Gentili dottori, sono una ragazza ventiduenne che da quasi un anno soffre di capogiri e vertigini,
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Gentili dottori,
sono una ragazza ventiduenne che da quasi un anno soffre di capogiri e vertigini, sbandamenti e problemi alla zona mandibolare e cervicale.
Ho giá aperto un altro consulto mesi fa (ora scaduto) nell'area di neurologia e poi nell'area di gnatologia per un consulto sulla terapia gnatologica che ho intrapreso da un mese. Adesso mi rivolgo a voi perchè sto accusando diversi problemi alla zona cervicale, che mi porta capogiri e vertigini.
Dopo una lunga storia di visite mediche e diagnosi varie sono arrivata a quello che sembra essere l'origine dei miei malesseri: una malocclusione che porta vertigini, sbandamenti, confusione mentale, dolore ai muscoli masticatori, cefalee, acufeni e click mandibolari, nonchè dolori alla cervicale e alla schiena (ho anche la scoliosi). Gli specialisti hanno appurato che ho la cervicale rettilineizzata e le prime due vertebre comprimono il nervo vago.
Ho finalmente intrapreso una cura gnatologica indossando un bite morbido nell'arcata inferiore che porto tutto il giorno escluso i pasti e sto seguendo diligentemente la cura, ho notato in maniera saltellante dei miglioramenti a livello di tensione muscolare e per un breve periodo anche nei capogiri e nelle vertigini e adesso dopo neanche un mese di inizio dalla terapia sono tornati piú forti di prima. Pensavo fosse un problema legato al bite e al fatto che si fossero spostati i contatti (lo gnatologo mi vede ogni due settimane e mezzo circa per riallineare il bite e prima dell'appuntamento di check ho accusato sempre malesseri quindi ho ricollegato al bite per questo motivo) e sono stata visitata (a distanza di una settimana dall'ultima volta) dallo gnatologo, il quale ha concluso che il bite è perfetto e che non vede problemi a livello mandibolare al momento. Mi ha rimandata dall'osteopata, con cui lavora concordatamente, perchè secondo lui è un problema cervicale.
Io sono stata visitata una volta e mezzo (la prima visita per metá è stata di assestamento e di comprensione dei malesseri) e non torno da piú di 3 settimane perchè puntualmente la notte della giornata in cui ricevo il trattamento sto molto peggio e ho crisi di capogiri (e questa cosa mi spaventa) e poi anche perchè essendo peggiorata la mia sintomatologia mi risulta davvero difficile sdraiarmi totalmente in orizzontale nel lettino.
A questo punto sono veramente disperata, oltre che un sacco demoralizzata, perchè questa situazione va avanti da luglio e non mi permette di vivere per niente bene -al momento direi che sopravvivo. Ovviamente mi porta anche una sintomatologia ansiosa e depressa, ma sfido chiunque a trovarsi nella mia situazione e stare bene mentalmente. Cosa devo fare? A chi mi devo rivolgere? devo davvero seguire il consiglio dello gnatologo e continuare ad andare dall'osteopata o devo agire in altro modo per decomprimere queste prime due vertebre ed il nervo vago?
Vi ringrazio in anticipo perchè ogni aiuto sarà prezioso
sono una ragazza ventiduenne che da quasi un anno soffre di capogiri e vertigini, sbandamenti e problemi alla zona mandibolare e cervicale.
Ho giá aperto un altro consulto mesi fa (ora scaduto) nell'area di neurologia e poi nell'area di gnatologia per un consulto sulla terapia gnatologica che ho intrapreso da un mese. Adesso mi rivolgo a voi perchè sto accusando diversi problemi alla zona cervicale, che mi porta capogiri e vertigini.
Dopo una lunga storia di visite mediche e diagnosi varie sono arrivata a quello che sembra essere l'origine dei miei malesseri: una malocclusione che porta vertigini, sbandamenti, confusione mentale, dolore ai muscoli masticatori, cefalee, acufeni e click mandibolari, nonchè dolori alla cervicale e alla schiena (ho anche la scoliosi). Gli specialisti hanno appurato che ho la cervicale rettilineizzata e le prime due vertebre comprimono il nervo vago.
