Come ridurre il grasso al fegato grazie avendo anche un' epatite Autoimmune
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Come ridurre il grasso al fegato grazie avendo anche un' epatite Autoimmune? Grazie.
Per quanto riguarda il trattamento della steatosi epatica è meglio ridurre l'assunzione di grassi, alcol e zuccheri semplici (come il saccarosio, o zucchero da tavola) aumentare il livello di attività fisica, e se necessario perdere peso. Consiglio di non consumare più di due porzioni di frutta al giorno, non consumare zucchero, dolci, succhi di frutta o prodotti industriali. Prediligere alimenti a basso indice glicemico come avena, orzo, legumi, riso integrale; non consumare solamente carboidrati durante un pasto ma combinare i carboidrati agli altri macronutrienti. Preferire l'utilizzo di grassi vegetali come l'olio extravergine di oliva rispetto l'utilizzo di grassi animali come burro, margarine; aumentare il consumo di pesce azzurro ricco di acidi grassi omega-3, che aiutano la riduzione dell'infiammazione. Non consumare carni processate come i salumi. Infine, non consumare alcol!
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In caso di steatosi epatica associata a epatite autoimmune, la gestione deve sempre essere concordata con epatologo e nutrizionista, perché il fegato è già più delicato. In generale:
Alimentazione equilibrata: privilegiare frutta, verdura, legumi, cereali integrali, pesce; limitare zuccheri semplici, bevande alcoliche (meglio evitarle del tutto) e grassi saturi (insaccati, fritti, carni grasse, formaggi stagionati).
Peso corporeo: mantenere o raggiungere un peso adeguato riduce la quota di grasso nel fegato.
Attività fisica regolare: camminata veloce, bici o nuoto almeno 150 minuti a settimana.
Controllo delle porzioni: ridurre eccessi calorici, soprattutto da carboidrati raffinati (pane e pasta bianchi, dolci).
Fonti di grassi buoni: olio extravergine d’oliva a crudo, frutta secca in piccole quantità, pesce azzurro.
Monitoraggio medico: controlli periodici di transaminasi, autoanticorpi e fibrosi epatica, così da personalizzare dieta e terapia.
Distinti saluti
Dr Luca Agostini
Alimentazione equilibrata: privilegiare frutta, verdura, legumi, cereali integrali, pesce; limitare zuccheri semplici, bevande alcoliche (meglio evitarle del tutto) e grassi saturi (insaccati, fritti, carni grasse, formaggi stagionati).
Peso corporeo: mantenere o raggiungere un peso adeguato riduce la quota di grasso nel fegato.
Attività fisica regolare: camminata veloce, bici o nuoto almeno 150 minuti a settimana.
Controllo delle porzioni: ridurre eccessi calorici, soprattutto da carboidrati raffinati (pane e pasta bianchi, dolci).
Fonti di grassi buoni: olio extravergine d’oliva a crudo, frutta secca in piccole quantità, pesce azzurro.
Monitoraggio medico: controlli periodici di transaminasi, autoanticorpi e fibrosi epatica, così da personalizzare dieta e terapia.
Distinti saluti
Dr Luca Agostini
salve Alimentazione equilibrata
Ridurre zuccheri semplici e fruttosio: limitare bibite, dolci, succhi industriali → questi favoriscono la steatosi.
Limitare i grassi saturi e trans: meno fritti, insaccati, burro, prodotti industriali.
Preferire grassi buoni: olio extravergine di oliva, frutta secca al naturale, semi di lino/chia.
Proteine magre: pesce, pollo, tacchino, legumi (se tollerati).
Cereali integrali: riso integrale, avena, farro, evitando eccessi di pane/pasta raffinata.
Verdura e frutta fresca ogni giorno (ma senza esagerare con frutta molto zuccherina come uva, fichi, datteri).
Alcol → zero
anche una perdita di 5–7% del peso (se in sovrappeso) migliora sensibilmente la steatosi.
resto a disposizione
dott.ssa antemi antonella
Ridurre zuccheri semplici e fruttosio: limitare bibite, dolci, succhi industriali → questi favoriscono la steatosi.
Limitare i grassi saturi e trans: meno fritti, insaccati, burro, prodotti industriali.
Preferire grassi buoni: olio extravergine di oliva, frutta secca al naturale, semi di lino/chia.
Proteine magre: pesce, pollo, tacchino, legumi (se tollerati).
Cereali integrali: riso integrale, avena, farro, evitando eccessi di pane/pasta raffinata.
Verdura e frutta fresca ogni giorno (ma senza esagerare con frutta molto zuccherina come uva, fichi, datteri).
