Ho avuto tanti problemi nella vita ma mai grossi problemi a livello sessuale. Anzi, probabilmente er
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Ho avuto tanti problemi nella vita ma mai grossi problemi a livello sessuale. Anzi, probabilmente era l'unica cosa su cui ero abbastanza sicuro.
Da qualche settimana (forse più di un mese) a questa parte, purtroppo, sto sperimentando cosa vuol dire eiaculare precocemente. Tutto caeteris paribus, dato che sto con la stessa ragazza da due anni circa.
Se è vero che nel tempo avevo iniziato a sentirmi più a mio agio con lei, quindi inconsciamente probabilmente non sentivo più il bisogno di "resistere" sempre mezz'ora o un'ora, è anche vero che avevo comunque la capacità di raggiungere l'orgasmo solo dopo tempi dignitosi senza sforzarmi o usare trucchi.
Ora il più delle volte mi sento inadeguato e, nonostante le rassicurazioni da parte di lei, non mi sento all'altezza e vivo con l'angoscia che, proprio ora che le cose vanno benissimo nella relazione, questo problema mi porti via tutto. Ha risvolti davvero negativi sulla mia salute mentale e di conseguenza sul mio acufene. Ha messo in moto un circolo vizioso che mi sta mangiando dall'interno.
L'unico cambiamento che sono riuscito a ricondurre più o meno allo stesso periodo dell'inizio del problema è la sospensione dell'assunzione di venlafaxina. Ne ho prese due capsule la mattina per qualche anno (ora non ricordo precisamente, ma penso di essere partito dal marzo 2019). Poi sono passato ad una capsula la mattina per qualche mese ed ho interrotto del tutto l'11-12 novembre 2020 (prima di farlo ho chiesto allo psichiatra perché avevo avuto un paio di episodi di difficoltà nel mantenimento dell'erezione, non so se dovuti al medicinale). Lo psichiatra ha concordato l'interruzione dato che ero passato al bupropione ormai da qualche mese (due compresse la mattina).
Evito di elencare gli altri medicinali perché non ho cambiato altro (se non l'introduzione astaxantina e daflon)
Il punto:
ho letto su vari forum online, articoli che l'interruzione di questo tipo particolare di farmaci possa causare conseguenze di questo tipo. È possibile che questa sia la causa? Si tratta di una condizione transitoria o devo rassegnarmi? Nel caso della prima ipotesi: quali sono i tempi medi di ritorno alla condizione precedente e ci sono dentro? Nel secondo caso: non sarebbe una situazione che posso sopportare nella vita e a questo punto rinizierei con la venlafaxina piuttosto
Per ovvi motivi preferirei fosse transitorio e scrivo prima di riiniziare ad assumere il farmaco perché preferisco "patire" per qualche settimana e liberarmi della dipendenza piuttosto che dover assumere il farmaco per sempre.
Ringrazio chiunque abbia la pazienza di leggere e mi possa dare informazioni, dando per scontato che "si faccia visitare da un andrologo" è un consiglio che posso darmi anche da solo (che capisco sia la cosa giusta ma in questa sede avrei bisogno di informazioni perché leggere su internet che ci sono persone con questi sintomi da anni non mi ha aiutato). Perdonate la verbosità ma volevo dare tutte le info possibili e sono in una situazione psicologica critica.
Da qualche settimana (forse più di un mese) a questa parte, purtroppo, sto sperimentando cosa vuol dire eiaculare precocemente. Tutto caeteris paribus, dato che sto con la stessa ragazza da due anni circa.
Se è vero che nel tempo avevo iniziato a sentirmi più a mio agio con lei, quindi inconsciamente probabilmente non sentivo più il bisogno di "resistere" sempre mezz'ora o un'ora, è anche vero che avevo comunque la capacità di raggiungere l'orgasmo solo dopo tempi dignitosi senza sforzarmi o usare trucchi.
Ora il più delle volte mi sento inadeguato e, nonostante le rassicurazioni da parte di lei, non mi sento all'altezza e vivo con l'angoscia che, proprio ora che le cose vanno benissimo nella relazione, questo problema mi porti via tutto. Ha risvolti davvero negativi sulla mia salute mentale e di conseguenza sul mio acufene. Ha messo in moto un circolo vizioso che mi sta mangiando dall'interno.
L'unico cambiamento che sono riuscito a ricondurre più o meno allo stesso periodo dell'inizio del problema è la sospensione dell'assunzione di venlafaxina. Ne ho prese due capsule la mattina per qualche anno (ora non ricordo precisamente, ma penso di essere partito dal marzo 2019). Poi sono passato ad una capsula la mattina per qualche mese ed ho interrotto del tutto l'11-12 novembre 2020 (prima di farlo ho chiesto allo psichiatra perché avevo avuto un paio di episodi di difficoltà nel mantenimento dell'erezione, non so se dovuti al medicinale). Lo psichiatra ha concordato l'interruzione dato che ero passato al bupropione ormai da qualche mese (due compresse la mattina).
Evito di elencare gli altri medicinali perché non ho cambiato altro (se non l'introduzione astaxantina e daflon)
Il punto:
ho letto su vari forum online, articoli che l'interruzione di questo tipo particolare di farmaci possa causare conseguenze di questo tipo. È possibile che questa sia la causa? Si tratta di una condizione transitoria o devo rassegnarmi? Nel caso della prima ipotesi: quali sono i tempi medi di ritorno alla condizione precedente e ci sono dentro? Nel secondo caso: non sarebbe una situazione che posso sopportare nella vita e a questo punto rinizierei con la venlafaxina piuttosto
Per ovvi motivi preferirei fosse transitorio e scrivo prima di riiniziare ad assumere il farmaco perché preferisco "patire" per qualche settimana e liberarmi della dipendenza piuttosto che dover assumere il farmaco per sempre.
Ringrazio chiunque abbia la pazienza di leggere e mi possa dare informazioni, dando per scontato che "si faccia visitare da un andrologo" è un consiglio che posso darmi anche da solo (che capisco sia la cosa giusta ma in questa sede avrei bisogno di informazioni perché leggere su internet che ci sono persone con questi sintomi da anni non mi ha aiutato). Perdonate la verbosità ma volevo dare tutte le info possibili e sono in una situazione psicologica critica.
Fermo restando il trattamento delle sue questioni ansioso-depressive che lo psichiatra ha trattato e tratta con gli inibitori del riassorbimento della serotonina prima, della noradrenalina e dopamina dopo, è doveroso segnale che sia gli uni che gli altri nel medio-lungo periodo producono disfunzioni sessuali significative soprattutto per dosaggi non decisamente bassi. Il controllo della sua ejaculazione derivava dalla venflaxina e ovviamente la sospensione ha tolto di mezzo tale effetto che tuttavia non viene compensato dal bupropione che "disattiva" il controllo spinale della stessa, disgiungendo lo stimolo genitale dal controllo centrale. Lei poi non parla degli altri farmaci e quindi delle altre problematiche in essere che possono condizionare la funzione sessuale (aspetti pelvico-prostatici e prepuziali, aspetti epato-metabolico-ossidativi e nutrizionali, aspetti ormonali). Come vede ci sono questioni probabilmente da valutare con i dovuti esami e forse è il caso di gestire in modo totalmente diverso il suo stato ansioso-depressivo... tutto ciò richiede un buon andrologo, i dovuti esami e la collaborazione dello psichiatra.
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