È comune dopo due mesi di Sertralina aggiungere abilify se ancora c’è apatia, umore basso e bloc
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È comune dopo due mesi di Sertralina aggiungere abilify se ancora c’è apatia, umore basso e blocco nell’uscire ?
Salve,
sì, è una strategia piuttosto comune e ben riconosciuta in clinica. Quando, dopo circa due mesi di trattamento con sertralina a dosaggio pieno, persistono sintomi come apatia, umore basso e difficoltà ad attivarsi o uscire, l’aggiunta di Aripiprazolo (Abilify) viene spesso presa in considerazione. Si tratta di un farmaco che agisce in modo particolare sulla dopamina, e a basse dosi può migliorare proprio quegli aspetti legati alla mancanza di motivazione e di iniziativa che a volte non rispondono completamente alla sola serotonina.
L'obiettivo non è “aggiungere un altro farmaco” in modo generico, ma modulare meglio il quadro, puntando su un effetto complementare. È una scelta che va fatta con cautela e valutata caso per caso, ma è ben supportata sia dalla letteratura che dall’esperienza clinica quotidiana.
In questi casi non si parla di fallimento della cura, ma di un passaggio di adattamento, in cui può essere molto utile personalizzare ulteriormente la terapia. Se la sensazione è quella di essere ancora bloccati, è giusto parlarne con chi la sta seguendo: a volte basta davvero poco per sbloccare un percorso che sta già andando nella direzione giusta.
sì, è una strategia piuttosto comune e ben riconosciuta in clinica. Quando, dopo circa due mesi di trattamento con sertralina a dosaggio pieno, persistono sintomi come apatia, umore basso e difficoltà ad attivarsi o uscire, l’aggiunta di Aripiprazolo (Abilify) viene spesso presa in considerazione. Si tratta di un farmaco che agisce in modo particolare sulla dopamina, e a basse dosi può migliorare proprio quegli aspetti legati alla mancanza di motivazione e di iniziativa che a volte non rispondono completamente alla sola serotonina.
L'obiettivo non è “aggiungere un altro farmaco” in modo generico, ma modulare meglio il quadro, puntando su un effetto complementare. È una scelta che va fatta con cautela e valutata caso per caso, ma è ben supportata sia dalla letteratura che dall’esperienza clinica quotidiana.
In questi casi non si parla di fallimento della cura, ma di un passaggio di adattamento, in cui può essere molto utile personalizzare ulteriormente la terapia. Se la sensazione è quella di essere ancora bloccati, è giusto parlarne con chi la sta seguendo: a volte basta davvero poco per sbloccare un percorso che sta già andando nella direzione giusta.
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