Buongiorno, vorrei un parere sulla situazione di mia madre, in cura da tre anni per fibromialgia. P
Buongiorno, vorrei un parere sulla situazione di mia madre, in cura da tre anni per fibromialgia. Presenta ANA positivi con pattern citoplasmatico reticolare (titolo attuale 1:160, sceso da un precedente 1:640 di tre anni fa). Nell'ultimo anno il quadro clinico è cambiato: ha avuto episodi di pericardite, ma l'attuale reumatologo esclude una connettivite attiva poiché gli ENA sono negativi e gli indici di flogosi (VES e PCR) risultano nella norma. Tuttavia, un precedente specialista aveva ipotizzato una diagnosi di connettivite associata alla fibromialgia. Dagli accertamenti recenti emerge: Cardiologia: Prolasso mitralico lieve e una pressione sistolica polmonare di 35 mmHg (rilevata a gennaio) ad ottorbre tutto nella norma. Pneumologia: TAC torace e spirometria nella norma. Sintomatologia attuale: Affanno sotto sforzo (nel salire le scale), dolori articolari a mani, spalle e braccia, insonnia e stato depressivo. Attualmente la terapia prevede solo l'uso di Lyrica. Considerati i sintomi organici e la positività degli ANA, temiamo che la sola gestione del dolore fibromialgico stia trascurando un'eventuale patologia autoimmune sottostante. Ritenete che l'attuale approccio terapeutico sia completo o sono necessari ulteriori approfondimenti?
1 risposta
Buongiorno, La positività ANA deve essere sempre correlata al contesto clinico, spesso si possono ritrovare delle positività che non hanno nessun correlato clinico con patologie autoimmuni. L'evento da lei descritto di un episodio di pericardite, nella maggior parte dei casi è un evento virale, che regredisce completamente, mentre la recidiva di pleurite/pericardite deve fare sorgere il sospetto clinico. La descrizione dell'affanno, può essere maggiormente correlato al quadro cardiologico per il prolasso e aumento della pressione arteriosa polmonare, che aggrava la sensazione di affaticamento dovuto alla fibromialgia. Le consiglio di approfondire quell'aspetto, e cercare di incrementare l'approccio anche fisico/conservativo per il quadro fibromialgico, oltre allo stato depressivo che aggrava tutto.
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