Gentili Dottori, circa 7 mesi fa cadendo dalla bici ho riscontrato una ferita lacero contusa al men
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Gentili Dottori,
circa 7 mesi fa cadendo dalla bici ho riscontrato una ferita lacero contusa al mento, che ha richiesto 4 punti di sutura estetici (ferita di circa 1. 5 cm).
In seguito ho avuto una serie di sintomi strani ed estremamente fastidiosi durante la guarigione: un formicolio talvolta forte alle gengive, oltre a sensazioni strane nella zona superiore alla ferita (non sotto di essa), come di pressione o di "morsa" verso la gengiva, sensazioni di brivido al tocco del nervo situato di poco sopra alla ferita, evoluti in vero e proprio dolore lungo il decorso del nervo. Inizialmente il chirurgo plastico che mi aveva suturato ha trovato una piccola aderenza, che poi è del tutto migliorata un po' con il massaggio, un po' con la normale guarigione. Dopodichè, da visite ulteriori (chirurgo plastico e maxillo facciale) l'unico consiglio terapeutico era stato quello dell'attesa, e così ho fatto per 4 mesi.
Il medico di base ha ritenuto opportuno iniziare una terapia con Pregabalin (Lyrica) 25 mg/die x 2 volte al giorno, che non ha avuto effetto. Preciso che, ad oggi, la cicatrice sembra evoluta per il meglio mentre per quanto riguarda il nervo non ho mai avuto diminuzioni di sensibilità, ne cutanea ne interna.
In seguito, poichè i sintomi erano diventati insopportabili, ho eseguito per circa 4 settimane terapia TENS, con leggero miglioramento. Sempre su mia insistenza, ho fatto visita da terapista del dolore ed eseguito un breve ciclo (4/5) di infiltrazioni di blocchi antalgici a base di lidocaina e betametasone nel contesto del nervo che ha completamente spento la sintomatologia per 1/2 giorni successivi alle infiltrazioni, e piano piano ha completamente risolto il dolore lungo il nervo, che ora da' solo una sensazione "sorda" se viene premuta a fondo la zona.
Ciò che ancora non è sparito, invece, sono i formicolii alle gengive, anche se più lievi di prima e sicuramente meno pesanti, sono ancora purtroppo presenti e condizionano la qualità della vita, forse a causa della zona che non è possibile da ignorare. Come posso risolvere, a vostro parere, anche questi sintomi? Un altro ciclo di blocchi antalgici? Radiofrequenza pulsata? Oppure conviene "aspettare per mesi e mesi" ancora, sperando che il nervo si rigeneri e si spenga definitivamente da solo?
Vi ringrazio davvero molto per l'attenzione e per le Vostre risposte
circa 7 mesi fa cadendo dalla bici ho riscontrato una ferita lacero contusa al mento, che ha richiesto 4 punti di sutura estetici (ferita di circa 1. 5 cm).
In seguito ho avuto una serie di sintomi strani ed estremamente fastidiosi durante la guarigione: un formicolio talvolta forte alle gengive, oltre a sensazioni strane nella zona superiore alla ferita (non sotto di essa), come di pressione o di "morsa" verso la gengiva, sensazioni di brivido al tocco del nervo situato di poco sopra alla ferita, evoluti in vero e proprio dolore lungo il decorso del nervo. Inizialmente il chirurgo plastico che mi aveva suturato ha trovato una piccola aderenza, che poi è del tutto migliorata un po' con il massaggio, un po' con la normale guarigione. Dopodichè, da visite ulteriori (chirurgo plastico e maxillo facciale) l'unico consiglio terapeutico era stato quello dell'attesa, e così ho fatto per 4 mesi.
Il medico di base ha ritenuto opportuno iniziare una terapia con Pregabalin (Lyrica) 25 mg/die x 2 volte al giorno, che non ha avuto effetto. Preciso che, ad oggi, la cicatrice sembra evoluta per il meglio mentre per quanto riguarda il nervo non ho mai avuto diminuzioni di sensibilità, ne cutanea ne interna.
In seguito, poichè i sintomi erano diventati insopportabili, ho eseguito per circa 4 settimane terapia TENS, con leggero miglioramento. Sempre su mia insistenza, ho fatto visita da terapista del dolore ed eseguito un breve ciclo (4/5) di infiltrazioni di blocchi antalgici a base di lidocaina e betametasone nel contesto del nervo che ha completamente spento la sintomatologia per 1/2 giorni successivi alle infiltrazioni, e piano piano ha completamente risolto il dolore lungo il nervo, che ora da' solo una sensazione "sorda" se viene premuta a fondo la zona.
