Gentili Dottori, Ho 28 anni, sto molto attenta all’alimentazione e non fumo, nè bevo alcolici. Me

1 risposte
Gentili Dottori,
Ho 28 anni, sto molto attenta all’alimentazione e non fumo, nè bevo alcolici.
Mesi fa ho avuto una cistite emorragica dopo un rapporto. Preso ciproxin su consiglio del mio medico e risolto in 3 giorni, sintomi spariti. A metà marzo, ho avuto un nuovo episodio di cistite (non emorragica questa volta), accusavo bruciore alla minzione e minzione frequente.
Il 20/03 urinocoltura positiva, E. Coli (carica batt: 100.000 e alcuni leucociti).
Dato che la carica non era esagerata, bevo 2l di acqua al dì, prendo d-mannosio e n-acetilcisteina e sembra già andare meglio dopo qualche giorno, tanto che pensavo di essere quasi guarita.
Adesso accuso un senso di bruciore/fastidio, non tanto quando urino, ma durante la giornata. Sento la vescica di nuovo sempre piena e devo andare di continuo in bagno. Ripeto esame urine il 03/04 temendo di non aver debellato il batterio ma invece nitriti assenti, leucociti assenti e urinocoultura negativa.
Continuo ad assumere d-mannosio e da 9 giorni anche Ialuril soft gels.
È normale continuare ad avere sintomi da cistite? Ho sofferto spesso di cistiti (e vaginiti) nella mia vita e passata la fase acuta non accusavo più sintomi.
Ho fatto pure diverse ecografie alla vescica negli anni, anche l’ultima fatta circa 5 mesi fa risultava tutto nella norma.
Adesso ho paura che magari si possa trattare di cistite interstiziale?
Indagherò anche a livello del pavimento pelvico e a livello ginecologico ma volevo avere anche un parere magari di altri specialisti.
Il mio medico di base mi dà solo antibiotici e dice “più in là con l’età migliorerà” ma questo non mi aiuta.
Grazie in anticipo a chi risponderà
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
L'unica cosa cìinutile e tossica che ha assunto è l'antibiotico... neanche in occasione che della prima cistite emorragica (ammesso che tale fosse il problema: sicura che il sanguinamento non derivasse dalla via vulvo-vaginale considerato il legame della comparsa con un rapporto sessuale?). Anche gli stati infiammatori precedenti e successivi potevano e possono avere ragioni vulvo-vaginali o genitali più articolate o derivanti dalla via intestinale. Lei ha continuamente inseguito ed insegue il sintomo, ma non ha una diagnsoi di causa che mi sembra sia giunto il momento di fare come si deve, prima con la valutazione ginecologica molto attenta e poi con le altre valutazioni altrettanto attente. Infine si tirerà la somma diagnostica e si potrà finalmente attivare la adeguata strategia terapeutica.

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