Alcol → zero
anche una perdita di 5–7% del peso (se in sovrappeso) migliora sensibilmente la steatosi.
resto a disposizione
dott.ssa antemi antonella
Una dieta detox , cioè a basso contenuto di zuccheri raffinati e proteine animali sicuramente aiuterà il suo fegato STEATOSICO, cioè particolarmente grasso, e queste sane abitudini alimentari ( che spesso incoraggio i pazienti a seguire con l'integrazione anche di enzimi digestivi x deficit di DAO e un naturalissimo protettore epaticocome il DESMODIUM ) portano in pochi mesi un netto miglioramento...ma le dico di piu, essendo esperta/ abitudinaria ormai da anni di dieta CHETOGENICA , con un approccio personalizzato applicato a chi , come lei soffre di steatosi , ho visto ( ecografia alla mano dopo tre -2 mesi) un netto miglioamento del quadro di cui sopra... a sua disposizione dr Lucherini M.anche ONLINE
Buongiorno,
in qualità di biologa nutrizionista, le consiglierei di partire con l'eliminazione, o comunque con una riduzione drastica, di zuccheri semplici (zucchero, saccarosio, destrosio, maltosio, miele, fruttosio - perciò massimo 2 porzioni di frutta al giorno), dolci e dessert (consiglio sempre di utilizzarli solo in un singolo pasto libero a settimana), prodotti confezionati/industriali che contengono spesso anche zucchero e sale (se possibile, sarebbe preferibile optare sempre per materie prime di qualità e poi cucinare). E' consigliabile anche leggere attentamente l'etichetta degli ingredienti degli alimenti poichè spesso non è riportata la parola "zucchero", ma parole differenti come destrosio, maltosio e saccarosio, che possono trarre in inganno il consumatore.
Per quanto riguarda le patologie autoimmuni, personalmente, utilizzo un protocollo alimentare e integrativo specifico, volto ad attenuare l'infiammazione, migliorare la compliance con eventuali farmaci assunti e che cerchi di limitare la degenerazione della patologia (il tutto in accordo con il parere medico).
in qualità di biologa nutrizionista, le consiglierei di partire con l'eliminazione, o comunque con una riduzione drastica, di zuccheri semplici (zucchero, saccarosio, destrosio, maltosio, miele, fruttosio - perciò massimo 2 porzioni di frutta al giorno), dolci e dessert (consiglio sempre di utilizzarli solo in un singolo pasto libero a settimana), prodotti confezionati/industriali che contengono spesso anche zucchero e sale (se possibile, sarebbe preferibile optare sempre per materie prime di qualità e poi cucinare). E' consigliabile anche leggere attentamente l'etichetta degli ingredienti degli alimenti poichè spesso non è riportata la parola "zucchero", ma parole differenti come destrosio, maltosio e saccarosio, che possono trarre in inganno il consumatore.
Per quanto riguarda le patologie autoimmuni, personalmente, utilizzo un protocollo alimentare e integrativo specifico, volto ad attenuare l'infiammazione, migliorare la compliance con eventuali farmaci assunti e che cerchi di limitare la degenerazione della patologia (il tutto in accordo con il parere medico).
Buonasera, in situazioni come la sua, in cui c’è una condizione specifica come l’epatite autoimmune, è davvero importante che ogni intervento – anche a livello alimentare o di stile di vita – venga valutato e personalizzato insieme al medico o a uno specialista che conosce a fondo il suo quadro clinico. In generale, adottare un’alimentazione equilibrata, mantenere uno stile di vita sano e seguire con costanza le indicazioni terapeutiche può sicuramente contribuire al benessere del fegato, ma nel suo caso è fondamentale che ogni passo sia fatto con attenzione. Consiglio sicuramente di confrontarsi di persona con uno specialista.
Con piccoli passi, come seguire una dieta mediterranea equilibrata, evitare l’alcol, fare l’attività fisica e, se necessario, perdere peso in modo graduale. In questo modo è possibile alleggerire il fegato dal grasso in eccesso.
Allo stesso tempo, con l’epatite autoimmune è davvero importante avere accanto uno specialista che possa guidarti e aiutarti con dei consigli più precisi e personalizzati; in questo modo potrai prenderti cura del fegato senza rischiare squilibri o carenze.
Allo stesso tempo, con l’epatite autoimmune è davvero importante avere accanto uno specialista che possa guidarti e aiutarti con dei consigli più precisi e personalizzati; in questo modo potrai prenderti cura del fegato senza rischiare squilibri o carenze.
lavorando attivamente sul suo stile di vita (dieta, allenamento, sonno, gestione dello stress, esposizione al sole e terapia farmacologica se necessaria e sotto supervisione medica)
ciao c'è una dieta specifica per ridurre steatosi epatica. Se vuole può scrivermi per un consulto
Salve,
premettendo che servirebbero alcun dati senza dubbio attività fisica ed alimentazione adeguata.
Buona serata
premettendo che servirebbero alcun dati senza dubbio attività fisica ed alimentazione adeguata.
