Depressione
salve, ho 18 anni e soffro di depressione e personalità borderline, e da un po' di tempo anche di autolesionismo. Sono sotto cura farmacologica ed ero riuscita a smettere con le auto lesioni ma da poco sento il bisogno di rifarlo e la mia situazione sta nuovamente peggiorando, con umore basso e zero voglia di vivere. Secondo vuoi dottori può essere una buona idea un ricovero?Cosa posso fare?
13 risposte
buongiorno le consiglio di rivolgersi a professsionisti esperti nel trattamento del Disturbo Border Line con il metodo Linneham, esistono anche alcune strutture di ricovero che trattano con questo metodo, se consulta internet trova i riferimenti più vicini a lei.
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Salve a lei, credo che prima del ricovero si debbano percorre le possibile strategie farmacologiche per la stabilizzazione dell'umore e le psicoterapie come supporto. Nle caso si prendano in considerazione farmaci che richiedono monitoraggio medico, il ricovero è invece consigliabile, seppur in struttura adeguata allla patologia, al fine di velocizzare e rendere sicuro il trattamento.
signorina, intanto cerchi di non farsi male... secondo se è in cura farmacologica qualche medico avrà perscritto quei farmaci..e allora domandia lui o lei che sia di valutare cosa è meglio per lei.....certo lei può anche andare al pronto soccorso e farsi visitare da uno psichiatra del PS, però se aveva un medico che le ha perscritto dei farmaci, torni da questo stesso medico. io lavoroe vivo a torino, lei non so dic he città sia, cque le suggerisco di tornare dal medico che l'aveva o l'ha in cura.... e che la conosce già.. se invece vuole un altro parere , beh, certo può consultare altri.. ,magari della sua città... intanto non si faccia del male!!!! non serve punirsi....deve cercare di capire cosa la spinge a passare all'atto....un abbraccio...
Per capire se sia opportuno o meno un ricovero nella sua condizione clinica sarebbe utile effettuare una visita con uno specialista. Oltre alla necessità di altre informazioni anamnestiche e dell'approfondimento di frasi come la seguente: "zero voglia di vivere", infatti, per gli specialisti sono importanti altri indicatori obiettivi del tono dell'umore e dell'ansia che non possono prescindere dall'esame psichiatrico effettuato a studio o al pronto soccorso (in caso di emergenza).
Salve, quello che può fare è parlarne con chi la segue, psichiatra (immagino sia stato lei/lui a darle la cura farmacologica). Le suggerisco, se ancora non l'ha fatto, di seguire un percorso psicoterapico; questo l'aiuterà a lavorare sulla sua sintomatologia e comprenderne il suo significato più profondo. Le auguro di poter trovare un suo equilibrio.
Gentilissima, le consiglierei, se non lo ha già fatto, di valutare un percorso di psicoterapia che può esserle d'aiuto per affrontare le radici psicologiche dei suoi sintomi. Cordialmente. Luana Ceccarini
Ciao, innanzitutto credo che dovresti affidarti alle persone che ti stanno già aiutando. Non è facile infatti darti una risposta netta leggendo le poche righe della tua domanda. Quello che è sicuramente necessario è fare anche un percorso psicoterapico, in modo da essere efficacemente sostenuta e da poter avere un luogo sicuro in cui esplorare il significato delle tue difficoltà nonchè il modo per affrontarle. Un forte abbraccio, Dott.ssa Serena Romano
Salve, il ricovero è utile nelle fasi acute della patologia. Da quanto scrive, lei è ancora un passo prima. Le consiglio, oltre che di continuare con la terapia farmacologia, di consultare uno psicoterapeuta e di iniziare con una certa urgenza un percoso di psicoterapia. Sentiti saluti.
Carissima, il ricovero è qualcosa da valutare insieme almeno a uno psichiatra e a uno psicologo. Può essere qualcosa si utile nell'emergenza, ma è uno strumento che non serve in realtà nella gestione a medio-lungo termine del suo problema. Credo invece fondamentale un periodo di lavoro strutturato con psicoterapia (DBT come trattamento di elezione evidence-based per disturbo border di personalità e CBT per depressione che però potrebbe far parte del problema sopra) unitamente ad un approccio anche psicofarmacologico.
Gentile ragazza, comprendo la sua richiesta di consigli e posso solo immaginare la sofferenza che prova. Sta facendo un passo importante per se stessa chiedendosi e chiedendo cosa fare di fronte ad un peggioramento. Per poter rispondere alla sua domanda relativa al ricovero, avrei però bisogno di incontrarla e conoscerla meglio. Chi la segue per la cura farmacologica? Si fida di questa persona? Se la sente di porre i suoi dubbi al medico che conosce la sua storia? Un saluto, Dott.ssa Colucci
Buongiorno, Il mio suggerimento è di intraprendere un percorso psicoterapeutico, da affiancare ad una cura farmacologica. In questo modo potrebbe affrontare i motivi che stanno alla base del suo disagio , affiancato da un esperto che potrà darle una mano. Un caro saluto
Salve data la sua giovane età sarebbe consigliabile affiancare alla terapia farmacologica anche un percorso psicoterapeutico per comprendere le cause della sua sofferenza. Le consiglio di rivolgersi ad uno specialista psicoterapeuta nella sua zona (privato o presso una struttura pubblica), spiegargli che fa uso di farmaci e quindi concordare insieme allo psichiatra che glieli ha prescritti che percorso seguire. Consideri che essendo giovane ha molte strade davanti a sè e tempo per migliorare la sua situazione. Auguri.
Ciao ! Il disturbo borderline è una patologia che richiede purtroppo un lungo trattamento perché l' identità è troppo frammentata e fragile per affrontare anche le minime frustrazioni della vita. Se gli impulsi a tagliarti sono molto forti e se avverti dei pensieri suicidiari, il ricovero si rende necessario. In ogni caso ti consiglio di intraprendere una psicoterapia con un professionista della tua zona. Un forte abbraccio
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.










