Esame mammografico eseguito in duplice proiezione standard C-C e M-L-O Corpus mammae parvi-nodula
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Esame mammografico eseguito in duplice proiezione standard C-C e M-L-O
Corpus mammae parvi-nodulare; parenchima mammario particolarmente rappresentato tra i
qq esterni della mammella dx, ove si apprezzano alcune micro-calcificazioni riunte in cluster. Opacità nodulare di 4 mm tra i qq esterni della mammella dx, a margini irregolari. Micro-calcificazioni sperse nel seno sn.
Cute di spessore regolare. Non linfo-adenomegalie nei cavi ascellari.
Buongiorno può gentilmente spiegarmi cosa sono le micro calcificazioni in Cluster e l'opacità nodulare?Mi è stata consigliata una RMN con Mdc.
Corpus mammae parvi-nodulare; parenchima mammario particolarmente rappresentato tra i
qq esterni della mammella dx, ove si apprezzano alcune micro-calcificazioni riunte in cluster. Opacità nodulare di 4 mm tra i qq esterni della mammella dx, a margini irregolari. Micro-calcificazioni sperse nel seno sn.
Cute di spessore regolare. Non linfo-adenomegalie nei cavi ascellari.
Buongiorno può gentilmente spiegarmi cosa sono le micro calcificazioni in Cluster e l'opacità nodulare?Mi è stata consigliata una RMN con Mdc.
Gent.le Sig.ra/re, le microcalcificazioni sono dei microscopici depositi di calcio che in alcune circostante si accumulano fino ad essere visibili con la mammografia che è l’esame elettivo per identificarle e studiarle.
Generalmente sono correlate a situazioni quale la mastopatia fibrocistica, condizione non preoccupante, nella quale per esempio le cisti, strutture cave, ripiene di liquido, vanno incontro a fenomeni di calcificazione della parete, così come avviene per il guscio delle uova. Queste possono essere di ordine millimetrico o anche meno, sparse nella mammella, e generalmente il radiologo ha gli elementi di giudizio per tranquillizzare la paziente.
Altre strutture che possono andare incontro a calcificazioni, sono i cosiddetti fibroadenomi, tumori benigni tipici della giovane età. Questi, con il passare del tempo, “invecchiano” ed iniziano a presentare al loro interno dapprima puntiformi microcalcificazioni le quali, diventano sempre più evidenti, fino a coinvolgere completamente il nodulo che si calcifica come un piccolo sasso ed essere identificato mammograficamente come un “popcorn”. Anche queste manifestazioni sono poco importanti, ma possono creare qualche difficoltà interpretativa nelle fasi molto iniziali della calcificazione, ma generalmente il nodulo è già noto da diversi anni.
Discorso diverso va fatto per alcune tipologie di microcalcificazioni che si manifestano a “spruzzo”, in piccoli agglomerati (cluster) o interessanti ampie zone della mammella. Rispetto alle precedenti hanno una struttura meno regolare, potendo essere puntiformi, oppure lineari, ma senza un chiaro ordine. Queste vanno indagate, sempre previa indicazione dello specialista radiologo o chirurgo senologo, il quale potrà suggerire approfondimenti, quali la ripetizione della mammografia a distanza di qualche mese, la RMN mammaria con mezzo di contrasto fino al prelievo, di qualche frammento di tessuto contenente le calcificazioni, mediante agobiopsia vacuum assistita sotto guida mammografica, al fine di sottoporre quanto asportato ad esame istologico il quale fornirà elementi più congrui per una diagnosi più precisa.
Per quanto concerne l’opacità nodulare, in mammografia deve immaginarla come l’effetto che si ottiene con le “ombre cinesi”. I raggi X quando incontrano una struttura più densa vengono frenati, fino ad essere completamente assorbiti in alcune circostante, e quindi non riescono a raggiungere il sensore della macchina (in passato la vecchia pellicola) che le evidenzia. A volte possono essere delle sovrapposizioni di diverse aree della mammella, a simulare una formazione nodulare, mentre altre volte le strutture evidenziate come opacità sono dei veri e propri noduli il cui specialista radiologo o chirurgo senologo saprà suggerire al paziente gli approfondimenti opportuni, prima tra tutte una ecografia mammaria.
Generalmente sono correlate a situazioni quale la mastopatia fibrocistica, condizione non preoccupante, nella quale per esempio le cisti, strutture cave, ripiene di liquido, vanno incontro a fenomeni di calcificazione della parete, così come avviene per il guscio delle uova. Queste possono essere di ordine millimetrico o anche meno, sparse nella mammella, e generalmente il radiologo ha gli elementi di giudizio per tranquillizzare la paziente.
Altre strutture che possono andare incontro a calcificazioni, sono i cosiddetti fibroadenomi, tumori benigni tipici della giovane età. Questi, con il passare del tempo, “invecchiano” ed iniziano a presentare al loro interno dapprima puntiformi microcalcificazioni le quali, diventano sempre più evidenti, fino a coinvolgere completamente il nodulo che si calcifica come un piccolo sasso ed essere identificato mammograficamente come un “popcorn”. Anche queste manifestazioni sono poco importanti, ma possono creare qualche difficoltà interpretativa nelle fasi molto iniziali della calcificazione, ma generalmente il nodulo è già noto da diversi anni.
Discorso diverso va fatto per alcune tipologie di microcalcificazioni che si manifestano a “spruzzo”, in piccoli agglomerati (cluster) o interessanti ampie zone della mammella. Rispetto alle precedenti hanno una struttura meno regolare, potendo essere puntiformi, oppure lineari, ma senza un chiaro ordine. Queste vanno indagate, sempre previa indicazione dello specialista radiologo o chirurgo senologo, il quale potrà suggerire approfondimenti, quali la ripetizione della mammografia a distanza di qualche mese, la RMN mammaria con mezzo di contrasto fino al prelievo, di qualche frammento di tessuto contenente le calcificazioni, mediante agobiopsia vacuum assistita sotto guida mammografica, al fine di sottoporre quanto asportato ad esame istologico il quale fornirà elementi più congrui per una diagnosi più precisa.
Per quanto concerne l’opacità nodulare, in mammografia deve immaginarla come l’effetto che si ottiene con le “ombre cinesi”. I raggi X quando incontrano una struttura più densa vengono frenati, fino ad essere completamente assorbiti in alcune circostante, e quindi non riescono a raggiungere il sensore della macchina (in passato la vecchia pellicola) che le evidenzia. A volte possono essere delle sovrapposizioni di diverse aree della mammella, a simulare una formazione nodulare, mentre altre volte le strutture evidenziate come opacità sono dei veri e propri noduli il cui specialista radiologo o chirurgo senologo saprà suggerire al paziente gli approfondimenti opportuni, prima tra tutte una ecografia mammaria.
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