Ho finalmente intrapreso una cura gnatologica indossando un bite morbido nell'arcata inferiore che porto tutto il giorno escluso i pasti e sto seguendo diligentemente la cura, ho notato in maniera saltellante dei miglioramenti a livello di tensione muscolare e per un breve periodo anche nei capogiri e nelle vertigini e adesso dopo neanche un mese di inizio dalla terapia sono tornati piú forti di prima. Pensavo fosse un problema legato al bite e al fatto che si fossero spostati i contatti (lo gnatologo mi vede ogni due settimane e mezzo circa per riallineare il bite e prima dell'appuntamento di check ho accusato sempre malesseri quindi ho ricollegato al bite per questo motivo) e sono stata visitata (a distanza di una settimana dall'ultima volta) dallo gnatologo, il quale ha concluso che il bite è perfetto e che non vede problemi a livello mandibolare al momento. Mi ha rimandata dall'osteopata, con cui lavora concordatamente, perchè secondo lui è un problema cervicale.
Io sono stata visitata una volta e mezzo (la prima visita per metá è stata di assestamento e di comprensione dei malesseri) e non torno da piú di 3 settimane perchè puntualmente la notte della giornata in cui ricevo il trattamento sto molto peggio e ho crisi di capogiri (e questa cosa mi spaventa) e poi anche perchè essendo peggiorata la mia sintomatologia mi risulta davvero difficile sdraiarmi totalmente in orizzontale nel lettino.
A questo punto sono veramente disperata, oltre che un sacco demoralizzata, perchè questa situazione va avanti da luglio e non mi permette di vivere per niente bene -al momento direi che sopravvivo. Ovviamente mi porta anche una sintomatologia ansiosa e depressa, ma sfido chiunque a trovarsi nella mia situazione e stare bene mentalmente. Cosa devo fare? A chi mi devo rivolgere? devo davvero seguire il consiglio dello gnatologo e continuare ad andare dall'osteopata o devo agire in altro modo per decomprimere queste prime due vertebre ed il nervo vago?
Vi ringrazio in anticipo perchè ogni aiuto sarà prezioso
Cara ragazza,
ti ringrazio per aver condiviso con tanta chiarezza e sincerità il tuo vissuto. È comprensibile che, dopo mesi di visite, sintomi persistenti e tentativi di trattamento, tu possa sentirti scoraggiata e stanca. È importante però ricordare che, in percorsi complessi come il tuo, è normale attraversare momenti di peggioramento o di stallo, anche quando si sta seguendo la strada giusta.
La situazione che descrivi richiede certamente competenze specifiche e un approccio integrato, che possa guidarti passo dopo passo con attenzione e professionalità.
Anche se al momento ti sembra di non vedere la luce in fondo al tunnel, voglio rassicurarti: con il giusto supporto e la pazienza necessaria, molti casi simili al tuo hanno trovato soluzione o miglioramento significativo. Ti invito a non trascurare il disagio emotivo che stai vivendo: ansia e demoralizzazione sono una risposta umana e legittima alla sofferenza prolungata, e meritano attenzione tanto quanto i sintomi fisici.
Affidati a un professionista sanitario che possa accompagnarti con competenza e ascolto, valutando se sia necessario un lavoro in équipe per supportarti a 360 gradi.
Non sei sola, e non sei senza risorse. Coraggio: anche se il cammino è tortuoso, non è senza sbocchi.
Un caro saluto.
ti ringrazio per aver condiviso con tanta chiarezza e sincerità il tuo vissuto. È comprensibile che, dopo mesi di visite, sintomi persistenti e tentativi di trattamento, tu possa sentirti scoraggiata e stanca. È importante però ricordare che, in percorsi complessi come il tuo, è normale attraversare momenti di peggioramento o di stallo, anche quando si sta seguendo la strada giusta.
La situazione che descrivi richiede certamente competenze specifiche e un approccio integrato, che possa guidarti passo dopo passo con attenzione e professionalità.
Anche se al momento ti sembra di non vedere la luce in fondo al tunnel, voglio rassicurarti: con il giusto supporto e la pazienza necessaria, molti casi simili al tuo hanno trovato soluzione o miglioramento significativo. Ti invito a non trascurare il disagio emotivo che stai vivendo: ansia e demoralizzazione sono una risposta umana e legittima alla sofferenza prolungata, e meritano attenzione tanto quanto i sintomi fisici.
Affidati a un professionista sanitario che possa accompagnarti con competenza e ascolto, valutando se sia necessario un lavoro in équipe per supportarti a 360 gradi.
Non sei sola, e non sei senza risorse. Coraggio: anche se il cammino è tortuoso, non è senza sbocchi.
