gentili dottori, 5 mesi fa conosco virtualmente un ragazzo, viviamo in città differenti ma via via d

gentili dottori, 5 mesi fa conosco virtualmente un ragazzo, viviamo in città differenti ma via via diventa sempre più piacevole sentirsi in un continuo crescendo di conferme attraverso gesti e parole. Decidiamo perciò di vederci, vado a trovarlo nella sua città con il pretesto di una mostra fotografica e passiamo due giorni molto piacevoli e dolci che sembrano dare spazio a un prosieguo della cosa. Gliene parlo, chiedendogli le sue sensazioni a riguardo e se ci fossero anche per lui i presupposti per rivedersi e lui mi risponde con toni entusiastici che meglio di così non poteva andare nonostante avesse mille preoccupazioni. Torno alla mia routine quotidiana continuando a sentirlo e pensando ad organizzare un secondo incontro a ridosso del suo compleanno che sarebbe stato a breve. Lui ancora una volta si dimostra contento ma improvvisamente diventa scostante. Gli chiedo spiegazioni e dapprima mi rassicura, poi mi dice che forse sui nostri progetti futuri potremmo essere diversi, poi pian piano, la verità : Mi piaci ma non mi sento totalmente coinvolto. Delusa e sinceramente ferita, mi allontano ma lui mi chiede del tempo reputando un solo incontro troppo poco per decidere e io ( sbagliando lo so ) , sperando che mi avrebbe dimostrato qualcosa di più, glielo concedo. Il suo atteggiamento però rimane sempre lo stesso e io reagisco con rabbia alla delusione che provo , finendo a litigare spesso con lui. Ci vediamo comunque una seconda volta e successivamente mi comunica che, come la prima volta , era stato molto bene in mia compagnia ma non sente quel qualcosa in piu che gli faccia pensare a una relazione. Dove ho sbagliato ? Grazie a chi mi risponderà.

25 risposte


Buongiorno, come mai pensa di aver sbagliato qualcosa? Da ciò che scrive sembra che lei si sia comportata con onestà e naturalezza. Nel campo delle relazioni e delle interazioni spesso anche comportandoci nel migliore dei modi non è possibile ottenere ciò che vogliamo, proprio perché il risultato è la somma di voleri, sentimenti, pensieri e comportamenti, che solo per metà sono nostri. Può essere che lei non abbia sbagliato nulla e che i vostri voleri non abbiano coinciso. Se le capita spesso di pensare di aver sbagliato in situazioni dove si è comportata naturalmente le consiglio di intraprendere un percorso psicologico che l'aiuti a riconoscere in quali situazioni è possibile identificare un suo errore e in quali, invece, l'ambiente non è stato favorevole e ha corrisposto le sue aspettative.

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Buongiorno, Dalla sua storia emerge un forte investimento emotivo e il desiderio di costruire un legame autentico con questa persona. È comprensibile provare delusione e frustrazione quando le aspettative non vengono ricambiate nella misura sperata. Tuttavia, non si tratta di un "errore" da parte sua: nelle relazioni, i sentimenti e il coinvolgimento non sempre crescono in modo simmetrico. Ciò che conta è riconoscere quando l'altro non è sulla stessa lunghezza d’onda e proteggere il proprio benessere emotivo. Il fatto che lui abbia mostrato inizialmente entusiasmo per poi diventare scostante può dipendere da molteplici fattori, come dubbi personali o difficoltà nel gestire le proprie emozioni. Tuttavia, ciò non deve mettere in discussione il suo valore o la sua capacità di costruire relazioni. La chiave sta nel comprendere i propri bisogni e nel riconoscere quando un rapporto non offre la reciprocità e la stabilità desiderate. Sarebbe utile e consigliato per approfondire rivolgersi ad uno specialista, che possa aiutarla a elaborare questa esperienza e a rafforzare la consapevolezza delle sue dinamiche affettive, così da affrontare al meglio future relazioni. Cordiali saluti, DOTTORESSA SILVIA PARISI PSICOLOGA PSICOTERAPEUTA SESSUOLOGA


