazione è l'intervento di colecistectomia essendo esposto ad un rischio aumentato rispetto alla popolazione generale di pancreatite, colangite e ittero. Poiché l'intervento (ovviamente se eseguito in un centro di livello) ha un impatto molto baso sulla qualità di vita (in genere i pazienti si dimenticano di averlo fatto), mi sento di consigliarle di sottoporsi ad intervento in considerazione del fatto che una riacutizzazione non è prevedibile eseguendo degli esami strumentali e anche il deursil ha un utilità non dimostrata.
cordiali saluti
da linee guida se ha avuto una complicanza della colelitiasi (ovvero la colecistite), l'indicazione è l'intervento di colecistectomia essendo esposto ad un rischio aumentato rispetto alla popolazione generale di pancreatite, colangite e ittero. Poiché l'intervento (ovviamente se eseguito in un centro di livello) ha un impatto molto baso sulla qualità di vita (in genere i pazienti si dimenticano di averlo fatto), mi sento di consigliarle di sottoporsi ad intervento in considerazione del fatto che una riacutizzazione non è prevedibile eseguendo degli esami strumentali e anche il deursil ha un utilità non dimostrata.
cordiali saluti
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