Un caro saluto.
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Buonasera, mi dispiace tanto per il disagio che sta vivendo e comprendo che il malessere e la sintomatologia fisica abbiano inevitabilmente ripercussioni sul tono dell'umore e sul suo benessere psicologico.
Nella sua descrizione dettagliata ed esaustiva non viene citato l' intervento del fisioterapista e, precisamente, il trattamento di un fisioterapista che si occupi specificatamente di postura e di rieducazione posturale globale.
Solitamente, vertigini, capogiri, cefalea, sbandamenti e gli altri sintomi da lei riportati, causano tensione muscolare,contrattura, rigidità e dolore muscolare che dal tratto cervicale possono diffondersi anche al tratto dorsale del rachide e alle spalle.
A questo si aggiunge la iperattivazione del sistema nervoso autonomo simpatico che la mette in una condizione di costante allerta che non le consente di rilassarsi nè muscolarmente nè tantomeno psicologicamente; tant'è che lei, al momento, sente di sopravvivere e si sente sia ansiosa che demoralizzata.
In aggiunta al percorso terapeutico già intrapreso, le consiglio qualche trattamento decontratturante e di rilassamento muscolare ( con un tocco dolce e delicato ) a cui associare la rieducazione posturale secondo il metodo Méziéres-Bertelè.
Nella sua descrizione dettagliata ed esaustiva non viene citato l' intervento del fisioterapista e, precisamente, il trattamento di un fisioterapista che si occupi specificatamente di postura e di rieducazione posturale globale.
Solitamente, vertigini, capogiri, cefalea, sbandamenti e gli altri sintomi da lei riportati, causano tensione muscolare,contrattura, rigidità e dolore muscolare che dal tratto cervicale possono diffondersi anche al tratto dorsale del rachide e alle spalle.
A questo si aggiunge la iperattivazione del sistema nervoso autonomo simpatico che la mette in una condizione di costante allerta che non le consente di rilassarsi nè muscolarmente nè tantomeno psicologicamente; tant'è che lei, al momento, sente di sopravvivere e si sente sia ansiosa che demoralizzata.
In aggiunta al percorso terapeutico già intrapreso, le consiglio qualche trattamento decontratturante e di rilassamento muscolare ( con un tocco dolce e delicato ) a cui associare la rieducazione posturale secondo il metodo Méziéres-Bertelè.
buongiorno,le consiglierei di abbinare ai trattamenti osteopatici un percorso di yoga per affrontare i problemi di ansia sicuramente legati anche a disfunzioni della meccanica respiratoria, per i quali occorrerebbe anche un'azione specifica manuale su diaframma,psoas e torace, ed anche un'attività aerobica moderata per dissipare lo stress.
Buongiorno. Ho letto con attenzione la sua storia. Ho trattato diversi casi di vertigini ed instabilità cervicale e capisco quanto possa essere invalidante questa condizione. Posso proporle un consulto online, a titolo gratuito, per illustrarle quale potrebbero essere le opzioni da intraprendere. Un caro saluto.
Buongiorno
Avrei bisogno di avere maggiori informazioni Mi invii il suo numero di telefono su questo sito Senza impegno economico Grazie G
Avrei bisogno di avere maggiori informazioni Mi invii il suo numero di telefono su questo sito Senza impegno economico Grazie G
Gentile paziente,
capisco perfettamente la tua frustrazione e la stanchezza mentale che derivano da un percorso lungo, complesso e – finora – senza risposte definitive. Il quadro che descrivi è articolato ma anche molto coerente, e la tua ricostruzione è precisa e lucida.
Da quanto riporti, è verosimile che la sintomatologia sia legata a una disfunzione cranio-cervico-mandibolare complessa, con interazione tra:
• malocclusione e disfunzione temporo-mandibolare,
• alterazioni della colonna cervicale alta (C0–C1–C2),
• e un possibile coinvolgimento neurovegetativo (nervo vago, sistema simpatico).
La rettilineizzazione cervicale e la compressione funzionale delle prime vertebre possono, in soggetti predisposti, generare sintomi come vertigini, instabilità, cefalea, acufeni e alterazioni del tono vagale.
Cosa fare adesso
1. Continua la terapia gnatologica, che sembra corretta e sta agendo su uno dei principali fattori scatenanti. Il fatto che tu abbia notato miglioramenti alternati è un segno che il sistema sta cercando un nuovo equilibrio, e questo è normale nelle prime fasi.