Buongiorno, La situazione che descrive sembra essere un esempio di un bel percorso di conoscenza, che tuttavia non ha trovato il giusto sbocco, nonostante i sentimenti iniziali e l'attenzione reciproca. Mi chiedo, però: cosa ha significato per lei il fatto che lui le abbia chiesto del tempo? Cosa ha percepito in quel momento riguardo ai suoi desideri e aspettative verso questa relazione? Il fatto che lui non abbia sentito quel “qualcosa in più” non può essere visto solo come una delusione, ma piuttosto come un’opportunità per riflettere sui propri bisogni e su cosa davvero cerchiamo in una relazione. Cosa potrebbe significare per lei lasciar andare questo "continuo crescendo" e cercare una maggiore chiarezza sul proprio vissuto emotivo? Se interessata ad approfondire, sono disponibile su consulenza, anche online. Un caro saluto, Dr. Giorgio De Giorgi


Gentilissima, È del tutto comprensibile che dopo aver investito emozioni e speranze in questa conoscenza, provi rabbia e delusione. Mi permetta di rassicurarla: non ha commesso alcun errore. A volte, il coinvolgimento dell’altro non dipende da ciò che facciamo, ma da dinamiche interiori che sfuggono al nostro controllo. Potrebbe aver influito la paura dell’impegno, la difficoltà di gestire la distanza o semplicemente l’assenza di quella sintonia profonda che porta a costruire qualcosa di più. Forse la domanda da porsi non è "Dove ho sbagliato?", ma "Cosa posso imparare da questa esperienza?". Ha dimostrato affetto, interesse e disponibilità, qualità fondamentali in una relazione sana. Se dall’altra parte non c’era la stessa spinta, non significa che il problema sia stato lei, ma che mancava una reale reciprocità. E, per quanto doloroso, questo è un elemento prezioso da riconoscere per il futuro. Un caro saluto Dott.ssa Sharon Panizza


Gentile utente, innanzitutto, voglio dirti che la delusione che provi è assolutamente comprensibile, data la situazione che stai vivendo. Quando ci si apre a una persona, si investe tempo ed emozioni, e il fatto che, nonostante le iniziali aspettative positive, le cose non siano evolute come speravi, può essere doloroso e disorientante. Quando una persona manifesta dei dubbi, e in particolare quando ti comunica che non si sente coinvolta o non percepisce quel "qualcosa in più" che farebbe scattare la voglia di una relazione, è importante rispettare quella sensazione, anche se può essere doloroso. La tentazione di provare a convincere l'altro o aspettarsi che cambi è forte, ma una relazione sana si fonda su una reciproca volontà di investire emozionalmente. Il tuo desiderio di continuare a sperare che lui "dimostri qualcosa di più" potrebbe essere sintomo di una ricerca di approvazione o di una paura di accettare che non tutti i legami evolvono nel modo che immaginiamo. Il conflitto che si è generato, con rabbia e litigi, può derivare proprio da una disconnessione emotiva tra le tue aspettative e ciò che lui è in grado di offrire. È importante che tu riconosca che, sebbene ci siano stati dei momenti piacevoli e che lui abbia manifestato entusiasmo, se non c'è una corrispondenza reciproca nelle intenzioni e nei sentimenti, è difficile che la relazione possa evolversi in qualcosa di più profondo. In questa situazione, non c'è un vero "errore" da parte tua, ma piuttosto la difficoltà di accettare che a volte le persone non sono pronte o non sono in grado di rispondere nel modo che ci aspettiamo. Il consiglio che ti darei è di concentrarti sul rispetto per te stessa, sulla tua dignità emotiva e sull'accettazione che non sempre le persone sono allineate con le nostre aspettative. È importante che tu non perda di vista i tuoi bisogni emotivi e che, se non ricevi la reciprocità che cerchi, sia per te stessa che per il tuo benessere, sia il momento di fare un passo indietro. Ogni relazione, anche se non evolve come sperato, ti insegna qualcosa di importante su te stessa e su ciò che desideri in un partner. Meriti una relazione che sia bilanciata e reciproca, dove entrambi possiate crescere insieme. Un caro saluto Dott.ssa A.Mustatea


