Buongiorno, vorrei un parere su una questione che mi sta facendo riflettere. Ho ascoltato alcuni con
Buongiorno, vorrei un parere su una questione che mi sta facendo riflettere. Ho ascoltato alcuni contenuti di una persona che parla di crescita interiore, consapevolezza e della necessità di osservare i propri pensieri, le proprie paure e i propri desideri, anziché cercare sempre di evitare il disagio. Il mio dubbio è questo: io vorrei vivere serenamente, lavorare, divertirmi, dedicarmi alla mia famiglia e cercare di essere una brava persona, senza passare troppo tempo ad analizzare me stesso o a chiedermi continuamente se sto vivendo nel modo giusto. Vorrei anche prendere spunto da alcuni insegnamenti che trovo utili, ma senza dover verificare continuamente se li sto applicando correttamente, né classificare me stesso o gli altri in base al loro livello di consapevolezza. Mi chiedo quindi: * È possibile vivere bene e maturare come persona senza intraprendere necessariamente un percorso di ricerca interiore approfondito? * Qual è la differenza tra evitare una difficoltà per paura e scegliere legittimamente di non dedicare tempo a qualcosa che non si ritiene importante? * È utile osservare ogni pensiero e ogni emozione, oppure è possibile lasciarli Perché a volte mi passa un pensiero un dubbio ma non sto sempre li ad osservarlo ma faccio altro forse è la cosa è positiva ma non faccio come dice il maestro ovvero il counseling che non sto nel dolore o nella noia non ho capito bene cosa dovrei fare forse non dovrei fare altro e stari lì nel pensiero , io durante la giornata sono molto attivo mi piace fare tante cose ma questo inevitabilmente non mi fa fermare molto nella noia e nel dolore
1 risposta
Sì, è assolutamente possibile vivere bene, maturare e costruire relazioni sane senza dedicarsi continuamente a un percorso di “ricerca interiore”. Osservare pensieri ed emozioni può essere utile, ma non significa doverli analizzare tutti, restare dentro ogni disagio o chiedersi continuamente se si sta vivendo nel modo corretto. A volte lasciare passare un pensiero e tornare a ciò che si sta facendo è proprio una modalità sana di autoregolazione. La differenza tra evitamento e scelta sta soprattutto nell’effetto: se fugge sistematicamente da qualcosa perché la paura le impedisce di affrontarlo, allora può esserci un problema; se invece decide consapevolmente che una certa riflessione non è utile o importante per lei, non c’è nulla di sbagliato. Anche il dolore e la noia non devono diventare esperienze da ricercare o “sopportare bene” per dimostrare consapevolezza. Se però nota che questi insegnamenti le stanno generando dubbi continui, bisogno di controllarsi o paura di vivere “nel modo sbagliato”, allora un confronto con uno psicologo può aiutarla a distinguere ciò che le è davvero utile da ciò che sta diventando fonte di ansia. Se vuole approfondire, può contattarmi per una consulenza online o in presenza e consultare la mia agenda per le disponibilità. un caro saluto. Dott. Giulio Blasilli
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