Ciò che ancora non è sparito, invece, sono i formicolii alle gengive, anche se più lievi di prima e sicuramente meno pesanti, sono ancora purtroppo presenti e condizionano la qualità della vita, forse a causa della zona che non è possibile da ignorare. Come posso risolvere, a vostro parere, anche questi sintomi? Un altro ciclo di blocchi antalgici? Radiofrequenza pulsata? Oppure conviene "aspettare per mesi e mesi" ancora, sperando che il nervo si rigeneri e si spenga definitivamente da solo?
Vi ringrazio davvero molto per l'attenzione e per le Vostre risposte
la sintomatologia descritta è compatibile con l'interessamento di una branca nervosa. Il blocco è efficace ma per poco tempo. Il dolore sembra aver assunto le caratteristiche di un dolore cronico. Sarebbe necessaria una visita per poter essere più precisi. Potrebbe provare con qualche terapia interventistica più a lungo termine.
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Gentile paziente,
la sua situazione rappresenta una condizione complessa e delicata, e comprendo bene quanto possa essere frustrante convivere con sintomi persistenti, soprattutto quando le terapie finora adottate non hanno portato a una completa risoluzione. Di seguito, cercherò di fornirle alcune considerazioni e possibili approcci, ma sottolineo che la gestione di questi casi richiede una valutazione clinica approfondita, preferibilmente con un team multidisciplinare (tra cui neurologi, chirurghi maxillo-facciali, e specialisti del dolore).
Sintesi della sua situazione:
Trauma e sutura al mento con successivi sintomi neuropatici (formicolii, sensazioni di pressione, dolore lungo il decorso del nervo)
Risposta limitata alle terapie convenzionali (pregabalin, TENS, infiltrazioni)
Persistenza di sintomi di sensibilità alterata (formicolii) e fastidio che condizionano la qualità della vita.
Considerazioni cliniche:
Nervo coinvolto e possibile neuropatia:
La zona interessata dal trauma e dalla cicatrice è vicina al nervo mentale o al nervo mandibolare. La persistenza di sintomi neuropatici può essere legata a danni, irritazioni o neuropatia post-traumatica.
Risposta alle terapie:
La risposta limitata a pregabalin, TENS e infiltrazioni suggerisce che potrebbe essere necessario un approccio più mirato o invasivo, o che il problema possa avere una componente neurogenica o cicatriziale persistente.
Necessità di una valutazione approfondita:
Potrebbe essere utile un approfondimento neurofisiologico (elettromiografia, studi di conduzione nervosa) o imaging mirato (MRI con sequenze dedicate ai nervi) per valutare eventuali compressioni, neuromi o alterazioni strutturali.
Prospettive terapeutiche:
1. Terapie farmacologiche:
Alternativa o aggiunta alla pregabalin:**
Antidepressivi triciclici (amitriptilina), duloxetina, o lidocaina topica (gel o patch) possono essere considerati.
Tuttavia, senza miglioramenti evidenti con pregabalin, potrebbe essere opportuno consultare un neurologo specializzato in neuropatie.
2. Approcci interventistici:
Radiofrequenza pulsata (RFP):**
È una tecnica minimamente invasiva che può essere efficace nel ridurre la sensibilità neuropatica e il dolore cronico nervoso. È stata usata con successo in alcune neuropatie craniche e periferiche.
La RFP può essere presa in considerazione se i sintomi sono legati a neuromi o a compressioni nervose persistenti.
Blocco nervoso o infiltrazioni:**
Potrebbero essere ripetute, ma bisogna valutarne il beneficio attuale e il rischio.
Chirurgia o neurolisi:**
In casi selezionati, può essere considerata una valutazione chirurgica per rimuovere eventuali neuromi o liberare il nervo da aderenze cicatriziali.
3. Tecniche di neuromodulazione:
La terapia con stimolazione nervosa (come la stimolazione del nervo periferico o la neuromodulazione epidurale) può essere valutata in centri specializzati.
4. Approccio multidisciplinare:
È importante coinvolgere un team di specialisti (neurologi, neurochirurghi, terapisti del dolore) per un’analisi approfondita e un piano personalizzato.
Cosa può fare ora:
Consultare un neurologo specializzato in neuropatie craniche e nervi periferici** per una valutazione approfondita e eventuali esami specifici.
Valutare un centro specializzato in terapia del dolore** che abbia esperienza in neuromodulazione e tecniche interventistiche avanzate.
Evitare di proseguire con cicli ripetuti di blocchi** senza una valutazione completa, poiché potrebbero non essere più efficaci o potrebbero addirittura peggiorare la cicatrizzazione o le aderenze.
In conclusione:
La sua condizione richiede un approccio personalizzato e multidisciplinare.
La rigenerazione nervosa può richiedere mesi o anni; tuttavia, interventi mirati come la radiofrequenza pulsata o la neuromodulazione possono offrire sollievo più rapido e duraturo.