Buonasera, grazie della condivisione. Innanzitutto, partirei dalla sua domanda finale: "Dove ho sbagliato?", una domanda nella quale lei implica che sia stato per forza un errore attribuendolo peraltro solamente a se stessa. A dire la verità, pur non conoscendone i dettagli precisi, non attribuirei colpe a nessuno dei due, e le spiego anche il perché: lei ha seguito ciò che sentiva, ha mostrato interesse, presenza e disponibilità a costruire qualcosa. L'altro ha probabilmente vissuto un entusiasmo iniziale che, nel tempo, non ha trovato conferma dentro di sé. È una dinamica che capita, e che spesso non dipende da un errore, ma da due vissuti che iniziano a divergere. Forse allora la domanda più utile non è tanto "dove ho sbagliato?", ma "cosa mi ha spinta a restare, anche quando i segnali iniziavano a cambiare?" E ancora: "Cosa cerco davvero in una relazione? E cosa vorrei imparare a riconoscere prima, per proteggermi meglio?" Queste domande possono aprire uno spazio di consapevolezza, più che di colpa. Se vorrà approfondirle in un contesto di ascolto, resto volentieri a disposizione. Un caro saluto, Dott. Federico Alberto Russo Psicologo – Milano

Dott. Federico Alberto Russo

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psicologo clinico

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Buonasera, comprendo il suo dispiacere e la sua confusione di fronte a questa dinamica relazionale che ha generato in lei aspettative e poi una profonda delusione. Analizzando la situazione che lei descrive, emergono alcuni punti che meritano attenzione. Innanzitutto, è importante riconoscere che le dinamiche che si instaurano nelle frequentazioni virtuali possono talvolta creare un'illusione di intimità e connessione più rapida e intensa di quanto avvenga nelle interazioni di persona. Le parole e i gesti virtuali, pur essendo significativi, non sempre riflettono appieno le reali emozioni e intenzioni di una persona. Il vostro primo incontro sembra essere stato molto positivo e ha alimentato in lei la speranza di un prosieguo. La reazione entusiastica del suo interlocutore dopo questo incontro è comprensibilmente risultata incoraggiante. Tuttavia, il successivo cambio di atteggiamento, la sua scostantezza e le motivazioni addotte ("forse sui nostri progetti futuri potremmo essere diversi", "non mi sento totalmente coinvolto") suggeriscono una sua incertezza o una mancanza di un reale coinvolgimento emotivo, nonostante l'apparente piacevolezza dei momenti trascorsi insieme. La sua decisione di concedergli del tempo, pur comprendendo il suo desiderio di sperare in un cambiamento, potrebbe averla esposta a un ulteriore periodo di incertezza e sofferenza. La sua reazione di rabbia di fronte alla delusione è una risposta emotiva comprensibile in una situazione in cui le aspettative non vengono corrisposte. Il secondo incontro, pur essendo stato positivo per lui ("era stato molto bene in mia compagnia"), ha confermato la sua precedente posizione: la mancanza di quel "qualcosa in più" necessario per immaginare una relazione. Alla sua domanda "Dove ho sbagliato?", vorrei risponderle che in amore e nelle dinamiche relazionali non sempre esiste un "sbaglio" individuale. Lei si è mostrata aperta, disponibile e ha espresso i suoi sentimenti in modo sincero. Il fatto che l'altro non abbia provato lo stesso tipo di coinvolgimento non è necessariamente una sua responsabilità o un suo errore. È possibile che le aspettative di entrambi fossero diverse fin dall'inizio, o che il suo interlocutore abbia realizzato, dopo averla conosciuta di persona, che non si sentiva pronto o predisposto per una relazione con lei, nonostante l'iniziale affinità virtuale. La sua reticenza a un coinvolgimento più profondo potrebbe dipendere da molteplici fattori personali che non sono necessariamente legati a lei. In queste situazioni, è fondamentale ascoltare i segnali che l'altro ci invia, anche quando sono ambivalenti o dolorosi da accettare. La sua onestà, seppur tardiva e forse un po' confusa, nel comunicarle la sua mancanza di coinvolgimento, le ha comunque permesso di avere un quadro più chiaro della situazione. Il tempo che lei gli ha concesso, nella speranza di un cambiamento, è comprensibile dal punto di vista emotivo, ma a volte insistere in una dinamica in cui l'altro non manifesta un desiderio reciproco può portare a ulteriore frustrazione e sofferenza. La sua reazione di rabbia è una manifestazione del suo dolore e della sua delusione. È importante riconoscere e validare queste emozioni, senza però lasciare che prendano il sopravvento e compromettano ulteriormente la sua serenità. In conclusione, non credo che lei abbia commesso degli "errori" specifici. Si è resa disponibile a conoscere una persona e ha espresso i suoi sentimenti. Il fatto che non ci sia stata una corrispondenza emotiva da parte dell'altro fa parte della complessità delle relazioni umane. Ora, è importante che lei si prenda cura di sé, elabori la delusione e si concentri sul suo benessere. Questa esperienza, per quanto dolorosa, può offrirle spunti di riflessione sulle sue aspettative e sui segnali da osservare nelle future frequentazioni. Si ricordi che merita una relazione basata sulla reciprocità, sul coinvolgimento e su sentimenti condivisi.


