Due anni fa ho partorito. Prima della gravidanza ero una molto sportiva. Dopo il parto non ho più pr
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Due anni fa ho partorito. Prima della gravidanza ero una molto sportiva. Dopo il parto non ho più praticato sport. È un anno e mezzo che soffro spesso di dolori addominali, dolori lombari, dolori zona pelvica e perineale e svolte mi duole il coccige, sono molto gonfia. (Il dolore che percepisco è una sensazione mista a dolori mestruali/e dolori intestinali ma continuativi come qualcosa che spinge o pulsa come la sensazione che si ha quando si ha una carie ai denti).
Sono stata da ginecologo / ostetrica / gastroenterologo / ho fatto una colonscopia (risultata negativa) / fisioterapista che ha appurato che ho un pavimento pelvico molto infiammato (sto facendo trattamenti da lui ma un po' sto meglio e un po' continuo a sentire dolore).
Ho effettuato un tampone vaginale cervicale risultato positivo a diversi batteri, ho fatto cura e mi sono ripresentata dal ginecologo per visita di controllo, lunedì ho il Pap test che nel primo caso non era risultato in quanto c'era l'infezione in corso e devo ripeterlo. L'infezione al momento è passata (non ho più perdite o fastidi come quando era in corso). In questi giorni i dolori però e la sensazione di pesantezza e gonfiore si è accentuata e io non so più a chi rivolgermi per capire causa e cure. Sto assumendo da un paio di mesi Pelvilen per pavimento pelvico e Crispact dual act probiotici su consiglio di ostetrica e ginecologa. Ho provato a migliorare la mia dieta (ah ho fatto anche esami per celiachia risultati negativi) evitando latticini e cibi grassi (praticamente sto mangiando solo riso in bianco / pollo / bresaola cercando di differenziare il più possibile carboidrati e proteine per resettare un po' il metabolismo)...ma non trovo miglioramento. Due gg fa il dolore era talmente tanto da faticare a stare seduta o a camminare. Oltre a questo ho perennemente una stanchezza immensa, sonno e spossatezza, evito anche passeggiate troppo lunghe perché al rientro sento dolori in tutto il basso ventre come un dolore osseo simile al post parto....
Insomma non so più cosa fare e a chi rivolgermi. Ho già sentito ripetutamente il medico di base che però non mi è stato molto di aiuto, tutti gli approfondimenti che ho fatto li ho fatti di spontanea volontà.
Qualche specialistica qui saprebbe darmi dei consigli dato le mie problematiche a cui purtroppo non so trovare un nome ?
Sono stata da ginecologo / ostetrica / gastroenterologo / ho fatto una colonscopia (risultata negativa) / fisioterapista che ha appurato che ho un pavimento pelvico molto infiammato (sto facendo trattamenti da lui ma un po' sto meglio e un po' continuo a sentire dolore).
Ho effettuato un tampone vaginale cervicale risultato positivo a diversi batteri, ho fatto cura e mi sono ripresentata dal ginecologo per visita di controllo, lunedì ho il Pap test che nel primo caso non era risultato in quanto c'era l'infezione in corso e devo ripeterlo. L'infezione al momento è passata (non ho più perdite o fastidi come quando era in corso). In questi giorni i dolori però e la sensazione di pesantezza e gonfiore si è accentuata e io non so più a chi rivolgermi per capire causa e cure. Sto assumendo da un paio di mesi Pelvilen per pavimento pelvico e Crispact dual act probiotici su consiglio di ostetrica e ginecologa. Ho provato a migliorare la mia dieta (ah ho fatto anche esami per celiachia risultati negativi) evitando latticini e cibi grassi (praticamente sto mangiando solo riso in bianco / pollo / bresaola cercando di differenziare il più possibile carboidrati e proteine per resettare un po' il metabolismo)...ma non trovo miglioramento. Due gg fa il dolore era talmente tanto da faticare a stare seduta o a camminare. Oltre a questo ho perennemente una stanchezza immensa, sonno e spossatezza, evito anche passeggiate troppo lunghe perché al rientro sento dolori in tutto il basso ventre come un dolore osseo simile al post parto....
Insomma non so più cosa fare e a chi rivolgermi. Ho già sentito ripetutamente il medico di base che però non mi è stato molto di aiuto, tutti gli approfondimenti che ho fatto li ho fatti di spontanea volontà.
Qualche specialistica qui saprebbe darmi dei consigli dato le mie problematiche a cui purtroppo non so trovare un nome ?
