Infiammazione braccia/mani Buongiorno, sono una ragazza di 32 anni. Da fine 2024 ho un problema
Infiammazione braccia/mani Buongiorno, sono una ragazza di 32 anni. Da fine 2024 ho un problema persistente a entrambe le braccia/polsi, in modo abbastanza simmetrico. Attualmente il dolore si concentra soprattutto: - Mani, in particolare nella parte interna del pollice / parte del palmo - Gomiti - Avambracci - Polsi Quando il dolore si intensifica, le mani diventano molto calde al tatto. Il fastidio/infiammmazione lo sento più spesso la mattina molto presto, verso le 5, tanto da svegliarmi, o la sera, quando mi siedo in divano Il problema va avanti ormai da mesi e mi ha costretto ad interrompere la palestra in quanto con esercizi alle braccia poi sentivo più dolore, e tutti gli esami fatti, di seguito, oltre ad essere costosi perché maggior parte in privato non hanno portato ad una risoluzione. Visite ed esami: • visita ortopedica: inizialmente era stata ipotizzata una tendinite dei flessori di entrambe le mani • visita reumatologica: non risultavano segni clinici chiari di artrite; veniva riportata soprattutto epicondilite bilaterale • visita fisiatrica: quadro descritto come epicondilalgia mediale e laterale con persistenza del dolore da ottobre 2024 • RX mani/gomiti: senza alterazioni importanti; solo minime riduzioni di alcuni spazi articolari della mano • elettromiografia arti superiori risultata nei limiti • ecografia gomiti e mani: riportata come nella norma nella documentazione reumatologica • esami del sangue: sostanzialmente nella norma, senza evidenza chiara di infiammazione sistemica o malattia reumatologica; ANA negativi, fattore reumatoide nei limiti, VES e PCR non elevate • RM rachide cervicale di marzo 2026: riduzione della fisiologica lordosi cervicale, lievi segni degenerativi tra C3 e C6 e minimo bulging tra C5-C6 e C6-C7, senza ernie discali e con canale spinale conservato • RM encefalo + angio RM intracranica di febbraio 2026: non risultano alterazioni patologiche del cervello; non si vedono lesioni, né dilatazioni aneurismatiche o malformazioni vascolari. È stato però segnalato un aspetto dell’ipofisi definito verosimilmente parafisiologico in rapporto all’età, con suggerimento di eventuale valutazione endocrinologica e possibile approfondimento mirato solo se ritenuto utile clinicamente Farmaci e terapie assunti nel tempo Ortopedico: Tauxib x 20 gg Aminotrofic Reumatologa: Etoricoxib x 20 gg Tendhyal x 20 gg Medico di base e fisiatra: Pregabalin Teva (4 scatole) Terapia Dry Needling e Neuro-Prolo terapia Altri integratori: Normast MPS Tiobec Tendisulfur L’unico farmaco che mi faceva dormire meglio era il Pregabalin, che però causava giramenti di testa al mattino e a volte vista sfocata. Altre cose su di me, in passato ha avuto il Covid, senza sintomi gravi e non ha altre patologie rilevanti, a parte intestino irritabile, che riesco a tenere sotto controllo limitando i cibi FODMAP Vorrei capire se possa essere stato escluso qualcosa, una causa infiammatoria di qualche tipo, perché è un’agonia svegliarsi quasi tutte le mattine presto per l’aumento del dolore, che poi dopo colazione tende a diminuire. Grazie.
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Buongiorno. Descrizione molto dettagliata con buona parte degli approfondimenti e visite effettuate, oltre ai vari approcci terapeutici. La tipologia di dolore che presenta queste caratteristiche un pò miste, con buona risposta a farmaci che modulano la sensazione del dolore, spinge di più per un quadro di dolore miofasciale regionale; essendo già stata valutata da diversi specialisti ed è stato riscontrato solo una tendinite che può essere secondaria ad un uso eccessivo (overuse, spesso nei movimenti ripetitivi o di sovraccarico). Sono state escluse quadri infiammatori articolari cronici. Per questi quadri l'approccio con miglior beneficio a medio e lungo termine è la terapia fisica, con attività fisica adattata con stretching; nel breve si utilizzano dei modulatori del dolore. Conviene effettuare una valutazione fisiatrica che indica l'approccio fisico, eventuale rivalutazione reumatologica per la terapia modulatoria ed eventuale infiltrazione se persiste ancora un quadro di epicondilite (ecografia con segni di infiammazione) e proseguire con un graduale recupero funzionale.
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