Gentile utente, ogni incontro porta con sé un significato profondo, e spesso racchiude – in forma più o meno consapevole – il desiderio di un cambiamento. Dal suo racconto emerge un investimento affettivo sincero, mentre l’altro, pur mostrando un piacevole apprezzamento, ha mantenuto un atteggiamento ambivalente. Forse non si tratta di un errore da parte sua, quanto piuttosto di una difficoltà nel riconoscere i limiti dell’altro, nei suoi tempi e nel suo percorso. L’incontro con l’altro genere, specie nel contesto culturale attuale, non è mai semplice: ci si confronta con aspettative diverse, spesso asimmetriche. È possibile che anche lui, come lei accenna, stia vivendo un conflitto interno tra il desiderio di lasciarsi coinvolgere e la paura di un cambiamento non ancora pienamente maturato. In questi casi, più che interrogarsi su eventuali “errori”, può essere utile soffermarsi su cosa spinge a ignorare i segnali ricevuti, e su cosa si cerca profondamente in una relazione. Talvolta, infatti, è più facile riaprire – e persino abitare – il dolore antico della “ferita dei non amati”, piuttosto che affrontare il compito faticoso ma trasformativo di un vero processo di emancipazione e maturazione. Porsi domande autentiche e, se necessario, rivolgersi a uno psicoterapeuta, può essere un passo importante per attraversare con maggiore consapevolezza questo momento.


Buongiorno, comprendo quanto questa esperienza possa essere stata frustrante e dolorosa per lei. Quando si investono emozioni, tempo e aspettative in una conoscenza che sembra promettere qualcosa di speciale, ricevere un riscontro che non corrisponde ai propri sentimenti può generare delusione, confusione e una sensazione di ingiustizia. Il desiderio di capire "dove ho sbagliato" è comprensibile, ma vorrei aiutarla a guardare questa situazione da una prospettiva diversa. La prima cosa da considerare è che, in una relazione nascente, non tutto dipende da ciò che si fa o non si fa. Spesso tendiamo a pensare che, se una persona si allontana, è perché noi abbiamo commesso un errore, ma la realtà è che i sentimenti e l'attrazione emotiva sono processi complessi, influenzati da variabili che non possiamo sempre controllare. Ogni individuo ha il proprio modo di vivere le relazioni, i propri tempi e i propri bisogni, e non sempre due persone si trovano sulla stessa lunghezza d’onda. Dalla sua descrizione, sembra che questa persona abbia inizialmente mostrato interesse e coinvolgimento, ma poi abbia iniziato a prendere le distanze. È possibile che il suo entusiasmo iniziale fosse sincero, ma che con il tempo abbia compreso di non provare quel trasporto emotivo necessario per costruire qualcosa di più profondo. Questo non significa che lei abbia sbagliato qualcosa, né che ci sia stato un errore nel modo in cui ha vissuto questa conoscenza. Tuttavia, c’è un aspetto su cui potrebbe riflettere: il suo desiderio di "concedergli tempo" nella speranza che qualcosa cambiasse. È naturale sperare che, con più occasioni e più vicinanza, l’altra persona possa accorgersi di quanto siamo speciali e possa ricambiare i nostri sentimenti. Ma quando qualcuno manifesta dubbi o incertezze fin dall’inizio, è importante chiedersi se aspettare sia davvero un atto di speranza o piuttosto un modo per rimandare il dolore di un rifiuto che, in fondo, è già stato espresso. La sua reazione di rabbia e delusione è del tutto comprensibile. Sentirsi trascinati in un limbo emotivo, senza chiarezza, può essere estenuante e logorante. Ma è importante ricordare che, nelle relazioni sane, non dovremmo dover "convincere" qualcuno a stare con noi. Se un sentimento c’è, emerge spontaneamente. Quando invece ci troviamo a lottare per ottenere conferme o per colmare le esitazioni dell’altro, rischiamo di perdere di vista il nostro valore e di mettere in secondo piano il nostro benessere emotivo. La domanda che potrebbe porsi, allora, non è tanto "dove ho sbagliato?", ma piuttosto "cosa posso imparare da questa esperienza?". Forse può essere l’occasione per riflettere su quanto sia importante che l’interesse in una relazione sia reciproco e su come sia fondamentale scegliere persone che vogliono stare con noi con la stessa certezza con cui noi vogliamo stare con loro. Darsi il permesso di accettare che qualcuno non ricambi pienamente i nostri sentimenti non significa svalutarsi, ma al contrario, significa riconoscere che meritiamo un coinvolgimento autentico e sincero. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero


Gentile utente, grazie per la sua condivisione. Mi arriva la sua delusione e ed il suo grande dispiacere per la fine di questa relazione. Inizierei col dire che penso che lei non abbia sbagliato nulla; nella relazione non siamo mai soli, quindi possiamo essere responsabili per il nostro pezzettino, come l'Altro è responsabile del suo pezzettino. Inoltre, concedere del tempo ad una relazione alla quale teniamo può essere utile; non solo alla persona a cui concediamo il tempo, ma anche a chi il tempo lo concede in quanto può essere un momento prezioso per capire "come si sta in quel tempo con quella persona". Rimango a disposizione, anche online. Saluti dott.ssa Shana Baratto


Gentile. Queste situazioni ci portano a chiederci cosa abbiamo sbagliato ma... Le situazioni e le relazioni si fanno in due, così come gli sbagli. L'atteggiamento contraddittorio del "sto bene ma non voglio qualcosa in più" crea una sensazione di disagio e stress che mantiene costante l'attenzione sulla persona oggetto di desiderio ( in questo caso il ragazzo). A lei fa stare bene questa sensazione? come la vive? Piuttosto che chiedersi cosa sbaglia, io mi chiederei "quanto sto bene in questa situazione? questa persona mi sta facendo bene? cosa provo? mi conviene continuare o mollare in base a ciò che provo?". Queste sono le domande che io le avrei posto in un colloquio psicologico. Saluti.

Dott. Gianluigi Torre

Dott. Gianluigi Torre

psicologo clinico

Terracina

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Buongiorno, mi spiace per l'accaduto. Sentire non corrisposto il nostro interesse verso qualcuno può essere molto frustrante. Ha chiesto cosa può aver sbagliato ma credo si stia ponendo la domanda errata. Le chiedo, a lei piacciono tutte le persone che incontra? Probabilmente no, eppure queste persone non fanno qualcosa di sbagliato. Questo perché l'attrazione e l'interesse nei confronti di qualcuno dipende da molti fattori ed è una questione meramente soggettiva e personale. A volte capita che qualcuno non ci interessi, ma non significa che questa persona abbia fatto qualcosa di sbagliato e lo stesso vale per lei. Se sente che questa situazione le crea disagio, può pensare di parlarne con un qualcuno che possa darle supporto. Se lo desidera, mi rendo disponibile per una consulenza psicologica da remoto oppure in studio. Saluti, dott.ssa Sara Colnaghi | Psicologa clinica