Buona sera!In realtà non ho risposte da darle, perché ha contattato già tanti professionisti.L osteopata però manca all’appello e non lo escluderei.Comunque personalmente, mi verrebbe da chiederle cos è successo nella sua vita un anno e mezzo fa’ in corrispondenza dei suoi sintomi.
Qualche volta si scatenano sintomatologie al quale non si riesce a dare una spiegazione ,senza tener presente che il nostro vissuto emotivo si manifesta sul corpo.
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Salve signora, innanzitutto io lavorerei sull'aspetto delle mucose urogenitale e quella intestinale. Dunque migliorare l'aspetto della dieta in autonomia potrebbe non dare risultati, si faccia seguire da un nutrizionista. E come le ha consigliato anche la collega precedente farei una valutazione osteopatica. Inoltre in tutte queste valutazioni qualcuno le ha mai valutato l'eventuale presenza di diastasi addominale?
Buonasera, da quello che descrive emerge un percorso lungo, faticoso e molto frustrante, ed è comprensibile sentirsi smarrita.
Il fatto che gli esami principali siano risultati negativi non significa che “non ci sia nulla”, ma piuttosto che il problema non è organico in senso stretto. Il quadro che racconta – dolore pelvico e perineale persistente, senso di peso e pulsazione, dolore al coccige, gonfiore addominale, peggioramento con il movimento, alternanza di miglioramenti e ricadute, stanchezza profonda è compatibile con una condizione di dolore pelvico persistente di tipo funzionale, spesso legata a iperattivazione e infiammazione del pavimento pelvico, in connessione con intestino, postura, respirazione e sistema nervoso. Dopo una gravidanza e un parto, soprattutto se si è passate da uno stile di vita molto attivo a uno più sedentario, può instaurarsi un circolo vizioso: tensione muscolare, dolore, difesa, infiammazione, aumento della percezione del dolore. Questo spiega perché le terapie aiutano “a fasi” ma il problema tende a ripresentarsi.
Alcuni punti chiave su cui, in genere, è utile lavorare: riabilitazione del pavimento pelvico orientata al rilascio, non al rinforzo; attenzione alla respirazione diaframmatica e alla postura; gestione dell’intestino e del gonfiore senza restrizioni alimentari eccessive (diete troppo rigide spesso peggiorano i sintomi); considerare il ruolo del sistema nervoso e dello stress cronico, che possono amplificare il dolore; continuità e tempo: questi quadri non si risolvono rapidamente.
La figura più indicata, in genere, è un/una professionista esperta in riabilitazione del pavimento pelvico con approccio integrato (pelvico, viscerale, respiratorio), che lavori in rete con ginecologo e, se necessario, gastroenterologo.
Non avere ancora un “nome preciso” non significa che il suo dolore non sia reale o curabile. È importante non arrendersi e non colpevolizzarsi: il corpo sta chiedendo ascolto, non forzature.
Il fatto che gli esami principali siano risultati negativi non significa che “non ci sia nulla”, ma piuttosto che il problema non è organico in senso stretto. Il quadro che racconta – dolore pelvico e perineale persistente, senso di peso e pulsazione, dolore al coccige, gonfiore addominale, peggioramento con il movimento, alternanza di miglioramenti e ricadute, stanchezza profonda è compatibile con una condizione di dolore pelvico persistente di tipo funzionale, spesso legata a iperattivazione e infiammazione del pavimento pelvico, in connessione con intestino, postura, respirazione e sistema nervoso. Dopo una gravidanza e un parto, soprattutto se si è passate da uno stile di vita molto attivo a uno più sedentario, può instaurarsi un circolo vizioso: tensione muscolare, dolore, difesa, infiammazione, aumento della percezione del dolore. Questo spiega perché le terapie aiutano “a fasi” ma il problema tende a ripresentarsi.
Alcuni punti chiave su cui, in genere, è utile lavorare: riabilitazione del pavimento pelvico orientata al rilascio, non al rinforzo; attenzione alla respirazione diaframmatica e alla postura; gestione dell’intestino e del gonfiore senza restrizioni alimentari eccessive (diete troppo rigide spesso peggiorano i sintomi); considerare il ruolo del sistema nervoso e dello stress cronico, che possono amplificare il dolore; continuità e tempo: questi quadri non si risolvono rapidamente.
La figura più indicata, in genere, è un/una professionista esperta in riabilitazione del pavimento pelvico con approccio integrato (pelvico, viscerale, respiratorio), che lavori in rete con ginecologo e, se necessario, gastroenterologo.
Non avere ancora un “nome preciso” non significa che il suo dolore non sia reale o curabile. È importante non arrendersi e non colpevolizzarsi: il corpo sta chiedendo ascolto, non forzature.
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