Ho 20 anni e da circa 5 anni vado a fare pipì in continuazione. Posso essere sicura che non c'entra

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Ho 20 anni e da circa 5 anni vado a fare pipì in continuazione.
Posso essere sicura che non c'entra quanta acqua bevo al giorno.Ho fatto un diario minzionale dove scrivevo quanta acqua bevevo e quante volte facevo pipì e il mio urologo ha detto che in effetti non è normale che vada così tante volte in bagno.
Ho fatto l'esame delle urine per vedere se ci fosse qualche infezione ma niente. Adesso devo fare l'urodinamico perché l'urologo sospetta che abbia la vescica iperattiva però mi preoccupa il fatto che se mangio dolci ho notato che la frequenza delle volte che vado in bagno aumenta,cosa potrebbe c'entrare questo con la vescica iperattiva? ( E no,non ho il diabete) Dall'urodinamico si vede se c'è qualche disfunzione alla vescica anche se fosse dovuta a cistite o infezione o si vede solo se è vescica iperattiva?Sono preoccupa del fatto che non si veda se ho un problema.Giá vado in bagno tante volte,poi se mangio dolci vado anche 10 volte solo la notte in bagno se non di più.Cosa potrebbe essere? Comunque ci tengo a precisare che in passato ho avuto prurito intimo ed è durato per anni finché non ho preso monuril.A distanza di tempo non sento più prurito costante ma solo se mangio dolci. Sono due cose diverse,possono essere collegate? E ultima cosa,tornando al problema alla vescica:a volte sento fastidio,pesantezza apparte la sensazione di dover andare in bagno,particolarmente se metto jeans o pantaloni stretti.Sto problema mi dà molto fastidio,sentite di consigliarmi qualcosa?Ve ne sarei grata
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
E' possibile che il suo quadro minzionale, indipendentemente dal diabete (da sapere come sia stata valutata tale eventualità) derivi da una condizione infiammatorio disfunzionale intestinale o epato-metabolico-ossidativa che portano a squilibrio del microbiota intestinale e in concorso con quello urinario e genitale, nonché a squilibri dei fattori regolativi. Ciò è sufficiente a generare squilibri regolativi anche della minzione e a sostenere stati infiammatori. Il fatto che quel monuril le avesse risolto il prurito potè semplicemente derivare dall'azioen antinfiammatoria propria di ogni antibiotico più che dalla azione batterica, per quanto questa allo stato dei dati non si può escludere... ma manca una verifica colturale di allora. Purtroppo è difficile che un urologo "stretto2 possa darle soluzione... occorre un urologo che sappia gestire quanto sopra o che almeno interpelli i Colleghi di settore (gastroenterologo o internista e ginecologo) per poi trarre la sintesi finale.

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