Ciao, grazie per aver condiviso una storia così intima e per averlo fatto con una tale dolcezza e sincerità, anche nel dolore. La tua delusione è più che comprensibile, e ti assicuro che non c’è stato alcuno “sbaglio” da parte tua, almeno non nel senso in cui spesso ci si autoaccusa quando si rimane feriti. Partiamo da un punto chiave: non hai sbagliato a sperare, hai creduto in qualcosa che aveva segnali concreti: parole, gesti, disponibilità, entusiasmo. Quando ci si sente visti e accolti in questo modo, è naturale aprirsi e progettare, ed è sano che tu abbia chiesto chiarezza sulle sue intenzioni. Hai fatto ciò che si fa quando ci si prende cura di sé e dell'altro. Il comportamento di questo ragazzo è stato ambivalente: Prima si mostra entusiasta, poi si tira indietro, dice di stare bene con te, ma non sente "quel qualcosa in più", chiede tempo, ma non cambia atteggiamento. Questo tipo di dinamica può creare molta confusione emotiva. E sai perché? Perché le emozioni che trasmette non sono coerenti. E quando c’è incoerenza, la mente cerca risposte, spesso accusandosi. Ma ciò che è successo parla più di lui che di te: forse ha avuto delle difficoltà a capire ciò che provava, o ha temuto l’impegno, o ancora idealizzava qualcosa che, di fronte alla realtà concreta dell’incontro, non ha retto le sue aspettative interne (non necessariamente per un tuo "difetto", ma per un suo schema affettivo). la tua sofferenza deriva probabilmente dal fatto che tu hai creduto davvero in quello che stava nascendo e non c'è nulla di debole o sbagliato in questo, anzi, è un atto coraggioso. Quello che fa male è che hai amato la relazione con autenticità, mentre l’altro non ha saputo reggerne il peso, pur senza mai dirlo chiaramente. Reagire con rabbia alla frustrazione, al vuoto, al senso di illusione, è umanissimo. Non è stato "sbagliato", è stato forse l’unico modo per cercare una reazione dall’altra parte, come a dire: dammi qualcosa di vero, di chiaro, di autentico. Ma lui, in fondo, non aveva altro da darti. devo chiederti, dove sei davvero, in tutto questo?Sei in un punto in cui hai dato valore ai tuoi sentimenti? Hai amato senza mezze misure? Hai chiesto chiarezza con maturità? Hai accettato di tornare indietro (il famoso “gli ho dato tempo”), ma non per debolezza: per speranza. Forse non c’è una lezione da imparare in senso stretto, ma c’è una consapevolezza da coltivare, non tutti sono capaci di sostenere la bellezza di un legame autentico non perché non ne siano degni, ma perché non sono pronti e tu sei pronta e questo è un grande dono. In amore si soffre anche perché si è vivi e tu, da come scrivi, lo sei profondamente. Se ti va, possiamo anche parlare insieme di come superare il senso di colpa e trasformare questa esperienza in qualcosa che non faccia solo male, ma che ti restituisca a te stessa. Un abbraccio grande.


Salve, È comprensibile che questa situazione le abbia generato frustrazione e confusione. Ricevere messaggi contrastanti da una persona con cui si sta costruendo un legame può essere destabilizzante e portare a dubbi su cosa sia andato storto. Dalla sua descrizione, sembra che questa persona abbia apprezzato il tempo trascorso con lei, ma che, nonostante ciò, non abbia sviluppato un coinvolgimento più profondo. In questi casi, la distanza fisica può rappresentare una difficoltà ulteriore, poiché rende più complessa l’organizzazione degli incontri e implica un investimento di tempo ed energie maggiore. È possibile che lui stesso sia stato indeciso su ciò che voleva, ma questo non significa che lei abbia sbagliato qualcosa. Anzi, ha fatto bene a esprimere il suo punto di vista con chiarezza e a concedere una seconda possibilità se lo ha ritenuto giusto per sé. Tuttavia, è altrettanto importante accettare che, se l’altra persona non sente lo stesso tipo di interesse, ciò non dipende da un errore da parte sua. Il valore di una persona non si misura dal fatto che qualcuno scelga o meno di intraprendere una relazione con lei. L’aspetto più importante ora è focalizzarsi su ciò che fa stare bene lei e su ciò che desidera davvero da un rapporto.


Buongiorno, grazie per aver condiviso questa storia con noi. Non ha sbagliato da nessuna parte. Dovrebbe solo cercare di accettare che a volte le cose non vanno come vorremmo perchè in una relazione ci sono due persone e non si può pensare di manipolare l'altra persona per poter ottenere il comportamento da noi desiderato. Se volesse avere un confronto più strutturato sono a disposozione. Cordialmente. Dott.ssa chantal Danna


Salve, mi dispiace molto per la situazione che descrivo poichè capisco quanto questa situazione possa avere un impatto sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale innanzitutto che lei faccia chiarezza circa ciò che sente e ciò che prova verso questa persona, ritagliandosi uno spazio d’ascolto per elaborare pensieri e vissuti emotivi legati alla situazione descritta pertanto la invito a richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente. Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa aiutarla soprattutto a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive. Credo che anche un approccio EMDR possa essere utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale. Resto a disposizione, anche online. Cordialmente, dott. FDL


Non hai sbagliato nulla, semplicemente hai investito emotivamente in una conoscenza che non ha avuto lo sviluppo che speravi. È normale sentirsi feriti e delusi quando le aspettative non vengono ricambiate, ma questo non significa che tu abbia fatto qualcosa di sbagliato. Un supporto psicologico potrebbe aiutarti a riflettere sul tuo modo di vivere le relazioni, sulle aspettative che crei e su come gestire la delusione. Forse il punto non è capire "dove hai sbagliato", ma cosa puoi imparare da questa esperienza per il futuro, evitando di prolungare situazioni in cui l’altra persona non ricambia con la stessa intensità. Accogli il dispiacere, ma non lasciare che questo metta in dubbio il tuo valore. Meriti qualcuno che sia certo di volerti accanto sin dall’inizio, senza bisogno di convincerlo.


