Egregi Dottori buonasera: sono un maschio di 63 anni che dal 2000 era affetto da IPB, dopo anni di T

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Egregi Dottori buonasera: sono un maschio di 63 anni che dal 2000 era affetto da IPB, dopo anni di Terazosina siamo arrivati dopo tutta la diagnostica all'intervento chirurgico, fatto 6 mesi fa con vaporizzazione laser, purtroppo non e' riuscito e quindi dopo tre mesi mi hanno rioperato con TURP classica, alla dimissione scrivono "decorso regolare, ripresa della minzione spontanea dopo rimozione catetere, si consiglia urinocoltura fra un mese. Dopo un mese vado al controllo con l'urinocoltura negativa e mi consegnano l'istologico negativo, dico che ho ancora bruciore e difficoltà ad iniziare la minzione anche se va decisamente meglio di prima della TURP. Mi dicono ci vediamo fra un anno. Faccio la copia della cartella clinica e vedo la descrizione dell'intervento: Preparazione del capo endoscopico ed introduzione del resettore in visione, si evidenzia doppia stenosi uretrale pre-sfinterica comunque facilmente valicabile dallo strumento, lobi prostatici occludenti, in vescica meati uretrali ortotopici e beanti, alla cistoscopia nessuna lesione papillare o aree sospette, si procede a resezione bipolare dell'adenoma prostatico con tecnica classica, preservazione del veru montanum al termine della procedura, emostasi accurata ed invio frammenti all'istologia" .Ora io mi domando perchè non mi hanno detto nulla delle stenosi uretrali (non le ritengono importanti?), che vuol dire PRE_SFINTERICHE? Cosa e' il veru montanum? Nel frattempo mantengo bruciore dopo tre mesi dall'intervento e se la vescia non e' piena live esitazione ad iniziare, che ne pensate, grazie
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
La rilevazione della stenosi (pre-sfinterica significa prima dello sfintere vescicale) in realtà non era un problema in quanto la TURP comunque l'ha rimossa. Il verumontanum è la zona in cui si aprono i dotti ejaculatori e i dotti vescicolari la cui preservazione potrebbe aver conservato almeno in parte l'ejaculazione, per quanto non è garantito che sia accaduto. La sua persistenza sintomatologica è possibile che derivi dalla congestione infiammatoria della prostata residua. Questo aspetto va attentamente valutato con l'ecografia doppler e ne vanno valutate le ragioni soprattutto a livello generale con i dovuti esami (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, vascolare, fisico e stressogeno) per poi attivare la utile strategia terapeutica.

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