Cordiali dottori, Sono un lavoratore attivo nel quotidiano. Non ho pregressa storia medica. Da

2 risposte
Cordiali dottori,

Sono un lavoratore attivo nel quotidiano.
Non ho pregressa storia medica.
Da luglio di quest'anno tramite autopalpazione ho notato un gonfiore al testicolo destro accompagnato da un innalzamento.
I due testicoli risultavano assai asimmetrici sia per dimensione che per localizzazione.
Talvolta, ma sporadiche erano presenti lievi fastidi, come senzo di tensione ma che duravano 2/3 giorni.


A metà agosto mi sono recato, su consiglio medico, in ospedale a fare un'eco da cui non erano emersi ispessimenti nelle borse, non segni di idrocele se non una aumentata quantità di fluido a destra, due cisti dell'epididimo destro corpuscolate di cui la maggiore di 5 mm, assenza di varicosi dei lessi pampiformi a destre e II a sinistra.
Assenza di calcificazioni.
A seguito di tale referto il medico mi aveva rassicurato dicendo di monitorare la situazione.

A oggi se il testicolo destro si è leggermente riabbassato e pare allo stesso livello del sinistro, permane la durezza e il gonfiore testicolare con la percezione che il testicolo sia ben più grosso del sinistro.
Non ho più percepito tensione se non per un 2/3 giorni a inizio mese.
A oggi il medico non mi ha mai dato terapia farmacologica se non Tachipirina e consigliare eco a un anno in caso dovesse rimanere così la situazione.

Io vorrei solo capire come mai un testicolo si è gonfiato così dall'oggi al domani e cosa lo possa spiegare, anche per il fatto che i gonfiore non svanisce a distanza di quasi 4 mesi.
Prof. Carlo Rando
Andrologo, Urologo, Chirurgo generale
Milano
Come minimizzare e sottovalutare ogni questione. Quanto osservato da lei e riportato in ecografia (poi vanno viste le immagini) lei ha un idrocele associato a cisti epididimali, quindi un processo infiammatorio in corso che spesso deriva da una discreta congestione infiammatoria pelvico-prostatica che nessuno ha valutato. Andava e va pertanto svolta la dovuta valutazione delle condizioni genitali locali con i dovuti esami (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) per poi decidere, a seguito di attenta valutazione andrologica, i passi successivi diagnostici (gli aspetti generlai alla base dle problema) e/o terapeutici.

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