2. L’osteopatia può essere utile, ma va valutato il modo in cui viene applicata. Se il trattamento ti scatena crisi violente, potrebbe essere necessario:
• cambiare approccio osteopatico (più graduale e neurovegetativo),
• sospendere temporaneamente,
• oppure affiancare una figura diversa, come un fisioterapista specializzato in disturbi temporo-cervico-mandibolari e neurodinamica craniale.
3. Considera seriamente una valutazione fisiatrica o neurologica funzionale, con esperienza specifica nei disturbi posturali e del sistema nervoso autonomo. Potrebbe aiutarti a:
• differenziare la quota meccanica da quella neurovegetativa,
• escludere eventuali cofattori centrali (ipersensibilizzazione, disturbi da disregolazione del sistema nervoso autonomo),
• e indirizzare la terapia manuale e fisica in modo più mirato.
4. Non sottovalutare il supporto psicologico o psicosomatico. Quando il sistema nervoso entra in uno stato di allerta cronica, è necessario agire anche a quel livello, non perché “sia tutto nella testa”, ma perché mente e corpo parlano la stessa lingua.
In sintesi:
• Non abbandonare la cura gnatologica.
• Valuta con attenzione se proseguire l’osteopatia o cercare un approccio alternativo più tollerabile.
• Fatti seguire da un professionista che conosca a fondo la correlazione tra ATM, cervicale alta e sistema autonomo.
• E soprattutto, non perdere la fiducia: un percorso così complesso richiede tempo, ma può trovare equilibrio con un approccio realmente multidisciplinare.
Resto a disposizione se vuoi nomi, riferimenti o un piano più preciso da proporre ai tuoi curanti.
Un caro saluto,
Denis
capisco perfettamente la tua frustrazione e la stanchezza mentale che derivano da un percorso lungo, complesso e – finora – senza risposte definitive. Il quadro che descrivi è articolato ma anche molto coerente, e la tua ricostruzione è precisa e lucida.
Da quanto riporti, è verosimile che la sintomatologia sia legata a una disfunzione cranio-cervico-mandibolare complessa, con interazione tra:
• malocclusione e disfunzione temporo-mandibolare,
• alterazioni della colonna cervicale alta (C0–C1–C2),
• e un possibile coinvolgimento neurovegetativo (nervo vago, sistema simpatico).
La rettilineizzazione cervicale e la compressione funzionale delle prime vertebre possono, in soggetti predisposti, generare sintomi come vertigini, instabilità, cefalea, acufeni e alterazioni del tono vagale.
Cosa fare adesso
1. Continua la terapia gnatologica, che sembra corretta e sta agendo su uno dei principali fattori scatenanti. Il fatto che tu abbia notato miglioramenti alternati è un segno che il sistema sta cercando un nuovo equilibrio, e questo è normale nelle prime fasi.
2. L’osteopatia può essere utile, ma va valutato il modo in cui viene applicata. Se il trattamento ti scatena crisi violente, potrebbe essere necessario:
• cambiare approccio osteopatico (più graduale e neurovegetativo),
• sospendere temporaneamente,
• oppure affiancare una figura diversa, come un fisioterapista specializzato in disturbi temporo-cervico-mandibolari e neurodinamica craniale.
3. Considera seriamente una valutazione fisiatrica o neurologica funzionale, con esperienza specifica nei disturbi posturali e del sistema nervoso autonomo. Potrebbe aiutarti a:
• differenziare la quota meccanica da quella neurovegetativa,
• escludere eventuali cofattori centrali (ipersensibilizzazione, disturbi da disregolazione del sistema nervoso autonomo),
• e indirizzare la terapia manuale e fisica in modo più mirato.
4. Non sottovalutare il supporto psicologico o psicosomatico. Quando il sistema nervoso entra in uno stato di allerta cronica, è necessario agire anche a quel livello, non perché “sia tutto nella testa”, ma perché mente e corpo parlano la stessa lingua.
In sintesi:
• Non abbandonare la cura gnatologica.
• Valuta con attenzione se proseguire l’osteopatia o cercare un approccio alternativo più tollerabile.
• Fatti seguire da un professionista che conosca a fondo la correlazione tra ATM, cervicale alta e sistema autonomo.
• E soprattutto, non perdere la fiducia: un percorso così complesso richiede tempo, ma può trovare equilibrio con un approccio realmente multidisciplinare.
