Buongiorno, chiedo gentilmente: sono Mauro, ho 62 anni sportivo da sempre, facendo una ecocolordoppl
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Buongiorno, chiedo gentilmente: sono Mauro, ho 62 anni sportivo da sempre, facendo una ecocolordoppler tronchi sovra ortici, (e per dolori nel girare il collo, poi rivelatosi dolori cervicali ) ecografista ha riscontrato una stenosi del 25% a destra e 40% a sinistra , poi parlando con il medico di Base ,sto prendendo statina e dieta specifica, ( CHIEDO SE POSSO CONTINUARE LA MIA ATTIVITA AGONISTICA DI ENDURO/MOTOCROSS ) ? O CI SONO TROPPE SOLLECITAZIONI?
HO GIA' FATTO LA VISITA PER LICENZA AGONISTICA.. GRAZIE DISTINTI SALUTI ,MAURO.
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Buongiorno. Dal punto di vista vascolare nessuna controindicazione.
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Buongiorno Mauro, la sua domanda merita una risposta onesta e diretta.
Le stenosi che descrive sono lievi-moderate e la terapia che sta seguendo è quella corretta. Dal punto di vista strettamente vascolare non siamo in una situazione di allarme immediato.
Detto questo, voglio essere franca con lei: nella vita ognuna di noi si trova a scegliere quali rischi è disposta ad accettare. Lei ha davanti due ordini di rischio distinti. Il primo è il rischio legato alle sue placche carotidee, attualmente basso e gestito con la terapia in corso, ma che esiste e va monitorato. Il secondo è il rischio intrinseco dell’enduro e del motocross, che lei conosce meglio di chiunque altro dopo una vita di sport: cadute, traumi cervicali, vibrazioni, adrenalina.
Nessun medico può dirle con certezza assoluta che continuare l’enduro la danneggerà, così come nessuno può garantirle che smettere la renderà immortale.
Il mio consiglio è di continuare a vivere la sua vita e le sue passioni senza trascurare il rischio legato alla malattia, che va monitorata nel tempo. Il motivo per cui si fa screening è proprio quello di correggere i fattori di rischio per poter continuare a vivere la propria vita e le proprie passioni al meglio.
Buona fortuna!
Le stenosi che descrive sono lievi-moderate e la terapia che sta seguendo è quella corretta. Dal punto di vista strettamente vascolare non siamo in una situazione di allarme immediato.
Detto questo, voglio essere franca con lei: nella vita ognuna di noi si trova a scegliere quali rischi è disposta ad accettare. Lei ha davanti due ordini di rischio distinti. Il primo è il rischio legato alle sue placche carotidee, attualmente basso e gestito con la terapia in corso, ma che esiste e va monitorato. Il secondo è il rischio intrinseco dell’enduro e del motocross, che lei conosce meglio di chiunque altro dopo una vita di sport: cadute, traumi cervicali, vibrazioni, adrenalina.
Nessun medico può dirle con certezza assoluta che continuare l’enduro la danneggerà, così come nessuno può garantirle che smettere la renderà immortale.
Il mio consiglio è di continuare a vivere la sua vita e le sue passioni senza trascurare il rischio legato alla malattia, che va monitorata nel tempo. Il motivo per cui si fa screening è proprio quello di correggere i fattori di rischio per poter continuare a vivere la propria vita e le proprie passioni al meglio.
Buona fortuna!
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