Buonasera, provi a scostarsi dal giusto/sbagliato. I nostri comportamenti sono una complessità che non può essere ridotta a un binomio giusto/sbagliato, bene/male etc. Anche il comportamento più disfunzionale ha senso e significato alla luce della storia e del funzionamento di quella persona. Esplorare e conoscere il proprio funzionamento permette di acquisire la consapevolezza del perchè, come in questo caso, continuo a bussare in una porta dove so di trovare una persona ambivalente e non del tutto emotivamente disponibile. Anzichè chiedersi dove ha sbagliato, proverei ad aver uno sguardo curioso verso il proprio funzionamento e concedersi uno spazio di esplorazione in terapia. Senza giudizio anche se, soprattutto all'inizio, so che non è semplice. Quella rabbia rimanda alla delusione e le sta segnalando che i suoi bisogni sono stati frustrati, quindi è importante prendersene cura rimarginando quella ferita e dirigendosi verso persone che possano soddisfarli. Rimango a sua disposizione, anche online. Un caro saluto, Dott.ssa Martina Orzi


Buongiorno, mi interrogherei su come mai le viene da sottoporre la questione a dei dottori. Quello che che scrive dà più indizi sull'altra persona che su di lei, mi chiedo se si aspettasse veramente qualcuno che le dicesse dove ha sbagliato

Dott.ssa Melissa Marchionni

Dott.ssa Melissa Marchionni

psicologo

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Buongiorno, io penso che lei non abbia sbagliato proprio nulla e che abbia vissuto questa esperienza con la pienezza, l'onestà e l'amore di cui è evidentemente capace. situazioni analoghe mi fanno pensare al piccolo principe, quando di fronte al re che vorrebbe fare di lui ministro o capo per tenerlo legato a sè, lui risponde che non possiamo chiedere agli altri quello che gli altri non ci possono dare. Questa storia parla di due aspetti insieme, da una parte quanto siamo disposti a chiedere a noi stessi nell'attesa che qualcosa cambi per essere più felici e dall'altra cosa aspettarci da interlocutori che si dimostrano reticenti di fronte ai nostri bisogni. Non so cosa spinga il suo interlocutore a non essere convinto di questa relazione, ma sembrerebbe che attualmente non sia in grado di darle quello di cui lei ha bisogno e così questa lotta contro i mulini a vento rischia di trasformarsi in un oggetto di frustrazione e rabbia per lei. In realtà le ragioni che costituiscono un rifiuto non sono sempre da cercare dentro di noi, ma risiedono nell'altro. quello che noi possiamo fare è agire coerentemente con i nostri sentimenti, non raccontarci bugie, neppure quando questi sentimenti non trovano corrispondenza. Spero di cuore che arrivi presto in fondo a questa storia e che comunque vada lei sia in grado di donarsi e ricevere l'amore che merita.


Salve, Comprendo il dispiacere che ha provato di fronte alle parole di questa persona con cui stava costruendo una conoscenza. È naturale nutrire entusiasmo e speranza man mano che un rapporto si sviluppa, così come è umano interrogarsi sulle ragioni per cui non abbia funzionato e su cosa abbia spinto l'altro a interrompere la relazione. La verità è che questa scelta parla molto più dell'altro che di lei, sebbene non sia sempre facile prenderne atto. L’amore non è una questione di merito: non ci si innamora di qualcuno perché è "perfetto" o perché si è comportato in maniera impeccabile. Piuttosto, ci si lega alla persona che si percepisce come "giusta per sé", un concetto ben diverso dall'essere "abbastanza" in senso assoluto. Il suo unico compito in una relazione è essere autenticamente se stessa, impegnandosi nel rapporto in modo spontaneo e naturale. Spero che le mie parole le siano state di conforto. Se desidera approfondire questo tema, non esiti a contattarmi per un supporto, online o in presenza. Cordialmente, Dott.ssa Luciana Bastianini


Buongiorno!! Capisco la sua frustrazione e il suo malessere ma non credo che qualcuno qui abbia sbagliato qualcosa più che altro mi sembra di capire dal suo racconto che si tratta di sue persone con bisogni diversi. Lei ha fatto bene ad esprimere ciò che sentiva e le sue perplessità, ma mi sembra di capire che siete due persone che si trovano bene insieme ma che al momento vogliono cose diverse dalla vita.