Resto a disposizione se vuoi nomi, riferimenti o un piano più preciso da proporre ai tuoi curanti.
Un caro saluto,
Denis
Buongiorno , sono un fisioterapista che tratta da anni situazioni simili alla sua... ho spesso ottimi risultati peraltro post-trattamento.
Ovviamente avrei bisogno di vedere di persona e capire dopo aver visualizzato anche con eventualmente referti alla mano.
A parità di condizioni, ogni individuo risponde , compensa/manifesta dei sintomi a seconda di fattori individuali è necessario fare una corretta diagnosi per andare direttamente a risolvere a partire dalla causa.
Se vuole posso aiutarla , mi contatti.
Soprattutto non si scoraggi!
Saluti
Ovviamente avrei bisogno di vedere di persona e capire dopo aver visualizzato anche con eventualmente referti alla mano.
A parità di condizioni, ogni individuo risponde , compensa/manifesta dei sintomi a seconda di fattori individuali è necessario fare una corretta diagnosi per andare direttamente a risolvere a partire dalla causa.
Se vuole posso aiutarla , mi contatti.
Soprattutto non si scoraggi!
Saluti
buongiorno.il problema vertiginosa spesso è la risultante di molti fattori associati. presumo che il byte sia una buon aiuto ma le consiglio di usarlo per qualche ora durante la giornata e non tutto il giorno. attiverà gradualmente ad un utilizzo più prolungato nel tempo. inoltre le consiglio un consulto con un fisioterapista che si occupi di postura per valutare l'assetto generale della sua schiena e non solo quello della cervicale. in ultimo cercherei nella sua zona un otorino specializzato nella cura delle vertigini. se crede mi consulti per ulteriori approfondimenti.
Gentile paziente, buongiorno. Vorrei partire tranquillizzandola, dicendole che il problema da lei esposto, prima di tutto, rappresenta un quadro abbastanza comune: i problemi cranio-cervici-mandibolari che descrive sono abbastanza comunemente parte di questo quadro d'insieme, che spesso coinvolge anche scoliosi e comporta situazioni di stress, ansia, tensione e demoralizzazione. Anche il sintomo è tipico, anche se in lei sembra essere abbastanza severo ed irritabile. Vorrei però consigliarle di considerare che ad ogni problema corrisponde sempre una giusta soluzione. Si tratta solo di provare delicatamente a piccoli passetti e con cautela fino trovare la strada giusta. Non si demoralizzi. Benissimo che la parte odntoiatrica e gnatologica sia ben seguita. Per quanto riguarda la parte fisioterapica/osteopatica, le consiglierei di procedere davvero delicatamente con la terapia manuale, senza tralasciare la parte di esercizio, che rappresenterà probabilmente la soluzione più ottimale e a lungo termine. Con dell'esercizio terapeutico consiglierei di andare gradatamente ad agire verso un riequilibrio posturale e di movimento della zona cervicale-cingolo scapolare e colonna. Per maggiori informazioni sono a disposizione. Una buona giornata, Dott. Lorenzo Freti Fisioterapista.
Io suggerirei anche una visita da un otorinolaringoiatra per capire se i capogiri provengono da problemi dell'orecchio interno. Inoltre, se le sedute osteopatiche la fanno stare peggio, sarebbe utile valutare di andare da un altro osteopata che utilizzi un approccio diverso.
Buongiorno, la cura intrapresa e le diagnosi fatte sicuramente saranno accurate e fatta da professionisti altamente qualificati ma per noi non avere un'anamnesi più approfondita e senza un esame obiettivo risulta difficile darle consigli. una cosa però possiamo darle per certo: in ciò che ci ha descritto manca una componente attiva nel recupero funzionale. Se continua ad effettuare trattamenti "passivi", molte delle informazioni che le vengono date tramite i trattamenti con bite e manipolazioni restano fine a se stessi. Pretenda di avere degli esercizi mirati, inizialmente attivo assistiti per accompagnare il suo corpo nel cambiamento dettato dai trattamenti che sta facendo insieme ad un fisioterapista che abbia competenze in campo ATM-cervicale alta. Ci sono delle inesattezze nella sua narrazione che sono imputabili ad una non proprio esatta comunicazione ma la invito a prendersi cura attivamente dei suoi cambiamenti.
per qualsisi delucidazione può scrivermi senza problemi.
cordialmente
per qualsisi delucidazione può scrivermi senza problemi.
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