Nel maggio 2025 rileva una variazione nella consistenza dello sperma. Primo approfondimento ecograf

2 risposte
Nel maggio 2025 rileva una variazione nella consistenza dello sperma.
Primo approfondimento ecografico: varicocele di I grado.
Seconda valutazione urologica: varicocele di III grado.

Giugno 2025: primo spermiogramma → parametri nella norma, con riduzione della concentrazione (8 milioni/ml).
Luglio 2025: tentativo di scleroembolizzazione, interrotto per tortuosità del sistema venoso.
Ottobre 2025: nuova visita urologica e spermiogramma → quadro invariato.
Novembre 2025: intervento chirurgico di varicocelectomia, decorso post-operatorio regolare.

Il 12 novembre 2025 compare sull’asta del pene un cordoncino palpabile, esteso dal pube fino a poco sotto il glande, percepibile sia a pene flaccido sia in erezione, flessibile e indolore.
Nel tempo questo cordoncino tende progressivamente a ridursi.

Dicembre 2025: visita urologica → nessun reperto patologico evidente.
Gennaio 2026: ecografia peniena e testicolare → quadro generale nella norma; il reperto viene interpretato come ectasia vascolare superficiale, senza segni di trombosi o patologia.
Ulteriori valutazioni urologiche successive → nessun reperto patologico.

Attualmente: persistenza di cordoncini palpabili sul lato sinistro dell’asta del pene, più evidenti in erezione, duri al tatto, presenti da circa due mesi e mezzo.
Ecografia addominale (gennaio) negativa.
La ferita chirurgica appare correttamente cicatrizzata e il quadro testicolare è nella norma.

Riferisco la persistenza di fastidi locali e un disagio psicologico legato alla percezione di una variazione anatomica dell’asta del pene rispetto al passato.
La consistenza del liquido seminale è rimasta invariata ed è tendenzialmente fluida e acquosa.
Non riferisco difficoltà erettili né problemi di funzione sessuale.

di cosa potrebbe trattarsi? Grazie mille per la vostra disponibilità.
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Dubito fortemente che i parametri spermatici siano nella norma: attenzione a non confondere le percentuali relative alla probabilità di gravidanza (quelle della tabella WHO) spontanea con uno stato normale. Daltra parte un varicocele trascinato a lungo, oltre a ridurre drasticamente la concentrazione di spermatozoi che è bassa in termini assoluti e sarà bassissima in termini orari, in ogni caso tale ridurre la probabilità di gravidanza a meno del 1% su base annua Lei non riporta i dati, ma da quanto descrive anche lo spermiogramma ma in realtà presenteranno alterazioni importanti anche se nelle visite da lei effettuate minimizzate. Difficile anche sostenere la normalità quantomeno dimensionale dei testicoli, soprattutto del lato del varicocele (suppongo il sx), così come per il quadro pelvico-prostatico. Tra l'altro i cordoncini citati sono certamente vene trombizzate e correlate sia al varicocele che alla congestione infiammatoria pelvico-prostatica... ma anche qui tutto sembra essere stato sottovalutato o minimizzato... non dandole così utili soluzioni. Infatti, nonostante la varcocelectomia, non riporta terapie utili di recupero né dati adeguati e non sul suo stato complessivo; la qualità spermatica acquosa del controllo citato è segnale della disfunzione genitale complessiva. Credo sia molto meglio che lei cerchi un ottimo andrologo che riprenda in mano tutta la situazione e la rivaluti con attenzione ed i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina)
e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati. La attenta interpretazione dei dati consentirà di attivare la utile strategia terapeutica.

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é possibile, da quello che descrive di una cosiddetta sindrome di Mondor, paragonabile ad una lieve tromboflebite delle vene superficiali del pene, comunque non correlata alla sua storia clinica di varicocele.

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