Gent.mi, scrivo per un problema che mi assilla da anni. Sono una ragazza di 28 anni, in stato di s

1 risposte
Gent.mi,
scrivo per un problema che mi assilla da anni.
Sono una ragazza di 28 anni, in stato di sovrappeso (altezza 165cm x 79kg).
Ho due linfonodi ingrossati sul lato destro del collo, appunto, da anni. Effettuo una ecografia al collo almeno una volta ogni 6 mesi dal 2019 e questi linfonodi sono rimasti invariati di dimensioni fino ad oggi (li descrive come noduli isoecogeni latero-cervicali dalla dimensione max di 16mm dall'aspetto reattivo). Sono due palline che sento chiaramente sotto le dita, se tendo il collo le sento quasi più dure.
Ho effettuato anche visite endocrinologiche ed esami del sangue, che mi hanno inquadrato come soggetto con tiroidite; al momento non devo seguire alcuna terapia farmacologica, ma effettuare queste ecografie periodicamente e visita endocrinologa.

Non ho altri sintomi annessi, a parte queste palline che sento sempre.
Sono molto ansiosa e ho sempre paura che in realtà siano qualcosa di più grave e nessuno lo ha scoperto, per questo a volte mi agito particolarmente e ho attacchi di panico, palpitazioni e fiato corto.
Ma è possibile che due linfonodi rimangano gonfi per anni? Sempre stazionari, sempre lì.
In alcun modo possono andare via?

Attendo Vostre delucidazioni.

Grazie.

Susanna
Dr. Riccardo Muscariello
Internista
San Giorgio a Cremano
Buonasera, come preciso sempre prima di rispondere a una domanda ricordo che una diagnosi e una terapia richiedono sempre una visita completa.
Detto questo, per rispondere alle sue domande:
- sì, è possibile che dei linfonodi aumentati di volume restino tali per molto tempo, specie se il motivo che li ha causati resta attivo (ad esempio, delle infezioni del cavo orale persistenti con linfonodi sottomandibolari reattivi);
- la stabilità delle dimensioni e delle caratteristiche ecografiche è un elemento che suggerisce la benignità dei linfonodi;
- l'ecografia ha una buona capacità di distinguere i linfonodi "tranquilli" (cosìddetti "reattivi") da quelli patologici.

Ovviamente queste sono solo informazioni generali, per cui Le suggerisco di rivolgersi al suo medico di medicina generale (medico di base) per completare insieme l'iter diagnostico.

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