Il mio ortopedico mi ha parlato di segno della raspa positivo durante la visitata e di una pulizia d
Il mio ortopedico mi ha parlato di segno della raspa positivo durante la visitata e di una pulizia del ginocchio in artroscopia.Il tutto a seguito anche della lettura di questa risonanza. Esame eseguito con sequenze PD, FFET2 e STIR, secondo piani di scansione assiali, sagittali e coronali. Sfumata minima alterazione di segnale del corno posteriore del menisco mediale ed anteriore del laterale con contestuale sottile falda sinoviale. Discretamente ispessito e tendinosico il quadricipitale in sede inserzionale rotulea. Alterazione di segnale e disomogeneità del crociato anteriore, modicamente edematoso e con aspetto lievemente deflesso. Regolare segnale e morfologia dei collaterali, del crociato posteriore, del tendine popliteo e rotuleo. Segni di sinovite reattiva nel pivot centrale. Rotula in asse. Discreta falda di versamento articolare nel recesso sovra e retrorotuleo e nel cavo popliteo. Consigli?sono un ragazzo di 35 anni sportivo
1 risposta
Capisco il suo dubbio, soprattutto perché è giovane e sportivo, e quindi l’idea di un intervento va sempre valutata con attenzione. Dalla risonanza non emerge una lesione grave e netta che da sola imponga necessariamente un’artroscopia. Si evidenziano segni di sofferenza del ginocchio: una lieve alterazione dei menischi senza una vera rottura importante, un legamento crociato anteriore un po’ sofferente ma non rotto, infiammazione interna (sinovite), presenza di liquido e segni di sovraccarico del tendine del quadricipite. Il “segno della raspa positivo” di cui le ha parlato l’ortopedico è spesso legato a una sofferenza della cartilagine, cioè a una superficie articolare non perfettamente liscia. In un quadro come questo, oggi non sempre si va subito verso un’artroscopia di “pulizia”, soprattutto in un paziente giovane. Nella maggior parte dei casi si prova prima una terapia conservativa ben impostata, perché molte situazioni simili migliorano senza bisogno di chirurgia. Un percorso fisioterapico mirato, associato a una gestione corretta dei carichi e dell’attività sportiva, può ridurre dolore e infiammazione in modo significativo. L’intervento diventa più indicato se i sintomi persistono nonostante le cure fatte bene, oppure se compaiono disturbi meccanici importanti come blocchi articolari o cedimenti. Per questo motivo, se non ha questi sintomi marcati, può essere ragionevole prendersi del tempo e tentare un recupero conservativo prima di decidere. In sintesi, non sembra una situazione da operare obbligatoriamente subito, ma una condizione che merita prima un tentativo serio di trattamento non chirurgico, con buone possibilità di miglioramento.
Ottieni una risposta grazie al consulto online
Hai bisogno del consiglio di uno specialista? Prenota un consulto online: riceverai tutte le risposte senza uscire di casa.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.