La cosa più importante è una valutazione specialistica approfondita per individuare eventuali cause strutturali o funzionali permanenti e pianificare il trattamento più appropriato.
la sua situazione rappresenta una condizione complessa e delicata, e comprendo bene quanto possa essere frustrante convivere con sintomi persistenti, soprattutto quando le terapie finora adottate non hanno portato a una completa risoluzione. Di seguito, cercherò di fornirle alcune considerazioni e possibili approcci, ma sottolineo che la gestione di questi casi richiede una valutazione clinica approfondita, preferibilmente con un team multidisciplinare (tra cui neurologi, chirurghi maxillo-facciali, e specialisti del dolore).
Sintesi della sua situazione:
Trauma e sutura al mento con successivi sintomi neuropatici (formicolii, sensazioni di pressione, dolore lungo il decorso del nervo)
Risposta limitata alle terapie convenzionali (pregabalin, TENS, infiltrazioni)
Persistenza di sintomi di sensibilità alterata (formicolii) e fastidio che condizionano la qualità della vita.
Considerazioni cliniche:
Nervo coinvolto e possibile neuropatia:
La zona interessata dal trauma e dalla cicatrice è vicina al nervo mentale o al nervo mandibolare. La persistenza di sintomi neuropatici può essere legata a danni, irritazioni o neuropatia post-traumatica.
Risposta alle terapie:
La risposta limitata a pregabalin, TENS e infiltrazioni suggerisce che potrebbe essere necessario un approccio più mirato o invasivo, o che il problema possa avere una componente neurogenica o cicatriziale persistente.
Necessità di una valutazione approfondita:
Potrebbe essere utile un approfondimento neurofisiologico (elettromiografia, studi di conduzione nervosa) o imaging mirato (MRI con sequenze dedicate ai nervi) per valutare eventuali compressioni, neuromi o alterazioni strutturali.
Prospettive terapeutiche:
1. Terapie farmacologiche:
Alternativa o aggiunta alla pregabalin:**
Antidepressivi triciclici (amitriptilina), duloxetina, o lidocaina topica (gel o patch) possono essere considerati.
Tuttavia, senza miglioramenti evidenti con pregabalin, potrebbe essere opportuno consultare un neurologo specializzato in neuropatie.
2. Approcci interventistici:
Radiofrequenza pulsata (RFP):**
È una tecnica minimamente invasiva che può essere efficace nel ridurre la sensibilità neuropatica e il dolore cronico nervoso. È stata usata con successo in alcune neuropatie craniche e periferiche.
La RFP può essere presa in considerazione se i sintomi sono legati a neuromi o a compressioni nervose persistenti.
Blocco nervoso o infiltrazioni:**
Potrebbero essere ripetute, ma bisogna valutarne il beneficio attuale e il rischio.
Chirurgia o neurolisi:**
In casi selezionati, può essere considerata una valutazione chirurgica per rimuovere eventuali neuromi o liberare il nervo da aderenze cicatriziali.
3. Tecniche di neuromodulazione:
La terapia con stimolazione nervosa (come la stimolazione del nervo periferico o la neuromodulazione epidurale) può essere valutata in centri specializzati.
4. Approccio multidisciplinare:
È importante coinvolgere un team di specialisti (neurologi, neurochirurghi, terapisti del dolore) per un’analisi approfondita e un piano personalizzato.
Cosa può fare ora:
Consultare un neurologo specializzato in neuropatie craniche e nervi periferici** per una valutazione approfondita e eventuali esami specifici.
Valutare un centro specializzato in terapia del dolore** che abbia esperienza in neuromodulazione e tecniche interventistiche avanzate.
Evitare di proseguire con cicli ripetuti di blocchi** senza una valutazione completa, poiché potrebbero non essere più efficaci o potrebbero addirittura peggiorare la cicatrizzazione o le aderenze.
In conclusione:
La sua condizione richiede un approccio personalizzato e multidisciplinare.
La rigenerazione nervosa può richiedere mesi o anni; tuttavia, interventi mirati come la radiofrequenza pulsata o la neuromodulazione possono offrire sollievo più rapido e duraturo.
La cosa più importante è una valutazione specialistica approfondita per individuare eventuali cause strutturali o funzionali permanenti e pianificare il trattamento più appropriato.
Gentile paziente, le consiglio di ricontattare il medico anestesista specialista in terapia del dolore che l'ha seguita durante gli scorsi mesi e con il quale ha avuto un buon riscontro clinico. Probabilmente potrebbe essere il caso di ripetere dei trattamenti che ha già eseguito e che si sono rivelati efficaci. Arrivederci!
buongiorno, il suo caso andrebbe valutato clinicamente ma la descrizione che fornisce è quello di una sindrome da ferita dolorosa con dolore neuropatico associato che potrebbe beneficare , previa valutazione dello specialista in terapia del dolore , di Pens cutanea da esegursi in regime di day hospital nelle strutture di terapia del dolore che posseggono gli skill necessari.
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