Buon pomeriggio, grazie per questa condivisione. La vorrei rassicurare sul fatto che Lei non ha sbagliato nulla, ha soltanto voluto dare una possibilità a questo ragazzo ed ha creduto nella possibilità di far nascere qualcosa. Purtroppo, però, per mille motivi a volte le cose non vanno - e non sempre, anzi molto raramente, dipende da noi. Magari non è scattata davvero quella chimica, magari non lui non era davvero pronto o non eravate l'uno la persona giusta dell'altra; magari l'idea di una relazione a distanza ha fatto paura, o chissà quali tante altre ragioni. Non se ne faccia una colpa, Lei ci ha provato e ci ha sperato, ci ha messo il cuore... se non è andata, forse semplicemente non era destino - ma Lei non ha nè sbagliato nè perso tempo. Spero Lei trovi la persona giusta, e se avrà ancora bisogno sarò a Sua disposizione! :)


Gentile utente, non credo lei abbia commesso qualche errore in particolare. Penso che questo ragazzo sia stato del tutto onesto a comunicarle quanto già prima sentiva, ovvero un coinvolgimento non così forte da volere una relazione con lei. Non posso sapere i motivi di questa sua apparente incostanza ma è probabile che, per quanto abbiate passato due splendide giornate insieme, semplicemente non cercavate la stessa cosa. Un saluto


Gentile, quello che porta è un’esperienza emotivamente intensa, fatta di apertura, investimento e desiderio di costruire qualcosa. E questo, prima di tutto, merita di essere accolto senza essere letto in termini di errore. Dentro a ciò che ha vissuto c’è molta autenticità: ha dato spazio a ciò che sentiva, ha cercato un confronto, ha provato a capire se poteva esserci una direzione condivisa. Sono movimenti sani, che parlano di una capacità di stare nella relazione con presenza. Allo stesso tempo, dall’altra parte sembra esserci stato un coinvolgimento diverso, non meno “valido”, ma su un piano differente. Anche lui, per quello che emerge, ha provato a restare in contatto con ciò che sentiva, passando da un entusiasmo iniziale a una maggiore consapevolezza dei propri limiti nel proseguire. Questo non cancella ciò che c’è stato, ma ne definisce i confini. Quando due persone si incontrano con intensità emotive o tempi diversi, può crearsi uno spazio complesso: da una parte il desiderio di continuità, dall’altra una fatica a sentire lo stesso livello di coinvolgimento. In questo spazio è naturale cercare risposte, concedere tempo, sperare che le cose si chiariscano. Anche le emozioni che sono emerse in lei — delusione, rabbia, frustrazione — possono essere comprese come segnali importanti: indicano un bisogno di reciprocità, di stabilità, di sentirsi pienamente incontrata. Non sono reazioni fuori misura, ma parti di sé che cercavano orientamento. Più che pensare a dove abbia sbagliato, può essere utile considerare che si è trattato dell’incontro tra due modalità di sentire che, a un certo punto, non si sono allineate fino in fondo. Non per mancanza di volontà o di valore da una delle due parti, ma perché il coinvolgimento non è qualcosa che si può costruire intenzionalmente oltre una certa soglia. Forse allora lo sguardo può diventare più gentile verso di sé: riconoscere di essersi messa in gioco, di aver dato valore a ciò che c’era, e allo stesso tempo iniziare a prestare attenzione a come si sente quando l’altro è più incerto. Non per cambiare il proprio modo di essere, ma per restare in contatto con i propri bisogni mentre la relazione prende forma. Quello che emerge, infatti, è una capacità di sentire e di legarsi che è preziosa; e può trovare un incontro più pieno quando dall’altra parte c’è qualcuno che, con la stessa autenticità, riesce a muoversi nella stessa direzione. Saluti. Dott.ssa Manuela Barzellato

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