Gentili dottori, vi scrivo per una situazione che mi attanaglia da giorni, facendomi tornare a viver
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risposte
Gentili dottori, vi scrivo per una situazione che mi attanaglia da giorni, facendomi tornare a vivere un incubo che credevo fosse chiuso.
A maggio causa depressione ho effettuato un trattamento con sertralina, 7 giorni a 25 mg ed uno a 50 mg dopodiché interrotta poiché si sono manifestati effetti collaterali a livello della sfera sessuale importanti quali: anestesia genitale, disfunzione erettile e calo dalla libido, dato il mio turbamento in accordo con lo psichiatra abbiamo sospeso, tali effetti sono perdurati per un mese e mezzo e poi si sono risolti completamente, questo per circa sei mesi, in quanto da una settimana pur non assumendo più farmaci sono tornati gli stessi effetti, qualcuno ha idea del perché ? Ho il timore di aver sviluppato questa tremenda sindrome pssd.
Vi ringrazio e vi saluto cordialmente.
A maggio causa depressione ho effettuato un trattamento con sertralina, 7 giorni a 25 mg ed uno a 50 mg dopodiché interrotta poiché si sono manifestati effetti collaterali a livello della sfera sessuale importanti quali: anestesia genitale, disfunzione erettile e calo dalla libido, dato il mio turbamento in accordo con lo psichiatra abbiamo sospeso, tali effetti sono perdurati per un mese e mezzo e poi si sono risolti completamente, questo per circa sei mesi, in quanto da una settimana pur non assumendo più farmaci sono tornati gli stessi effetti, qualcuno ha idea del perché ? Ho il timore di aver sviluppato questa tremenda sindrome pssd.
Vi ringrazio e vi saluto cordialmente.
Buongiorno, l'effetto della sertralina sulla sessualità è noto ma, una volta sospesa, il problema dovrebbe risolversi. Nel caso suo, ne è la riprova il fatto che si fosse risolto il problema per poi ripresentarsi. Credo potrebbe essere utile fare una visita psichiatrica per capire come procedere
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Gentilissimo,
comprendo perfettamente il livello di allarme che questa recidiva sta generando in lei, soprattutto perché rievoca un vissuto farmacologico che l'aveva già spaventata in passato.
Tuttavia, analizzando la cronologia degli eventi con occhio clinico, l'elemento che lei riporta come "strano", ovvero il fatto di essere stato perfettamente bene per sei mesi, è in realtà potenzialmente la prova più solida contro l'ipotesi della PSSD (la quale è inoltre una sindrome ancora non pienamente dimostrata a livello scientifico).
Il fatto che il suo sistema abbia ripreso a funzionare regolarmente per un semestre sembra suggerire che i recettori e le vie nervose sono integri e che non vi è stato alcun danno strutturale permanente causato da quei soli otto giorni di terapia.
È molto più probabile che la ricomparsa dei sintomi sia legata a fattori intercorrenti di natura psicologica o emotiva.
Spesso, la paura inconscia che il problema possa tornare innesca un meccanismo di "automonitoraggio ansioso" che, paradossalmente, spegne la risposta sessuale e crea proprio quell'anestesia che lei teme, attivando una vasocostrizione periferica da stress.
Inoltre, non bisogna dimenticare che la depressione stessa, per la quale aveva iniziato le cure, è una patologia ciclica che annovera tra i suoi sintomi principali proprio il calo del desiderio e l'apatia.
Le suggerisco di non cercare conferme di diagnosi infauste online, ma di valutare se in quest'ultima settimana ci siano stati eventi stressanti o un calo del tono dell'umore che possano aver riattivato questo meccanismo di difesa psicosomatico su un corpo che ha dimostrato di essere biologicamente sano.
In questo, una accurata rivalutazione psichiatrica diretta le potrà certamente essere d'aiuto ulteriore.
Spero di aver chiarito i suoi dubbi, resto a disposizione per eventuali necessità. Cari saluti
comprendo perfettamente il livello di allarme che questa recidiva sta generando in lei, soprattutto perché rievoca un vissuto farmacologico che l'aveva già spaventata in passato.
Tuttavia, analizzando la cronologia degli eventi con occhio clinico, l'elemento che lei riporta come "strano", ovvero il fatto di essere stato perfettamente bene per sei mesi, è in realtà potenzialmente la prova più solida contro l'ipotesi della PSSD (la quale è inoltre una sindrome ancora non pienamente dimostrata a livello scientifico).
Il fatto che il suo sistema abbia ripreso a funzionare regolarmente per un semestre sembra suggerire che i recettori e le vie nervose sono integri e che non vi è stato alcun danno strutturale permanente causato da quei soli otto giorni di terapia.
È molto più probabile che la ricomparsa dei sintomi sia legata a fattori intercorrenti di natura psicologica o emotiva.
Spesso, la paura inconscia che il problema possa tornare innesca un meccanismo di "automonitoraggio ansioso" che, paradossalmente, spegne la risposta sessuale e crea proprio quell'anestesia che lei teme, attivando una vasocostrizione periferica da stress.
Inoltre, non bisogna dimenticare che la depressione stessa, per la quale aveva iniziato le cure, è una patologia ciclica che annovera tra i suoi sintomi principali proprio il calo del desiderio e l'apatia.
Le suggerisco di non cercare conferme di diagnosi infauste online, ma di valutare se in quest'ultima settimana ci siano stati eventi stressanti o un calo del tono dell'umore che possano aver riattivato questo meccanismo di difesa psicosomatico su un corpo che ha dimostrato di essere biologicamente sano.
In questo, una accurata rivalutazione psichiatrica diretta le potrà certamente essere d'aiuto ulteriore.
Spero di aver chiarito i suoi dubbi, resto a disposizione per eventuali necessità. Cari saluti
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