Buona serata
Buongiorno, sarebbe opportuno essere seguito da un professionista per seguire una dieta sana e bilanciata in base alle sue esigenze. In linea generale dovrebbe perdere peso (se necessario) e fare una regolare attività fisica. Evitare il consumo di alcol e bibite zuccherate e di cibi ricchi di grassi saturi come alimenti industriali e trasformati. Ma bisognerebbe valutare il suo caso specifico per capire quali aspetti modificare della sua alimentazione.
Buongiorno, al momento le evidenze sulla gestione della steatosi epatica (il grasso al fegato) prevedono la modifica dello stile di vita, dunque dieta equilibrata (che favorisca il dimagrimento se in sovrappeso) e attività fisica regolare. Queste indicazioni valgono anche nei casi di normopeso
La steatosi Epatica o fegato grasso (MASLD) quindi non alcolica, deve essere sempre trattata con apposita dieta e giusta attività fisica, in atto non esistono terapie farmacologiche. In tutti i casi, ma particolarmente in questo caso, è importante intervenire subito, in quanto l'organo è già affetto da una patologia autoimmune.
Buongiorno. Per quanto riguarda l'epatite autoimmune le consiglio di rivolgersi ad un epatologo che le prescriverà dei farmaci. Il miglior modo per ridurre il fegato grasso è una modifica dello stile di vita, adottando un dieta varia e sana, volta alla riduzione del peso corporeo, e praticare attività fisica (mista aerobia e anaerobia) per almeno 150 minuti a settimana.
Un saluto
Un saluto
Buongiorno,
sì, il grasso al fegato si può ridurre anche in presenza di epatite autoimmune, ma il percorso va impostato con particolare attenzione.
Nell’epatite autoimmune non esiste una dieta “curativa” specifica, mentre è raccomandata un’alimentazione sana, equilibrata e adatta anche a proteggere il fegato nel lungo periodo.
Se è presente sovrappeso, la strategia più efficace è un calo di peso graduale e mantenibile nel tempo.
Le linee guida riportano che una riduzione di almeno il 5% del peso può aiutare a ridurre il grasso epatico, mentre un calo del 7-10% è associato a un miglioramento più marcato dell’infiammazione epatica; oltre il 10% i benefici possono estendersi anche alla fibrosi.
Anche in chi non ha un grande eccesso di peso, migliorare la qualità della dieta e la disponibilità energetica complessiva può comunque aiutare il fegato.
Dal punto di vista pratico, in genere si lavora su un modello alimentare tipo mediterraneo, con riduzione di zuccheri aggiunti, bevande zuccherate, prodotti molto processati e grassi saturi, aumentando invece la quota di alimenti semplici e bilanciati.
L’attività fisica regolare è un altro pilastro: almeno 150 minuti a settimana di attività aerobica moderata e di esercizi di forza almeno 2 volte a settimana, compatibilmente con le condizioni cliniche.
Anche ridurre la sedentarietà quotidiana contribuisce al miglioramento del fegato.
Nel suo caso, però, la presenza di epatite autoimmune rende importante personalizzare il percorso in base a terapia, esami del fegato e fase della malattia, perché non sempre un piano standard va bene per tutti.
Una prima visita nutrizionale può aiutarla a impostare un piano preciso per ridurre il grasso epatico senza stressare ulteriormente il fegato e senza carenze inutili.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
sì, il grasso al fegato si può ridurre anche in presenza di epatite autoimmune, ma il percorso va impostato con particolare attenzione.
Nell’epatite autoimmune non esiste una dieta “curativa” specifica, mentre è raccomandata un’alimentazione sana, equilibrata e adatta anche a proteggere il fegato nel lungo periodo.
Se è presente sovrappeso, la strategia più efficace è un calo di peso graduale e mantenibile nel tempo.
Le linee guida riportano che una riduzione di almeno il 5% del peso può aiutare a ridurre il grasso epatico, mentre un calo del 7-10% è associato a un miglioramento più marcato dell’infiammazione epatica; oltre il 10% i benefici possono estendersi anche alla fibrosi.
Anche in chi non ha un grande eccesso di peso, migliorare la qualità della dieta e la disponibilità energetica complessiva può comunque aiutare il fegato.
Dal punto di vista pratico, in genere si lavora su un modello alimentare tipo mediterraneo, con riduzione di zuccheri aggiunti, bevande zuccherate, prodotti molto processati e grassi saturi, aumentando invece la quota di alimenti semplici e bilanciati.
L’attività fisica regolare è un altro pilastro: almeno 150 minuti a settimana di attività aerobica moderata e di esercizi di forza almeno 2 volte a settimana, compatibilmente con le condizioni cliniche.
Anche ridurre la sedentarietà quotidiana contribuisce al miglioramento del fegato.
Nel suo caso, però, la presenza di epatite autoimmune rende importante personalizzare il percorso in base a terapia, esami del fegato e fase della malattia, perché non sempre un piano standard va bene per tutti.
Una prima visita nutrizionale può aiutarla a impostare un piano preciso per ridurre il grasso epatico senza stressare ulteriormente il fegato e senza carenze inutili.
Un cordiale saluto,
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate
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